Lo yen giapponese ha raggiunto il valore più basso dal 1986 rispetto al dollaro

Tokyo, 23 giugno 2026 (AP Photo/Hiro Komae)
Tokyo, 23 giugno 2026 (AP Photo/Hiro Komae)

Martedì 30 giugno lo yen giapponese ha raggiunto il suo valore più basso rispetto al dollaro statunitense dal 1986: il tasso di cambio è 162,19 yen per un dollaro. È il 40 per cento in più rispetto a inizio 2022, quando per un dollaro servivano solo 115 yen e quando cominciò questo storico rialzo del cambio. Le ragioni hanno a che vedere col fatto che il Giappone ha storicamente tassi di interesse di riferimento più bassi rispetto al resto del mondo.

Si è creata una divergenza ancora più ampia quando nel 2022 le banche centrali occidentali cominciarono ad aumentare i tassi per far fronte al grande aumento del costo della vita innescato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. Semplificando molto, quello che succede in questi casi è che gli investimenti confluiscono nei paesi in cui i tassi di interesse, e quindi i guadagni, sono più elevati.

Questo ha un impatto enorme sulle monete: gli investitori hanno venduto i loro investimenti in yen per comprarne altri in dollari o in euro. La vendita massiccia di yen per comprare altre valute ha comportato un deprezzamento dello yen e di riflesso un apprezzamento delle altre (il valore delle monete è sempre in relazione a quello delle altre). Il processo ha trovato un ulteriore stimolo in questo momento in cui le banche centrali occidentali stanno ricominciando ad aumentare i tassi per contenere l’inflazione che si sta generando a causa della guerra in Medio Oriente.

La debolezza dello yen rispetto alle altre monete internazionali ha favorito negli anni le esportazioni giapponesi, perché servivano meno dollari o meno euro per comprare merce in yen. Ma di riflesso ha reso molto più care le importazioni della popolazione e delle aziende, comprese quelle di petrolio e gas. Questo ha comportato un aumento del costo generale della vita, che di conseguenza ha creato un certo malcontento verso la politica economica della banca centrale e del governo della prima ministra Sanae Takaichi.

Il capo di gabinetto giapponese, Minoru Kihara, ha fatto alcune dichiarazioni con l’intento di rassicurare i mercati finanziari: ha detto che il governo si impegnerà a costruire un’economia meno vulnerabile alla volatilità dei tassi di cambio, pur rimanendo pronto a intervenire sui mercati valutari qualora il valore dello yen dovesse scendere troppo.