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  • Sabato 4 luglio 2026

Il primo giorno del funerale di Ali Khamenei

A Teheran migliaia di persone hanno iniziato a rendere omaggio alla bara della Guida Suprema, in un momento cruciale per il regime iraniano

Persone che rendono omaggio ad Ali Khamenei nei pressi della Grande Moschea di Teheran, Iran, 4 luglio 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)
Persone che rendono omaggio ad Ali Khamenei nei pressi della Grande Moschea di Teheran, Iran, 4 luglio 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)
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Dalle prime ore di sabato mattina a Teheran, la capitale dell’Iran, migliaia di visitatori hanno iniziato a rendere omaggio alla salma di Ali Khamenei nel primo dei sei giorni previsti per il suo funerale. La bara è stata collocata in una teca di vetro nella Grande Moschea della città per consentire a più persone di vederla e raccogliersi in preghiera.

A Teheran è previsto l’arrivo di milioni di visitatori nei prossimi giorni e il regime iraniano vuole sfruttare il funerale per una dimostrazione di forza, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti con i quali è da mesi in guerra.

Khamenei era l’esponente più importante e tra i più simbolici del regime. Era la Guida Suprema, cioè la più alta autorità politica e religiosa del paese, incarico che ha mantenuto fino al 28 febbraio scorso, quando fu ucciso nel primo giorno di guerra in Medio Oriente da un bombardamento israeliano. Gli è successo il figlio Mojtaba Khamenei, da allora non è mai apparso in pubblico e che difficilmente parteciperà al funerale per questioni di sicurezza. In questi mesi si è inoltre speculato molto sulle sue condizioni di salute e sulla possibilità che sia stato ferito in un bombardamento.

Per tutta la giornata di sabato l’ampio spiazzo davanti alla Grande Moschea è stato affollato da migliaia di persone, molte con bandiere e striscioni rossi, il colore tradizionalmente usato per le richieste di vendetta. La bara di Khamenei è stata svelata nelle prime ore del mattino ai visitatori, mentre alcuni dei familiari dell’ex Guida Suprema assistevano alle prime fasi del funerale.

Teheran, Iran, 4 luglio 2026 (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

La cerimonia ha avuto inizio intorno alle 6 locali (le 4:30 in Italia), ma già nelle ore precedenti migliaia di persone avevano riempito le strade e le vie di accesso alla moschea. Teheran non sarà comunque l’unica città coinvolta nel funerale.

Dopo la capitale, la salma sarà trasportata nella città santa di Qom, poi a Najaf e Karbala, in Iraq, dove c’è una grande comunità sciita. Tornerà nuovamente in Iran per essere sepolta a Mashhad, la città dove nacque Khamenei. Nelle intenzioni del regime, raggiungere l’Iraq serve per mostrare la capacità dell’Iran di mantenere una propria influenza regionale come forza sciita internazionale.

Le bare della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e dei suoi familiari uccisi nei bombardamenti, avvolte nella bandiera iraniana (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

Il funerale è infatti un momento cruciale per il regime: serve a mostrare forza e unità nei negoziati con gli Stati Uniti, a rafforzare il consenso attorno alla Repubblica islamica trasformando Khamenei in un martire della resistenza e a legittimare la nuova leadership di Mojtaba, finora rimasto lontano dalla scena pubblica.

Il regime ha stimato fino a 15 milioni di partecipanti, un numero probabilmente gonfiato, anche se Khamenei conserva un forte seguito tra integralisti religiosi e nazionalisti iraniani. Dopo quasi 40 anni di governo, però, repressione e crisi economica hanno allontanato gran parte della popolazione, soprattutto i giovani: il regime ha represso brutalmente diverse proteste e, dopo la sua morte, molti iraniani sono scesi in piazza per festeggiare rischiando in molti casi la vita.