Nigel Farage si dimetterà da parlamentare, ma si ricandiderà alle elezioni suppletive

Uno screenshot del video con cui Nigel Farage ha annunciato le proprie dimissioni
Uno screenshot del video con cui Nigel Farage ha annunciato le proprie dimissioni

Nigel Farage, il leader del partito di destra populista Reform UK, il più popolare del Regno Unito, ha detto che si dimetterà da parlamentare per il collegio di Clacton-on-Sea, ma che si ricandiderà alle elezioni suppletive che si terranno come conseguenza delle sue dimissioni. Farage ha annunciato la decisione dopo che, la settimana scorsa, erano state rese note alcune donazioni di diversi milioni di sterline che aveva ricevuto, e dopo che quindi la commissione etica del parlamento britannico aveva aperto un’indagine.

Farage ha motivato la decisione dicendo di voler permettere agli elettori di Clacton-on-Sea di esprimere un giudizio politico sulle sue azioni: si inserisce nella sua tipica retorica populista di contrapporre gli elettori al potere costituito, che presenta come ostile alla sua causa. In caso di rielezione l’indagine disciplinare sulla legittimità delle donazioni che ha accettato comunque riprenderebbe.

Reform UK è primo nei sondaggi da più di un anno, ma negli ultimi mesi i suoi consensi sono stati in lieve calo, e al contempo sono aumentati i conflitti interni al partito fra chi vorrebbe spostarlo su una linea più moderata e chi su posizioni ancora più estreme. Farage aveva fatto un’estesa campagna elettorale per le elezioni locali di maggio, quelle in cui il suo partito aveva ottenuto ottimi risultati a scapito dei Laburisti del primo ministro Keir Starmer, che a giugno ha annunciato le sue dimissioni: da allora aveva ridotto di molto le sue uscite in pubblico.

Quando Farage aveva detto che martedì avrebbe fatto un annuncio sul suo futuro politico, molti avevano considerato realistico che potesse annunciare le proprie dimissioni. In passato si era dimesso diverse volte per poi tornare a fare politica. Durante il suo discorso, ha detto di essere estremamente frustrato per le numerose aggressioni fisiche e verbali che dice di aver subìto, alcune delle quali mai diventate di dominio pubblico, e per la scarsità delle misure disposte dallo stato per proteggerlo. Ha aggiunto che alcune delle donazioni che gli sono state contestate serviranno per pagare privatamente le spese per la sua sicurezza.

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