ln Irlanda la Camera ha approvato un divieto alle importazioni di beni dai territori palestinesi illegalmente occupati da Israele

Una protesta a Dublino, in Irlanda, per chiedere che vengano approvate sanzioni contro Israele a novembre del 2025 (Photo by Mostafa Darwish/Anadolu via Getty Images)
Una protesta a Dublino, in Irlanda, per chiedere che vengano approvate sanzioni contro Israele a novembre del 2025 (Photo by Mostafa Darwish/Anadolu via Getty Images)

Martedì la Camera del parlamento irlandese ha approvato una legge che vieta le importazioni di beni dalle colonie israeliane che occupano illegalmente i territori palestinesi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. La legge ha principalmente un valore simbolico, dato che le importazioni irlandesi di beni (soprattutto frutta, verdura e legname) dalle colonie israeliane illegali sono praticamente nulle (meno di 1 milione di euro tra il 2020 e il 2024).

La legge era stata proposta dal governo di centrodestra lo scorso anno, ora dovrà essere discussa dal Senato, che può solo ritardarne l’approvazione, e comunque non dovrebbe farlo. La legge dovrebbe essere approvata definitivamente entro l’estate ed entrare in vigore dopo la firma della presidente Catherine Connolly.

La legge è stata scritta basandosi sul parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) nel 2024. La CIG, il più importante tribunale delle Nazioni Unite, aveva stabilito che le colonie israeliane nei territori palestinesi e l’utilizzo delle risorse naturali che Israele fa in quelle zone violano il diritto internazionale. Le opposizioni di sinistra chiedevano che fosse incluso nella legge anche un divieto di commerciare servizi con le colonie israeliane illegali. Secondo loro, il valore dei servizi commerciati con le colonie israeliane (legati al turismo, alla tecnologia e alla finanza) è molto maggiore di quello dei beni importati. Un emendamento alla legge in tal senso è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra, secondo cui le basi legali per un divieto del genere erano poco solide.

L’Irlanda è assieme alla Spagna, che a ottobre 2025 aveva approvato un provvedimento simile, uno dei paesi europei più critici verso Israele: nel 2024 aveva riconosciuto lo stato di Palestina, nel 2025 si era unita alla causa del Sudafrica contro Israele per genocidio, quest’anno ha boicottato l’Eurovision per la presenza d’Israele e da giugno ha vietato l’ingresso nel paese al ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.