In Turchia è stato arrestato uno stand-up comedian per uno spettacolo critico verso il presidente Erdoğan

Un fermoimmagine dello spettacolo di Deniz Göktaş
Un fermoimmagine dello spettacolo di Deniz Göktaş (da YouTube)

Giovedì la polizia ha fermato Deniz Göktaş, uno dei più famosi stand-up comedian turchi, all’aeroporto di Istanbul. Göktaş è accusato di avere insultato pubblicamente i valori religiosi, un reato previsto dal codice penale turco con pene dai sei mesi a un anno di detenzione, dopo che sono diventate virali alcune clip di un suo spettacolo in cui parlava di religione e criticava il presidente Recep Tayyip Erdoğan. La procura di Istanbul sostiene di aver ricevuto 185 reclami: l’arresto non è ancora stato convalidato e Göktaş è in custodia della polizia.

Lo spettacolo di Göktaş, intitolato Ölü Deniz (un gioco di parole tra Mar Morto e Deniz morto), era stato il 1° giugno ma era stato caricato su YouTube mercoledì scorso. Da allora è stato visto quasi 9 milioni di volte e nei giorni scorsi le autorità turche avevano già fatto bloccare su X alcune clip tratte da lì. Oltre a criticare Erdoğan, Göktaş aveva fatto battute sui membri dell’opposizione e sull’Islam. Una di quelle contestate ironizzava sui testi sacri dei culti monoteistici, dicendo che la traduzione dell’ultimo – il Corano – lasciava a desiderare.

È probabile che Göktaş venga rilasciato e che l’arresto sia stato un modo per intimidirlo. In Turchia l’oltraggio al presidente è un reato, ma non si sa se Göktaş sia accusato anche di quello. Erdoğan governa la Turchia in modo sempre più autoritario dal 2003, dapprima come primo ministro e dal 2014 come presidente. Oltre a perseguitare per via giudiziaria l’opposizione, il governo di Erdoğan ha spesso cercato di reprimere le narrazioni che riteneva ostili: prima di Göktaş era stata fermata un’altra comica, Tuba Ulu, per una battuta sul sultano ottomano Solimano il magnifico, e diversi redattori della rivista satirica LeMan sono a processo per una vignetta dell’anno scorso che raffigurava Maometto e Mosè.