La giornata più calda mai misurata in Francia
Martedì vicino a Bordeaux sono stati superati i 44 °C, e oltre cinquanta dipartimenti sono stati messi in allerta rossa

Il servizio meteorologico nazionale francese, Météo-France, ha detto che martedì è stata la giornata più calda in Francia dal 1947, ossia da quando questo dato viene registrato. A Pissos, nel sud-ovest del paese, vicino a Bordeaux, le temperature hanno raggiunto i 44,3 °C e sono state diverse le città a superare i 40 °C. Martedì mattina la media dei massimi diurni e notturni misurata in 30 stazioni meteorologiche in tutta la Francia era di 29,8 °C, la più alta mai registrata: ha superato il precedente record di 29,4 °C, registrato durante le ondate di calore di agosto del 2003 e luglio del 2019.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha detto che dal 18 giugno sono state 40 le persone, perlopiù giovani, morte per annegamento mentre nuotavano in zone non sorvegliate. Anche altre persone sono morte per cause che secondo le autorità francesi sono riconducibili alle temperature più alte della media del periodo, che si stanno protraendo ormai da qualche giorno: lunedì due bambini di 2 e 4 anni erano stati trovati morti all’interno di un’auto parcheggiata fuori dalla loro casa a Carpentras, vicino ad Avignone, e l’ipotesi più accreditata per il decesso è proprio l’ondata di calore in corso, ha detto la procuratrice locale Hélène Mourges.
Per via del caldo martedì 54 dipartimenti francesi erano stati messi in allerta rossa, che indica un’ondata di calore di intensità eccezionale con possibili rischi per la salute di tutte le persone, comprese quelle che non hanno particolari disturbi. Mercoledì sono saliti a 58, coinvolgendo in totale quasi 44 milioni di abitanti. L’allerta per alcuni dipartimenti del sud-ovest riguarda anche l’arrivo di una massa d’aria carica di polveri desertiche. Altri 31 dipartimenti sono invece in allerta arancione, che indica ondate di calore prolungate e intense, con rischi soprattutto per le persone vulnerabili, come quelle anziane o con patologie croniche.
Per cercare di gestire la situazione, martedì 1.800 scuole sono rimaste chiuse e in 8mila sono stati modificati gli orari; molti settori lavorativi inoltre si sono adattati alle temperature sempre modificando i propri orari o suggerendo alle persone di lavorare da casa. Il ministro del Lavoro francese, Jean-Pierre Farandou, ha ordinato ai cantieri di fermarsi alle 12, fino alla fine dell’ondata di calore.
A Parigi la Tour Eiffel e il Museo del Louvre hanno chiuso in anticipo. La prima ha chiuso alle 16, otto ore prima del solito, dicendo che molto probabilmente avrebbe fatto la stessa cosa mercoledì; il secondo invece ha annunciato una chiusura anticipata di due ore da mercoledì a sabato, spiegando che alcune parti del museo non sono fatte per reggere a temperature così alte e che la temperatura verso la fine della giornata aumenta ulteriormente a causa dell’alto numero dei visitatori.
Tra le altre cose la produzione nei reattori nucleari di Nogent-sur-Seine e di Bugey (rispettivamente nei dipartimenti dell’Aube e dell’Ain) è stata diminuita per limitare il riscaldamento dei fiumi. Lunedì il personale di un’altra centrale nucleare, quella di Golfech, nel sud-ovest del paese, aveva spento uno dei suoi reattori dopo aver rilevato che l’acqua di raffreddamento prelevata da un fiume vicino aveva superato il limite di sicurezza di 28 °C.
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