Lo yen giapponese ha raggiunto il valore più basso dal 1986 rispetto al dollaro

Martedì 30 giugno lo yen giapponese ha raggiunto il suo valore più basso rispetto al dollaro statunitense dal 1986: il tasso di cambio è 162,19 yen per un dollaro. È il 40 per cento in più rispetto a inizio 2022, quando per un dollaro servivano solo 115 yen e quando cominciò questo storico rialzo del cambio. Le ragioni hanno a che vedere col fatto che il Giappone ha storicamente tassi di interesse di riferimento più bassi rispetto al resto del mondo.
Si è creata una divergenza ancora più ampia quando nel 2022 le banche centrali occidentali cominciarono ad aumentare i tassi per far fronte al grande aumento del costo della vita innescato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. Semplificando molto, quello che succede in questi casi è che gli investimenti confluiscono nei paesi in cui i tassi di interesse, e quindi i guadagni, sono più elevati.
Questo ha un impatto enorme sulle monete: gli investitori hanno venduto i loro investimenti in yen per comprarne altri in dollari o in euro. La vendita massiccia di yen per comprare altre valute ha comportato un deprezzamento dello yen e di riflesso un apprezzamento delle altre (il valore delle monete è sempre in relazione a quello delle altre). Il processo ha trovato un ulteriore stimolo in questo momento in cui le banche centrali occidentali stanno ricominciando ad aumentare i tassi per contenere l’inflazione che si sta generando a causa della guerra in Medio Oriente.
La debolezza dello yen rispetto alle altre monete internazionali ha favorito negli anni le esportazioni giapponesi, perché servivano meno dollari o meno euro per comprare merce in yen. Ma di riflesso ha reso molto più care le importazioni della popolazione e delle aziende, comprese quelle di petrolio e gas. Questo ha comportato un aumento del costo generale della vita, che di conseguenza ha creato un certo malcontento verso la politica economica della banca centrale e del governo della prima ministra Sanae Takaichi.
Il capo di gabinetto giapponese, Minoru Kihara, ha fatto alcune dichiarazioni con l’intento di rassicurare i mercati finanziari: ha detto che il governo si impegnerà a costruire un’economia meno vulnerabile alla volatilità dei tassi di cambio, pur rimanendo pronto a intervenire sui mercati valutari qualora il valore dello yen dovesse scendere troppo.


