Lo speleologo che era bloccato in una grotta in Piemonte è stato recuperato

Si trovava a circa 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, in provincia di Cuneo: è cosciente

L'ingresso della grotta. Fonte: Catasto Online delle grotte del Piemonte e Valle d'Aosta
L'ingresso della grotta. Fonte: Catasto Online delle grotte del Piemonte e Valle d'Aosta
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Lunedì mattina alle 5 e 40 lo speleologo italiano che da domenica pomeriggio era bloccato a 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo, è stato recuperato: è cosciente ma non ci sono ancora informazioni sulle sue condizioni di salute.

Pare che fosse rimasto incastrato sotto un pezzo di roccia che avrebbe ceduto da una parete, per cui non riusciva a risalire.

Per i soccorsi sono stati mobilitati 42 tecnici del soccorso speleologico provenienti da Liguria, Piemonte e Lombardia, che hanno lavorato tutta la notte per tirarlo fuori in sicurezza. Le operazioni erano complicate dalla profondità e dagli spazi ristretti, e sono consistite anche nell’allargare i cunicoli frantumando le pareti di roccia, per rendere più agile il passaggio.

Non si sa il nome dell’uomo, secondo la stampa locale ha una ventina d’anni ed è residente in Liguria. Era entrato nella grotta insieme ad altre persone per esplorarla. La grotta dei Cinghiali Volanti si trova all’interno dell’area carsica di Rocca d’Orse-Valdinferno, ed è molto frequentata dagli appassionati di speleologia. Il punto più profondo in cui è stata esplorata si trova a 126 metri.