È morto il pittore David Hockney
Fu uno degli esponenti più noti della pop art: aveva 88 anni

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David Hockney, uno dei pittori inglesi contemporanei più famosi e tra i più importanti e apprezzati del 20esimo secolo, è morto venerdì a 88 anni. La notizia è stata data dalla sua agente. Hockney era stato uno dei più grandi esponenti della pop art, ma aveva poi frequentato stili assai diversi, ed era stato anche illustratore, disegnatore, fotografo e scenografo. I suoi quadri si distinguevano per i colori vivaci e hanno spesso rappresentato le piscine delle ville fuori Los Angeles, la città in cui viveva. Negli ultimi anni si era dedicato soprattutto a dipinti fatti con l’iPad.
Con i suoi capelli biondissimi, gli occhiali rotondi e la tendenza a farsi vedere in pubblico quasi sempre con una sigaretta in bocca, Hockney era diventato una delle figure più rappresentative della pop art inglese. In più di quarant’anni di carriera aveva sperimentato un po’ con tutto, dal collage alla pittura astratta, dai graffiti alle incisioni, fino ai più recenti lavori con la tavoletta grafica.
Tra le opere per cui Hockney era famoso ci sono il dipinto “My Parents” e i cosiddetti “joiners”, serie di collage fotografici fatti usando foto Polaroid. L’opera più grande di Hockney è “Bigger Trees Near Warter”: è alta 4,57 e lunga 12,19 metri, e mostra un paesaggio dello Yorkshire, dove Hockney è nato e cresciuto.
Come accennato, Hockney aveva una grande passione per i paesaggi californiani, che sapeva rappresentare in modo colorato, misterioso e affascinante. Era nota in particolare la sua predilezione per le piscine: in carriera ne aveva dipinte una ventina, e in qualche occasione aveva detto che uno degli obiettivi del suo lavoro era riuscire a rendere in modo convincente la trasparenza dell’acqua.
A Bigger Splash, il film del 2015 di Luca Guadagnino con Tilda Swinton, è ispirato anche al suo omonimo dipinto degli anni Sessanta. “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)”, che mostra due personaggi, uno a bordo di una piscina e uno dentro, è citato anche in BoJack Horseman, la serie animata di Netflix su un cavallo depresso.

David Hockney davanti al suo dipinto “A Bigger Splash” in mostra alla galleria Nottingham Contemporary, Nottingham, 30 novembre 2009 (REUTERS/Darren Staples)
Hockney sapeva di voler fare l’artista fin da quando era bambino. Disegnava dalle 9 del mattino alle 9 di sera tutti i giorni, raccontò a Le Monde, e rimase affascinato dall’arte moderna grazie a una mostra di Van Gogh nel 1955: a Bradford, la città in cui era nato il 9 luglio del 1937, secondo lui era tutto grigio, senza ombre e senza colori, e fu anche per quello che decise di andarsene da lì.
Si iscrisse al Royal College of Art di Londra, dove si fece notare per “The Diploma”, il quadro che aveva dipinto per protesta al posto di una tesina scritta, sostenendo che i docenti avrebbero dovuto giudicarlo solo per la sua arte.
Era insomma un artista che amava fare le cose a modo suo. Era interessato alla politica e a esplorare la propria omosessualità, cosa che fece peraltro nel dipinto del 1961 “We Two Boys Together Clinging”, che è ispirato a una poesia dello statunitense Walt Whitman e mostra due figure stilizzate in un atto sessuale. In quel periodo l’omosessualità nel Regno Unito era illegale: fu decriminalizzata solo sei anni più tardi.
In quel periodo ebbe un ruolo fondamentale nella nascita e nell’esplorazione della pop art britannica, assieme ad artisti come Peter Blake, Richard Hamilton ed Eduardo Paolozzi. A New York incontrò Andy Warhol, ancora oggi considerato il più influente artista del movimento, e dopo un viaggio a Los Angeles nel 1964 decise di stabilirsi in California, dove continuò a sperimentare l’uso del colore in soggetti e forme d’arte diverse, ispirandosi ai maestri del passato, ma cercando di affrancarsi da rappresentazioni eccessivamente realistiche e didascaliche.
Di Hockney ci sono anche numerosi autoritratti e ritratti, che per certi elementi a volte ricordano quelli di Piero della Francesca e altre quelli di Edward Hopper. Di recente aveva ritratto anche il cantante Harry Styles.
Nel 1990 rifiutò un importante titolo conferitogli dalla Corona britannica, ma nel 2012 accettò il riconoscimento dell’Ordine al Merito che gli assegnò Elisabetta II del Regno Unito: disse di considerarlo un regalo personale da parte della regina, e che rifiutarlo sarebbe stato scortese.
L’anno scorso alla Fondazione Louis Vuitton a Parigi c’è stata la retrospettiva più grande dedicata al pittore, con oltre 400 sue opere realizzate tra il 1955 e il 2025. Hockney aveva continuato a dipingere anche negli ultimi mesi, in carrozzina.
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