“Spider-Noir” è più noir che Spider
Il protagonista interpretato da Nicolas Cage è un detective che usa poco i suoi poteri nella New York degli anni Trenta

Spider-Noir, la serie investigativa di Amazon Prime in cui Nicolas Cage interpreta una versione alternativa di Spider-Man nella New York degli anni Trenta, sta ottenendo ottimi riscontri di critica. Le recensioni apprezzano soprattutto la raffinatezza della regia e l’autonomia narrativa della serie, che a differenza di molte altre produzioni uscite degli ultimi anni può essere seguita senza problemi da chiunque, anche da chi non sa nulla dei supereroi Marvel. Ma soprattutto, i critici hanno lodato l’interpretazione di Cage, descritta come carismatica, efficace e particolarmente ispirata.
Spider-Noir è stata pubblicata in due versioni, una a colori e una in bianco e nero pensata per esaltarne gli elementi scenografici, l’ambientazione (la New York del proibizionismo, buia e piena loschi figuri che spuntano dai vicoli per dare qualche soffiata al detective di turno) e i riferimenti al genere letterario a cui si ispira a partire dal titolo: il noir, per l’appunto.
Cage interpreta Ben Reilly, un investigatore privato cinico, sconquassato e dall’aspetto piuttosto stereotipato: indossa un cappello Fedora, dei guanti e l’immancabile impermeabile, per intenderci. Un tempo combatteva il crimine indossando il costume di un vigilante mascherato conosciuto come “The Spider”, ma ha deciso di ritirarsi dopo la morte di Ruby Williams, la sua fidanzata.
Nonostante la lunga inattività, Reilly ha ancora tutti i poteri tipici di Spider-Man, dalla capacità di lanciare ragnatele organiche dai polsi al “senso di ragno” che lo avverte dell’imminenza di un pericolo. In Spider-Noir però questi poteri si vedono raramente, così come gli spettacolari e pirotecnici scontri tipici delle altre produzioni Marvel. L’elemento centrale della serie è infatti quello investigativo: Reilly viene ingaggiato per indagare su una ballerina legata alla malavita, e a un certo punto decide di indossare di nuovo la maschera.
Spider-Noir è ispirato all’omonima miniserie a fumetti che uscì alla fine degli anni Duemila, scritta dagli sceneggiatori David Hine e Fabrice Sapolsky e disegnata prevalentemente dall’italiano Carmine Di Giandomenico.
Faceva parte del progetto “Marvel Noir”, un universo narrativo distaccato da quello delle altre storie, ambientato negli anni Trenta e pensato per omaggiare i grandi autori della letteratura noir e hard boiled statunitense, su tutti Dashiell Hammett.

La copertina di un numero di Spider-Man Noir
Cage si era molto divertito a doppiare una versione animata del personaggio nel film del 2018 Spider-Man: Un nuovo universo, e nel 2024 era stato contattato dal regista Oren Uziel per interpretarne una versione in carne e ossa.
In un’intervista a Variety Cage ha raccontato che, per prepararsi al ruolo, ha preso ispirazione da tante cose, come la lettura dei romanzi di Raymond Chandler, le posture di grandi attori del cinema statunitense degli anni Trenta e Quaranta come Humphrey Bogart, James Cagney e Edward G. Robinson e la visione dei noir più famosi di quel periodo, soprattutto Il grande sonno di Howard Hawks. «Volevo che tutto si fondesse in modo che, guardando Spider-Noir in bianco e nero, ci si sentisse davvero trasportati in un’altra epoca», ha detto.
In un’altra intervista a Esquire ha definito il suo personaggio «70 per cento Bogart e 30 per cento Bugs Bunny», riferendosi ai corti animati degli anni Quaranta in cui il famoso coniglio antropomorfo della Warner Bros veniva spesso coinvolto in storie di gangster.

(Amazon)
La scrittura di Spider-Noir non ha nulla di sbalorditivo. La trama è piuttosto lineare, e i colpi di scena prevedibili: qualsiasi spettatore mediamente attento riesce a intuire senza troppi problemi come finirà l’indagine. E, come avviene spesso nei prodotti derivativi di questo tipo, il confine tra citazione e cliché è molto labile: «è magnificamente piena di ombre e fumo di sigaretta, segretarie impertinenti e donne losche», ha notato Lucy Mangan del Guardian.
La serie si regge insomma in buona parte sull’interpretazione di Cage, come hanno evidenziato quasi tutte le recensioni uscite finora. «Cambia registro circa 147 volte in Spider-Noir: imita accenti e inflessioni diverse, ha una comicità fisica esagerata, si mette a cantare quando meno te lo aspetti, ride in momenti di assoluta serietà, commenta gli eventi mentre si susseguono e, soprattutto, dà il meglio di sé in tutto e per tutto», ha scritto il sito specializzato RogerEbert.com. «Grazie all’interpretazione di Cage e al suo stile inconfondibile, Spider-Noir dimostra che ci sono ancora modi per dare nuova linfa alle serie sui supereroi. Basta impegnarsi», ha scritto invece Mashable.
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