È iniziata l’estate

Per la precisione alle 10:24 di domenica, quando c'è stato il solstizio

Il solstizio d'estate a Stonehenge, nel Regno Unito, dove ogni anno vengono organizzate celebrazioni per l'inizio dell'estate (Finnbarr Webster/Getty Images)
Il solstizio d'estate a Stonehenge, nel Regno Unito, dove ogni anno vengono organizzate celebrazioni per l'inizio dell'estate (Finnbarr Webster/Getty Images)
Caricamento player

Alle 10:24 di domenica 21 giugno c’è stato il solstizio, il momento che in astronomia segna l’inizio dell’estate nel nostro emisfero, quello boreale. Il solstizio non dura un giorno intero: è un istante preciso, che ogni anno si sposta di circa sei ore (per l’esattezza 5 ore, 48 minuti e 46 secondi). Per recuperare questa differenza ed evitare che il calendario si sfasi troppo, ogni quattro anni aggiungiamo un anno bisestile. Così l’oscillazione del solstizio resta di un paio di giorni: in Italia cade il 20 o il 21 giugno, quest’anno il 21.

Estate e inverno cominciano nel giorno dei solstizi, quando le ore di luce sono al loro massimo e al loro minimo. Gli equinozi segnano invece l’inizio di autunno e primavera: in quei giorni il giorno e la notte hanno quasi la stessa durata (non esattamente, per via di alcune interazioni della luce con l’atmosfera terrestre). Equinozi e solstizi sono tra gli eventi astronomici più facili da osservare dalla Terra, e forse anche per questo sono entrati nella tradizione di moltissime culture, che li usavano per stabilire, a spanne, il cambio delle stagioni.

Le stagioni meteorologiche sono sfasate di una ventina di giorni rispetto a equinozi e solstizi. Dal punto di vista meteorologico, quindi, l’estate era già cominciata da qualche settimana.

Ma cos’è il solstizio? La Terra gira intorno al Sole e intanto ruota su se stessa. Per questo ogni mattina vediamo il Sole alzarsi all’orizzonte (l’alba), attraversare la porzione di cielo sopra di noi e poi tornare a toccare l’orizzonte verso sera (il tramonto). Lo spostamento del Sole nel cielo dipende in realtà dal movimento della Terra, e per questo si chiama “moto apparente”.

In breve: il giorno e la notte si alternano per il moto di rotazione della Terra sul suo asse. Le stagioni, con i solstizi e gli equinozi, dipendono invece dal moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. L’equinozio è il momento in cui il piano dell’equatore celeste (la proiezione dell’equatore terrestre sulla sfera celeste) e quello dell’eclittica (il percorso apparente del Sole nel cielo in un anno) si intersecano. Durante i solstizi i due piani sono invece alla distanza massima, e a mezzogiorno il Sole raggiunge la sua altezza massima o minima rispetto all’orizzonte.