La Cassazione ha confermato la condanna del gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori
Il caso di Mario Roggero fece molto discutere sui limiti della legittima difesa e ancora oggi genera grande indignazione nella destra
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La Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna in appello a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile 2021 uccise a colpi di pistola due rapinatori che avevano appena derubato il suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. In primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni per l’omicidio dei due uomini, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. È stato confermato anche l’anticipo del risarcimento da pagare ai loro familiari, pari a 780mila euro.
Roggero sostenne di avere sparato per legittima difesa durante un tentativo di rapina. Nei giorni successivi però si scoprì che li aveva inseguiti e che sparò loro quando già stavano scappando dal negozio. I rapinatori erano in tutto tre (oltre ai due che sarebbero stati uccisi ce n’era un altro che venne ferito ma sopravvisse, Alessandro Modica), entrarono nel negozio di Roggero verso le 18:45 e minacciarono lui, la moglie e la figlia con dei coltelli e con delle pistole che poi si rivelarono finte. Dopo aver svuotato la cassaforte i ladri stavano salendo in macchina per scappare quando Roggero sparò contro di loro, e poi colpì con calci alla schiena e alla testa Spinelli, che morì poco dopo.
Roggero è sempre stato molto difeso dai leader dell’estrema destra italiana, che lo hanno preso come simbolo delle loro posizioni massimaliste sulla legittima difesa. I giudici hanno sempre negato che le azioni di Roggero fossero definibili di legittima difesa, dato che i rapinatori non costituivano più un pericolo.
Tra chi lo ha sostenuto ci sono la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il segretario della Lega Matteo Salvini e, più recentemente, anche il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Dopo la sentenza della Cassazione sono intervenuti nuovamente sul caso: fra gli altri Salvini ha detto che si impegnerà per chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di concedere a Roggero la grazia.



