La Svizzera si è trovata un G7 tra le scatole
Non partecipa e non lo ospita, ma visto che si tiene sul lago di Ginevra ha dovuto spendere un sacco di soldi per la sicurezza e persino gestire una protesta

Dal 15 al 17 giugno a Évian-les-Bains, in Francia, si tiene un incontro dei leader dei paesi del G7, cioè alcune delle democrazie più influenti al mondo: Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Regno Unito, Germania e Giappone. Évian-les-Bains è una nota cittadina termale sul lago di Ginevra e si trova a pochi chilometri dal territorio della Svizzera. La Svizzera non parteciperà all’incontro, ma ha dovuto comunque prendere misure di sicurezza straordinarie, spendendo decine di milioni di euro senza che la Francia facesse granché per aiutarla, e questo ha creato qualche tensione tra i due paesi.
Siccome Évian-les-Bains non ha un proprio aeroporto, molte delegazioni del G7 utilizzeranno proprio quello di Ginevra, che è il più vicino e dista circa 40 chilometri. Significa, tra le altre cose, che la Svizzera dovrà occuparsi della loro sicurezza fino a quando non saranno in Francia.
La Svizzera ha schierato migliaia di poliziotti e soldati a Ginevra e nelle aree vicine. Ha chiuso gran parte dei valichi di frontiera e rafforzato i controlli a quelli rimasti aperti, creando difficoltà a decine di migliaia di frontalieri francesi che vanno a Ginevra per lavoro. Un tratto dell’autostrada che collega Ginevra e la Francia è stato chiuso, e molti trasporti pubblici sono stati sospesi o modificati. Il governo ha raccomandato alle aziende di permettere ai propri dipendenti di lavorare da casa, per cercare di ridurre i disagi.
Secondo alcune stime il governo del Cantone di Ginevra dovrà spendere circa 20 milioni di franchi svizzeri (un po’ meno di 22 milioni di euro) per misure di sicurezza collegate al G7. La Svizzera aveva chiesto alla Francia di sostenere almeno in parte queste spese: il governo francese però ha rifiutato, e in generale secondo la Svizzera la Francia ha avuto un atteggiamento molto poco collaborativo sull’organizzazione del G7.
Secondo un rapporto del governo svizzero pubblicato da Blick, uno dei giornali più importanti della Svizzera, la Francia ha deciso di organizzare l’incontro a Évian senza mettersi d’accordo con il governo svizzero, che l’ha scoperto solo quando Macron l’ha annunciato, nel giugno del 2025. Il presidente della Svizzera, Guy Parmelin, ha anche scritto una lettera al presidente francese Emmanuel Macron a maggio per lamentarsi della scarsa collaborazione della Francia.

Il presidente francese Emmanuel Macron a Évian-les-Bains, il 15 giugno 2026 (AP Photo/Thibault Camus)
La Svizzera aveva anche chiesto alla Francia di permettere di organizzare proteste e contestazioni contro il G7 sul suo territorio, più vicino a Évian-les-Bains. La Francia però le ha vietate tutte, e i manifestanti hanno deciso di organizzare una protesta a Ginevra, domenica 14 giugno. Hanno partecipato decine di migliaia di persone, e ci sono stati anche incidenti e scontri con la polizia. È stata l’unica protesta autorizzata dalle autorità svizzere, e in teoria per il resto della durata del G7 non dovrebbero essercene altre.
Non è la prima volta che la Francia organizza una riunione di questo tipo a Évian-les-Bains. Nel giugno del 2003 aveva deciso di organizzare una riunione del G8, che allora si chiamava così perché partecipava anche un altro paese, la Russia, che è stata sospesa dopo l’invasione dell’Ucraina del 2014.
Era andata molto male: a Ginevra ci furono grosse proteste, e centinaia di manifestanti distrussero diversi negozi del centro città, in disordini durati diverse ore. Per questo motivo questa volta diversi negozi del centro hanno deciso di proteggere le proprie vetrate con assi di legno, e le autorità hanno autorizzato la protesta del 14 giugno solo a patto che si tenesse fuori dal centro.
Nel 2003 i costi di sicurezza che la Svizzera aveva dovuto sostenere per il G8 francese erano stati di circa 25 milioni di euro. Quella volta però la Francia aveva deciso di pagarne una parte, poco meno della metà.



