Come si cambia una gomma
Un giorno sarete contenti di aver letto questo articolo: con il grande caldo capita più spesso

«Non è un problema, avevo già la ruota e il cric», dice il protagonista del film Ricomincio da capo mentre aiuta tre anziane ferme in macchina pochi istanti dopo che hanno forato. Eccetto lui, costretto a rivivere sempre lo stesso giorno, nessuno sa quando né dove potrebbe dover cambiare una gomma o aiutare altre persone a farlo. Ma è un’eventualità più frequente d’estate e con il caldo, per varie ragioni: la prima è che più persone usano la macchina per lunghi viaggi e con un carico più pesante del solito. E non tutte ricordano di controllare la pressione delle gomme prima di partire.
In linea generale, quando le temperature dell’aria sono molto alte, anche l’aria all’interno delle gomme si riscalda e si espande. È il motivo per cui di solito la pressione degli pneumatici è più alta d’estate rispetto ai mesi più freddi: aumenta di circa 0,1-0,2 bar per ogni 10°C di aumento della temperatura esterna. E in queste condizioni capita che molte macchine viaggino con la pressione troppo alta o troppo bassa, o per una misurazione scorretta o perché ci si dimentica di controllarla dopo un periodo di inutilizzo. Entrambi i casi aumentano il rischio di forature, scoppi o cedimenti strutturali.
Per chi non ha mai cambiato una gomma, il consiglio è prendersi dieci minuti di tempo in un momento qualsiasi e controllare se la propria macchina ha o non ha una ruota di scorta. Sembra superfluo, ma molte persone lo scoprono solo nel momento in cui ne servirebbe una. Da tempo, per ragioni di spazio e per ridurre il carico e i consumi delle macchine, molte aziende automobilistiche hanno smesso di includere il “ruotino” (una ruota d’emergenza, più piccola e leggera). Al suo posto c’è un kit di riparazione: un flacone usa e getta con una resina sigillante utile solo in caso di piccole forature sul battistrada, non sul fianco dello pneumatico.
Nei casi molto più frequenti di forature grosse e squarci, l’unico modo per cavarsela è cambiare la ruota. Se la ruota di scorta c’è, di solito è nascosta sotto la base del bagagliaio: per prenderla bisogna rimuovere il pianale. Insieme alla ruota ci sono gli accessori per montarla e per smontare quella sgonfia: un cric a manovella e una chiave a L per svitare e avvitare i dadi delle ruote. Se non sono inclusi, si possono comprare nei negozi di accessori per auto oppure online, dove si trovano anche cric elettrici, che funzionano collegandoli alla presa accendisigari.
La sostituzione della gomma va fatta con la macchina parcheggiata in sicurezza su un terreno pianeggiante, e indossando il giubbotto catarifrangente se è notte o c’è poca visibilità. La prima cosa da fare è posizionare il cric “scarico” nel punto vicino alla ruota da cambiare, nella parte inferiore del telaio, in corrispondenza di una scanalatura spessa circa 10 centimetri (ce n’è una vicino a ogni ruota). In questa fase, basta girare la vite del cric a mano, in senso orario, per caricarlo finché non viene a contatto con il punto di sollevamento: a quel punto si monta la manovella per potere esercitare più forza.
Prima di far sollevare del tutto la ruota da terra, bisogna usare la chiave a L per allentare leggermente i dadi, che di solito sono quattro o cinque. E di solito serve una certa forza per allentarli, all’inizio, per cui può essere di aiuto usare anche il proprio peso salendo sulla chiave a L mentre è fissata sul dado in posizione orizzontale. Dopo aver allentato i dadi, si usa ancora il cric fino a far sollevare la ruota dal piano stradale, di circa due dita: quanto basta per poterla sfilare facilmente dopo avere svitato del tutto e rimosso i dadi dal mozzo della ruota.
Una volta inserita la ruota di scorta, si avvitano i dadi prima a mano e poi con la chiave, stringendo fino al massimo possibile e finché la ruota non è ben stabile sul mozzo. Meglio avvitarli seguendo un ordine a croce, per distribuire meglio le forze, ma l’importante è stringerli tutti. Poi si gira la manovella del cric, in senso antiorario, per riportare la macchina a terra. E a questo punto si usa di nuovo la chiave a L per il serraggio finale dei dadi.
Per le piccole forature può bastare il kit di riparazione, che oltre al flacone di resina include di solito un compressore da collegare alla presa accendisigari per iniettare il liquido nella gomma e, nello stesso tempo, gonfiarla. In questi casi – che come detto sono piuttosto limitati – non serve sollevare la macchina: la resina sigillante viene soffiata all’interno della ruota, con la macchina a terra, e crea uno strato che ripara provvisoriamente la piccola foratura.
Le istruzioni per usare il kit sono riportate all’interno: serve avvitare o collegare il flacone al compressore, se non è già incorporato, e poi collegare il tubo del compressore alla valvola dello pneumatico. Poi si accende il compressore, collegato alla presa accendisigari, e si aspetta che la gomma si gonfi fino a che la pressione riportata sul manometro del compressore coincide con il valore di riferimento in bar (è indicato nella parte interna dello sportello del conducente). Dopo la riparazione, la gomma può essere utilizzata soltanto a velocità limitata (non oltre gli 80 km/h) e solo per brevi distanze.
Il consiglio probabilmente più utile in assoluto è cercare di limitare il rischio di imprevisti controllando la pressione degli pneumatici periodicamente e prima di ogni lungo viaggio. Affidarsi solo al sistema elettronico di controllo della pressione (TPMS) non è una buona idea, perché generalmente la spia che segnala una variazione si accende quando la pressione è inferiore di almeno il 20-25 per cento (circa 0,4 bar) rispetto a quella consigliata dall’azienda costruttrice della macchina. E potrebbe essere molto scomodo scoprirlo solo in quel momento e dover rimediare.
La pressione ideale di gonfiaggio degli pneumatici è riportata di solito su un’etichetta adesiva nella parte interna dello sportello del conducente. Su gran parte delle utilitarie è 2,3 bar per le gomme anteriori e 2,1 per quelle posteriori (sui SUV e sulle macchine più pesanti è un po’ più alta). In alcuni casi è riportato anche un secondo valore di rifermento, leggermente più alto, da tenere in considerazione in caso di pieno carico. La cosa importante è ricordare di controllare la pressione sempre “a freddo”, cioè con la macchina ferma da qualche ora, possibilmente all’ombra, o dopo averla guidata solo per pochi chilometri. Controllarla dopo o durante lunghi viaggi potrebbe infatti falsare la misurazione e incentivare interventi sbagliati.



