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  • Martedì 16 giugno 2026

La Svezia ha approvato una legge contro gli stranieri che si «comportano male»

Potrebbero perdere il permesso di soggiorno, ma la formula così vaga sta causando molte critiche e accuse di arbitrarietà

Alcuni passanti a Stoccolma (AP Photo/Pavel Golovkin)
Alcuni passanti a Stoccolma (AP Photo/Pavel Golovkin)
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Lunedì il parlamento svedese ha approvato una legge che obbliga gli uffici per l’immigrazione a valutare la cosiddetta «buona condotta» di una persona straniera prima di decidere se concedere o estendere un permesso di soggiorno, con l’obiettivo ultimo di facilitare le espulsioni. La misura però si basa su criteri vaghi e relativi a comportamenti che non sono necessariamente un reato, come l’uso di alcol o i ritardi nei pagamenti, e sta ricevendo molte critiche.

La legge entrerà in vigore il 13 luglio ma si applicherà anche ai permessi di residenza già approvati. Riguarderà solo i permessi basati su leggi nazionali, quindi principalmente quelli dati a persone non cittadine dell’Unione Europea per motivi di lavoro o di studio. Non riguarderà i cittadini europei, i rifugiati o i richiedenti asilo. Si inserisce in una serie di altre misure contro l’immigrazione approvate in Svezia negli ultimi anni e sostenute principalmente dai Democratici Svedesi, un partito di estrema destra il cui appoggio esterno è fondamentale per il governo conservatore di Ulf Kristersson.

Il governo l’ha giustificata sostenendo che serva a punire le persone straniere che commettono crimini o «si comportano male». Non ha chiarito però cosa questo voglia dire: ha usato termini vaghi e non ha spiegato quali comportamenti devono essere presi in considerazione. Non ha dato una lista completa ma si è limitato a fare alcuni esempi, dicendo che la legge potrebbe applicarsi alle persone che non pagano le tasse o i propri debiti, che sono legate a organizzazioni criminali o che incitano alla violenza, o che hanno comportamenti pericolosi a causa del consumo di alcol o droga.

Secondo l’associazione Civil rights defenders il concetto di “buona condotta” è troppo vago e può portare a giudizi arbitrari sullo stile di vita, e la legge è discriminatoria perché impone standard di comportamento diversi agli stranieri rispetto ai cittadini svedesi. Inoltre, potrebbe spingere le persone straniere a non partecipare alla vita pubblica: per esempio, potrebbero evitare di andare a proteste e manifestazioni per paura di perdere il permesso di soggiorno.

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson a Bruxelles, il 29 giugno 2023 (AP/Geert Vanden Wijngaert)

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson a Bruxelles, il 29 giugno 2023 (AP/Geert Vanden Wijngaert)

Oltre alla legge sulla buona condotta, lunedì il parlamento ne ha approvata un’altra di cui in Svezia si era discusso molto negli ultimi mesi, perché obbliga i funzionari pubblici – con alcune eccezioni – a segnalare alla polizia le persone straniere nel caso in cui sospettino che non abbiano i documenti necessari per poter stare in Svezia.

Secondo i contrari la legge potrebbe spingere le persone immigrate in modo irregolare a rinunciare a servizi pubblici essenziali, per timore di essere espulse. Per via delle critiche il governo ha deciso di esentare alcune categorie di funzionari che lavorano in servizi essenziali, come i medici, gli insegnanti e gli assistenti sociali, ma la modifica è stata ritenuta insufficiente: gli immigrati irregolari potrebbero comunque decidere di evitare qualsiasi contatto con i servizi pubblici, rendendoli più vulnerabili e anche più difficili da individuare nel caso di emergenze, per esempio un’epidemia.

Chi critica la legge sostiene anche che potrebbe fare aumentare gli atteggiamenti razzisti da parte dei funzionari pubblici e i casi di “profilazione razziale”, cioè la pratica di sottoporre a controlli più frequenti alcune categorie di persone sulla base di elementi discriminatori, come il colore della pelle.

A settembre in Svezia ci saranno le elezioni parlamentari, e il governo vuole dimostrare di avere posizioni dure sull’immigrazione. Nonostante Kristersson sia il leader di un partito di centrodestra moderato (il Partito Moderato), ha detto di essere disposto a formare una coalizione con i Democratici Svedesi, offrendo loro anche il ministero dell’Immigrazione.

Tag: svezia