C’è un’altra offerta di acquisto di EasyJet, da parte della società d’investimenti statunitense Apollo

Dettaglio del logo di EasyJet su un'ala di un aereo della compagnia (AP Photo/Michael Sohn)
Dettaglio del logo di EasyJet su un'ala di un aereo della compagnia (AP Photo/Michael Sohn)

Venerdì il consiglio di amministrazione della compagnia aerea low-cost britannica EasyJet ha raccomandato agli azionisti della compagnia di accettare l’offerta pubblica d’acquisto della società d’investimenti statunitense Apollo. È una svolta significativa nelle trattative per l’acquisizione di EasyJet, visto che lunedì lo stesso consiglio aveva accettato un accordo di principio per la sua acquisizione da parte della società di investimento statunitense Castlelake. Ora invece ritiene la sua offerta meno conveniente di quella di Apollo.

Castlelake aveva offerto 6,90 sterline per azione (8,10 euro), valutando l’azienda complessivamente circa 5,5 miliardi di sterline (6,45 miliardi di euro). L’offerta di Apollo è superiore: 7,15 sterline per azione (8,39 euro) e una valutazione complessiva di 5,7 miliardi di sterline (6,69 miliardi di euro). Entrambe le offerte sono preliminari: Castlelake, che possiede già il 2,14 per cento di EasyJet, dovrà presentare l’offerta definitiva entro il prossimo 3 agosto, mentre Apollo avrà tempo fino al 7. Poi saranno gli azionisti a decidere quale offerta accettare.

L’offerta di Apollo accettata dal cda di EasyJet è la sesta proposta di acquisizione dopo le cinque precedenti presentate da Castlelake. La prima era stata rifiutata da EasyJet, che aveva accusato la società di voler sfruttare la sua bassa valutazione in borsa in quel momento a causa del blocco dello stretto di Hormuz. Apollo peraltro è una società di private equity: raccoglie cioè fondi da investitori privati e li investe in azioni di società che non sono quotate in borsa. Se una quota consistente di azionisti di EasyJet dovesse accettare la sua offerta, la compagnia aerea verrebbe tolta dai mercati azionari.

In ogni caso l’acquisizione dovrà rispettare le normative dell’Unione Europea che obbligano le compagnie aeree europee a essere possedute in maggioranza da un’entità europea. EasyJet ha sede nel Regno Unito ma opera all’interno dell’Unione Europea attraverso una società controllata chiamata EasyJet Europe, creata nel 2017 come conseguenza di Brexit. Castlelake, per rispettare la norma, ha creato una società che possiede al 49 per cento, mentre il restante 51 è posseduto da una serie di investitori privati europei. Non è chiaro invece cosa farà Apollo, che però ha detto di voler adottare «tutte le misure necessarie» per soddisfare le regole europee.