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  • Sabato 4 luglio 2026

Trump si prende il 250esimo anniversario degli Stati Uniti

Ha già tenuto un discorso che sembrava un comizio alla vigilia dei numerosi eventi che oggi celebrano due secoli e mezzo di indipendenza statunitense

Donald Trump tiene un discorso davanti al Mount Rushmore National Memorial vicino a Keystone, South Dakota, Stati Uniti, 3 luglio 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
Donald Trump tiene un discorso davanti al Mount Rushmore National Memorial vicino a Keystone, South Dakota, Stati Uniti, 3 luglio 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
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Sabato 4 luglio gli Stati Uniti festeggiano il 250esimo anniversario della loro Dichiarazione d’indipendenza, con cui nel 1776 tredici colonie britanniche decisero di rendersi indipendenti dall’Impero britannico. Sono previste celebrazioni nella capitale Washington, DC, e in molte altre città statunitensi, ma la scena sarà quasi interamente presa dal presidente Donald Trump, che ha fatto di tutto per trasformare la ricorrenza in un’occasione su di sé e per provare a fare propaganda, anche in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre.

Tra guerra in Medio Oriente, crisi energetica e inflazione, la popolarità di Trump è in forte calo e secondo i sondaggi solo un terzo della popolazione ha un’opinione positiva del presidente. La sua impopolarità è una preoccupazione crescente per il partito repubblicano, che tra qualche mese alle elezioni potrebbe perdere il controllo del Congresso. Anche per questo motivo i festeggiamenti per il 250esimo assumono un’importanza politica e sono osservati con attenzione, soprattutto per le cose che dirà Trump.

Un’anticipazione è arrivata nella notte tra venerdì e sabato, quando Trump ha tenuto un discorso davanti alle facce dei presidenti statunitensi scolpite nella roccia del Mount Rushmore nel South Dakota.

Ha detto che gli Stati Uniti sono sotto una minaccia della «rinascita del comunismo» nel paese a causa dei Democratici progressisti e delle loro idee socialiste e ha definito in generale il comunismo come «nemico della Costituzione» e dei valori fondativi dell’indipendenza di 250 anni fa. Trump ha poi ripreso diversi argomenti del suo repertorio, sostenendo che l’identità nazionale statunitense è sotto attacco da parte di radicali ed estremisti, nonostante non ci siano prove in questo senso.

La scelta di usare toni e argomenti da comizio politico, invece di tenere un discorso celebrativo, è stata ampiamente criticata da esponenti e analisti politici. L’intervento è stato molto polarizzante con numerosi attacchi ai democratici e pochi riferimenti all’importanza storica della Dichiarazione d’indipendenza e al suo valore fondativo per gli Stati Uniti.

Trump terrà un discorso anche oggi, questa volta a Washington, nell’ambito della giornata di celebrazioni. Il suo intervento è previsto intorno alle 21:45 (le 3:45 del mattino di domenica in Italia) e Trump ha già detto che sarà un «discorso lungo». Durante la giornata ci saranno passaggi di aerei militari ogni ora tra il primo pomeriggio e il tramonto, incluso un passaggio del nuovo Air Force One donato dal Qatar a Trump.

Alle 19 locali inizierà un evento serale con concerti e che terminerà con uno spettacolo di 40 minuti di fuochi artificiali sparati da dieci punti della città. Secondo gli organizzatori sarà il più grande spettacolo pirotecnico mai organizzato negli Stati Uniti. È però difficile fare previsioni sulla partecipazione della popolazione.

Un passaggio di aerei militari sulla Great American State Fair, la fiera organizzata sul National Mall di Washington, DC, Stati Uniti, 3 luglio 2026 (Andrew Leyden/Bloomberg via Getty Images)

Nei giorni scorsi gli eventi organizzati a Washington in vista del 4 luglio non hanno ricevuto molti visitatori, anche a causa della mancanza di concerti ed eventi di rilievo. La maggior parte dei cantanti e gruppi musicali statunitensi ha preferito non partecipare, vista la scelta del governo di trasformare l’anniversario in una sorta di celebrazione di Trump.

In buona parte degli Stati Uniti orientali è inoltre in corso un’ondata di calore con temperature previste per oggi intorno ai 38 °C. Alcuni eventi sono già stati cancellati e c’è una probabilità di temporali in serata su Washington che potrebbero complicare lo svolgimento di alcuni spettacoli.

Diversi eventi previsti in altre città statunitensi sono stati cancellati o rinviati nelle ore serali quando farà più fresco, sempre a causa dell’ondata di calore. La città di New York ha cercato di distanziarsi il più possibile dagli eventi organizzati dall’amministrazione Trump, provvedendo a una serie di spettacoli per conto proprio. A Times Square la “Constellation Drop”, la grande palla che viene di solito usata a Capodanno per segnalare l’inizio del nuovo anno, è stata usata più volte per segnare il passaggio della mezzanotte in diversi fusi orari degli Stati Uniti. In serata ci saranno spettacoli di fuochi artificiali, uno dei simboli dei festeggiamenti per il 4 luglio ogni anno.

Times Square in attesa della Constellation Ball nella notte del 3 luglio a New York (Craig T Fruchtman/Getty Images)

A Philadelphia sono previsti eventi per celebrare il ruolo storico della città, dove nel 1776 fu firmata la Dichiarazione d’indipendenza. Ci sarà una cerimonia cui parteciperanno diversi artisti come Christina Aguilera e Meek Mill, e anche qui non mancheranno i fuochi artificiali.

La Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti fu adottata 250 anni fa dal Secondo congresso continentale al termine di un lungo processo di tensioni crescenti tra le Tredici colonie e l’Impero britannico. Alla base del forte contrasto c’erano soprattutto le politiche fiscali imposte dopo la guerra dei Sette anni, considerate dalle colonie ingiuste perché decise senza rappresentanza parlamentare (“no taxation without representation”), insieme a una serie di misure restrittive sul commercio e sull’autogoverno locale.

Le proteste contro nuove tasse e regolamenti — come quelli sul tè — si erano intensificate fino a sfociare in episodi di scontro aperto come il Boston Tea Party e nella successiva repressione britannica. In questo contesto di tensione politica e militare, il testo scritto principalmente da Thomas Jefferson formalizzò la separazione, accusando il re Giorgio III di aver violato i diritti delle colonie e sancendo il principio secondo cui i governi derivano il loro potere dal consenso dei governati, dando così avvio alla nascita degli Stati Uniti d’America.