Il presidente della Romania ha nominato il secondo primo ministro in quasi due mesi di crisi politica

Domenica il presidente Nicușor Dan ha nominato il secondo primo ministro da quando, a fine aprile, in Romania è iniziata una crisi politica che a maggio ha portato alla caduta del governo precedente. Dan ha incaricato Adrian Veştea, del Partito Nazionale Liberale (PNL) di centrodestra, dopo che il precedente, l’europarlamentare Eugene Tomac, non è riuscito a trovare abbastanza sostegno in parlamento per formare il governo tecnico desiderato da Dan. Da questo punto di vista Veştea, che in passato è stato ministro della Pubblica amministrazione e sindaco della città di Râșnov, è una scelta più politica.
La crisi era iniziata quando i Socialdemocratici erano usciti dalla coalizione di governo, ritirando il sostegno al primo ministro Ilie Bolojan, anche lui del PNL, contestandogli le misure di austerità economica. In seguito i Socialdemocratici avevano votato insieme all’estrema destra la mozione di sfiducia che l’aveva destituito. Proprio il PNL, di cui Bolojan è leader, si è rifiutato di sostenere Tomac, determinando il fallimento del primo tentativo di formare un governo. Bolojan però si è opposto anche alla nomina di Veştea, scrivendo sui social che non era stato avvisato della scelta e la considera un «atto ostile» per dividere il partito.
Ora Veştea ha 10 giorni per provare a formare un governo e ottenere la fiducia in parlamento: passaggi tutt’altro che scontati, con queste premesse.


