Il nuovo sindaco di Venezia vuole alzare il ticket di ingresso fino a 50 euro

Ora costa tra i 5 e i 10 euro: l'obiettivo sarebbe disincentivare ulteriormente i grossi afflussi di turisti in città

Controllori chiedono ai turisti i biglietti di ingresso giornalieri a Venezia (Andrea Merola/Bloomberg via Getty Images)
Controllori chiedono ai turisti i biglietti di ingresso giornalieri a Venezia (Andrea Merola/Bloomberg via Getty Images)
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Simone Venturini, eletto meno di un mese fa sindaco di Venezia con il sostegno della coalizione di centrodestra, ha proposto di aumentare fino a 50 euro il contributo d’accesso giornaliero per visitare la città. Oggi il biglietto costa 10 euro per chi lo paga nei quattro giorni prima della data di arrivo, 5 euro per chi invece lo prenota in anticipo.

Venturini ha detto che avrebbe chiesto un incontro al governo per parlare, tra le altre cose, dell’aumento del contributo d’accesso: il biglietto d’ingresso infatti era stato introdotto con un regolamento comunale, ma il limite dei costi era stato prima definito da una legge nazionale. «Se oggi è da 5 a 10 euro, la mia proposta», ha detto «è di portarlo dai 30 ai 50 euro per determinati giorni».

Il sistema con le due tariffe di pagamento, con lo sconto per chi prenota in anticipo, è stato introdotto nel 2025 allo scopo di ridurre il numero di persone che prenotano all’ultimo minuto. La misura però ha prodotto meno benefici di quelli sperati: quest’anno nei primi 42 giorni di applicazione del biglietto sono stati erogati più ticket da 10 euro (circa 268mila) che da 5 euro (circa 245mila). L’assessore al Bilancio Michele Zuin dice che «tra 5 e 10 euro non c’è molta differenza. Se fosse più significativa, l’effetto sarebbe diverso».

Venturini aveva proposto di aumentare il contributo di ingresso già durante la campagna elettorale, con l’obiettivo di rendere il pagamento del ticket un deterrente più efficace al turismo giornaliero in alcuni momenti dell’anno. Il biglietto, arrivato nel 2026 al terzo anno di sperimentazione, era stato istituito proprio con l’obiettivo dichiarato di evitare un certo tipo di turismo breve, “di passaggio”, molto diffuso a Venezia: le persone ci vanno spesso in giornata o per poche ore per vedere le principali attrazioni, creano affollamento sempre negli stessi posti e finiscono per portare pochi benefici alla città, perché spendono poco.

Chi è critico verso la sua introduzione, però, sostiene che sia stato più che altro un modo di portare soldi nelle casse comunali, soprattutto perché il sistema non prevede un numero massimo di ingressi giornalieri erogabili.

Il biglietto d’ingresso deve essere pagato da tutte le persone che visitano Venezia in giornata ma non da chi si ferma a dormire in una struttura ricettiva, che paga già la tassa di soggiorno. I residenti del Veneto sono esenti, così come i bambini fino ai 14 anni e altre categorie di visitatori, tra cui amici e conoscenti di persone che abitano in città. Bisogna pagarlo dal venerdì alla domenica (e in alcune settimane anche in altri giorni), per chi entra in città dalle 8:30 alle 16:00.

Quest’anno il biglietto è stato attivato a partire dal 3 aprile e lo sarà fino al 26 luglio, per un totale di 60 giornate di pagamento. Nel 2024 sono state 29, nel 2025 54. Il periodo di validità dell’obbligo è stato progressivamente esteso: a partire dal 2025 il pagamento è diventato obbligatorio anche nei venerdì e in altri giorni, oltre che nel fine settimana.

Chi non paga il biglietto rischia una sanzione da 50 a 300 euro. Nel 2024, il primo anno di sperimentazione, non era stata fatta nessuna multa, l’anno successivo erano state fatte in numero limitato, mentre da quest’anno il comune sembra aver attivato controlli più severi.