Negli Stati Uniti un gruppo di stati sta cercando di bloccare l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount

Gli studi di Paramount a Los Angeles, negli Stati Uniti (Ethan Swope/Bloomberg)
Gli studi di Paramount a Los Angeles, negli Stati Uniti (Ethan Swope/Bloomberg)

Un gruppo di 12 stati statunitensi ha presentato una causa civile per cercare di impedire alla multinazionale Paramount Skydance di acquisire la società di produzione cinematografica Warner Bros. Discovery, in un’operazione discussa e contestata ormai da tempo. I procuratori generali dei 12 stati (Arizona, California, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington) hanno chiesto che l’acquisizione venga sospesa, sostenendo che ridurrebbe la concorrenza nel settore cinematografico, che avrebbe effetti negativi sull’occupazione e sui salari nel settore, e che penalizzerebbe i consumatori, facendo aumentare i costi per i servizi di streaming e portando a una scelta più limitata di contenuti.

La storia dell’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount è lunga e intricata. In estrema sintesi, nel dicembre del 2025 Paramount Skydance aveva presentato un’offerta di acquisto ostile (un’operazione con cui si cerca cioè di acquistare un’azienda contro la volontà del suo consiglio di amministrazione) per ostacolare un accordo preesistente tra Warner Bros. e Netflix, e alla fine Netflix ci aveva rinunciato. Un mese fa l’acquisizione da parte di Paramount è stata approvata dal dipartimento di Giustizia, ma l’operazione non è definitiva ed è ancora possibile che venga bloccata o ostacolata dai tribunali.

Nel frattempo comunque a Hollywood l’idea di una fusione tra Paramount e Warner Bros. ha continuato a generare preoccupazioni nel settore, anche perché la famiglia Ellison, proprietaria di Paramount e molto vicina al presidente Donald Trump, controllerebbe una grossa parte dell’informazione statunitense. La causa è stata presentata in California: il procuratore generale dello stato, Rob Bonta, ha ricordato che se Paramount e Warner Bros. venissero unite controllerebbero quasi un terzo della programmazione televisiva via cavo, e quasi un terzo dell’industria cinematografica statunitense.

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