La Danimarca è diventata il primo paese ad aver completato gli investimenti legati al Recovery Plan

Mette Frederiksen, prima ministra della Danimarca, alla riunione del Consiglio Europeo il 18 giugno 2026 a Bruxelles, in Belgio (Pier Marco Tacca/Getty Images)
Mette Frederiksen, prima ministra della Danimarca, alla riunione del Consiglio Europeo il 18 giugno 2026 a Bruxelles, in Belgio (Pier Marco Tacca/Getty Images)

La Danimarca è diventata il primo paese ad aver completato tutti gli investimenti legati al Next Generation EU (il cosiddetto Recovery Plan), il grande piano di riforme e investimenti istituito dall’Unione Europea dopo la pandemia da Covid-19, che in Italia è stato attuato con il PNRR. Gli investimenti totali assegnati alla Danimarca sono stati 1,63 miliardi di euro, e sono stati completati anche prima della scadenza fissata per la fine di agosto.

I fondi sono vincolati al raggiungimento di una serie di obiettivi previsti da un piano concordato con la Commissione Europea: nel caso della Danimarca gli obiettivi iniziali erano 79. L’ultima sovvenzione approvata dalla Commissione è di 359 milioni di euro e rimborserà misure che puntano alla riduzione delle emissioni di CO₂ nel settore dei trasporti, alla sostituzione di caldaie a gas in quasi 28mila abitazioni, a interventi di riqualificazione energetica in più di 10mila abitazioni e a una riduzione delle tasse sull’elettricità per le famiglie che ricaricano i veicoli elettrici a casa. Il totale dei fondi assegnati sarà erogato non appena anche il Consiglio Europeo avrà dato la sua autorizzazione.

Gli stati membri dell’Unione dovranno presentare le loro ultime richieste di pagamento entro la fine di settembre 2026. I fondi ricevuti dalla Danimarca sono pochissimi se confrontati con quelli per l’Italia, che è stata il maggiore beneficiario del Next Generation EU: dei circa 750 miliardi di euro totali stanziati inizialmente, ne ha ricevuti 194.

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