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  • Martedì 2 giugno 2026

Meglio evitare di dare nomi spiritosi ai propri dispositivi Bluetooth

Un 16enne a bordo di un aereo diretto in Spagna è stato arrestato perché sembra abbia scelto la parola "bomba"

Passeggeri in attesa ai controlli della sicurezza all'aeroporto O'Hare di Chicago, Stati Uniti, 9 marzo 2026 (Peter Zay/Anadolu via Getty Images)
Passeggeri in attesa ai controlli della sicurezza all'aeroporto O'Hare di Chicago, Stati Uniti, 9 marzo 2026 (Peter Zay/Anadolu via Getty Images)
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Sabato sera un volo di United Airlines partito da Newark, vicino a New York, e diretto a Palma di Maiorca, in Spagna, è rientrato all’aeroporto di partenza dopo 4 delle 8 ore previste di tratta. Non è successo per un guasto tecnico, un’intensa turbolenza o un’emergenza medica a bordo, ma a causa di un nome sospetto associato ad un dispositivo Bluetooth, probabilmente una cassa per ascoltare la musica.

Il nome con cui era stato rinominato il dispositivo era una «parola di quattro lettere», come ha comunicato il personale di bordo a un operatore del controllo del traffico aereo. Con ogni probabilità si trattava di bomb: cioè «bomba» in inglese (hanno parlato della parola “bomba” anche due persone che su Reddit e TikTok hanno detto di essere state a bordo dell’aereo).

È possibile infatti modificare, nel menù delle impostazioni, il nome originale associato a un dispositivo dotato di Bluetooth (telefoni, tablet, cuffie, casse per la musica, orologi digitali) o di reti Wi-Fi (come l’hotspot sui cellulari), e personalizzarlo in maniera percepita come buffa.

In questo caso il cambio di nome non è stato preso alla leggera dalle autorità statunitensi: il proprietario del dispositivo è un ragazzo di 16 anni, che al suo ritorno a Newark è stato arrestato. Non sono note le accuse formali a suo carico, ma le conseguenze legali per chi finge un attacco di questo tipo sono potenzialmente anche molto gravi.

La versione ufficiale di United Airlines è che l’aereo è tornato indietro «per risolvere un potenziale problema di sicurezza». Non abbiamo quindi la conferma che la parola incriminata fosse proprio bomb, ma tutto sembra andare in quella direzione.

CNN ha ripubblicato il video girato da un passeggero che mostra l’annuncio del comandante, molto stizzito, mentre comunica che l’aereo sarebbe ritornato indietro a causa della «stupidità di un passeggero che sembra voglia fare uno scherzo assolutamente non divertente, che ha compromesso la sicurezza dell’equipaggio e di tutti i passeggeri a bordo». In precedenza il comandante aveva chiesto di spegnere tutti gli apparecchi dotati di Bluetooth: quello sospetto sarebbe rimasto acceso.

Dopo il suo rientro a Newark, l’aereo – un Boeing 767 – è rimasto sulla pista in attesa di una squadra di sicurezza di agenti federali. Questi hanno ispezionato l’aereo e la stiva, ritirato i telefoni e i dispositivi tecnologici dei passeggeri e li hanno fatti evacuare. Quelli che hanno scelto di ripartire con un volo successivo sono stati sottoposti nuovamente a dei controlli di sicurezza. Secondo El País a bordo del primo aereo c’erano in tutto 190 passeggeri e 12 membri del personale di bordo.

La sicurezza aeroportuale è gestita con particolare rigore negli Stati Uniti, organizzata per prevenire atti di terrorismo e gestire potenziali minacce in tempo minimo. Tuttavia non è la prima volta che accadono incidenti di questo tipo. Nel 2014 un passeggero aveva rinominato la sua rete hotspot “Bomba a bordo” e poi “La bomba è su questo sedile”, ed era stato arrestato. L’incidente era stato particolarmente grave e ripreso dai media perché era avvenuto l’11 settembre, lo stesso giorno in cui nel 2001 avvenne l’attentato alle Torri Gemelle di New York.

Anche le compagnie aeree al di fuori degli Stati Uniti reagiscono sempre duramente nei confronti di scherzi di questo tipo. Lo scorso mese un volo KLM da Malaga ad Amsterdam ha subito un ritardo di diverse ore perché un passeggero poco prima del decollo aveva attivato un hotspot con il nome “Allahu Akbar: c’è una bomba a bordo”. Anche in quel caso l’aereo è stato evacuato e perquisito. All’inizio dell’anno un volo della Turkish Airlines ha effettuato un atterraggio di emergenza a Barcellona per lo stesso motivo.

In generale gli inconvenienti causati dai passeggeri sono ricorrenti: la Federal Aviation Administration, l’agenzia statunitense che si occupa della supervisione dell’aviazione civile, dall’inizio dell’anno ha registrato circa 690 episodi legati a comportamenti indisciplinati, a minacce o all’uso della violenza da parte dei passeggeri a bordo di aerei di passaggio negli Stati Uniti.

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