Saltare ostacoli con i cavalli a Villa Borghese, a Roma
Al curatissimo torneo di Piazza di Siena partecipano ogni anno i migliori cavalieri e amazzoni del mondo, ma è meno elitario di come sembra

altre
foto
A fine maggio, a Roma, si svolge da cento anni esatti il torneo internazionale di equitazione di Piazza di Siena. È una delle competizioni di salto ostacoli più affascinanti e rinomate al mondo, visto che si tiene in uno scenografico ovale dentro lo storico parco di Villa Borghese – Piazza di Siena, appunto –, circondato da moltissimi alberi, fontane ed edifici barocchi.

L’ovale di Piazza di Siena (dal sito del torneo)
Non c’è, in verità, una sola gara a ostacoli. Nell’ovale di Piazza di Siena se ne svolgono parecchie, la più importante sarà il Rolex Grand Prix di Roma del 31 maggio (l’ultimo giorno) a cui parteciperanno cinquanta tra i migliori cavalieri e le migliori amazzoni del mondo. È uno dei sette, importantissimi eventi che fanno parte del prestigioso circuito Rolex Series, e il montepremi è di 500mila euro. È anche, come tutti gli eventi sportivi che impiegano i cavalli, in parte controverso e discusso da chi ritiene che gli sport equestri andrebbero aboliti.
Nel frattempo, tra l’ovale Piazza di Siena e il Galoppatoio – un’altra arena dentro Villa Borghese – ci saranno partite di arena polo (una versione ridotta e dinamica del polo tradizionale), gare giovanili, caroselli storici (cioè esibizioni) e gare di salto per pony. Nel mezzo, ci sono il passaggio delle frecce tricolori, un grande concerto inaugurale e cene e aperitivi a bordocampo.
Gli sponsor del torneo – Rolex, Loro Piana, e Range Rover – sono quelli che ci si aspetterebbe da un evento del genere; e lo stesso vale per gli spettatori. A Piazza di Siena ci andarono membri di famiglie reali, come l’ex regina d’Inghilterra Elisabetta II, attori e attrici famose, come Audrey Hepburn o Brigitte Bardot; e persone che fecero parte di entrambe le categorie, come la principessa di Monaco Grace Kelly.
Insomma, ci sarebbero tutti i presupposti per biglietti molto costosi. Eppure l’ingresso al torneo e ai suoi eventi è gratuito, a differenza di quanto accade nella quasi totalità degli altri grandi eventi sportivi; non solo nell’equitazione, ma un po’ ovunque. Basta pensare ai prezzi altissimi per assistere a una partita dei prossimi Mondiali di calcio.
La decisione di rendere il Piazza di Siena gratuito è un tentativo di portare pubblico in una disciplina non molto seguita. È anche una questione di ‘bioarchitettura’, come spiega il sito del torneo. L’obiettivo è cioè preservare il fascino del paesaggio di Villa Borghese e mantenere l’esperienza del torneo uguale a quella di cento anni fa: per questo, e per motivi di ecosostenibilità, non vengono costruite tribune invasive che richiederebbero un biglietto d’ingresso. Gli spettatori possono così assistere alle gare e agli eventi come un tempo, seduti sull’erba o sui gradoni dell’ovale.
Ci sono anche strutture di legno, posizionate perché possano integrarsi perfettamente con l’atmosfera del torneo:
Si studiano i posizionamenti delle strutture lignee nella prospettiva di valorizzazione della luce naturale: l’idea è quella di utilizzare il sole che filtra tra le piante secolari per comporre un affresco di luce e colori in continuo movimento.
C’è una cura estrema anche per il manto erboso. Come avvenne alle Olimpiadi di Parigi del 2024 (le cui gare di equitazione si svolsero nei giardini di Versailles), a Piazza di Siena il manto erboso viene sostituito per garantire la miglior superficie possibile ai salti dei cavalli e la protezione dei giardini pubblici. E negli ultimi anni ci sono stati anche parecchi restauri in questa zona di Villa Borghese, sempre con l’obiettivo di ricreare un’atmosfera storica e affascinante.

Il manto erboso dell’ovale di Piazza di Siena nel 2023 (Davide Mombelli/Corbis via Getty Images)
Villa Borghese esiste dal Seicento, quando il cardinale Scipione Borghese volle costruire un grosso parco monumentale privato per la sua famiglia. L’ovale di Piazza di Siena fu costruito più tardi, nella seconda metà del Settecento. Lo fece realizzare il principe Marcantonio IV Borghese perché perché nel parco ci fosse una sorta di teatro all’aperto che ricordasse piazza del Campo, dove dal medioevo si tiene il Palio di Siena – la città d’origine dei Borghese.
Dall’inizio del Novecento, quando Villa Borghese era ormai diventata spazio pubblico, Piazza di Siena iniziò a ospitare numerosi eventi sportivi. Prima i campionati italiani di atletica leggera, poi l’attuale gara di equitazione, che nel 1926 divenne l’importante torneo internazionale che è ancora.

Piazza di Siena in un dipinto del 1898 di Maurice Prendergast (Wikimedia)
Ma «sebbene il salto ostacoli possa sembrare uno sport da ricchi, è raro che un cavaliere possieda il proprio cavallo» di gara, spiega Tilly Berendt su The Athletic. Visto che i costi per mantenerlo sono altissimi, dietro ci sono spesso sponsor, singoli finanziatori facoltosi o note scuderie; e, in Italia, anche le forze armate o i corpi di polizia, come succede per molti altri atleti di sport non professionistici. Per esempio, il cavaliere italiano Lorenzo De Luca vinse nel 2018 il Grand Prix di Roma gareggiando per l’Aeronautica militare, mentre quest’anno parteciperà per una squadra privata, quella di Loro Piana.

Lorenzo de Luca e il suo cavallo di allora, Halifax Van Het Kluizebos, durante il Rolex Grand Prix di Roma, 27 maggio 2018 (Davide Mombelli – Corbis/Corbis via Getty Images)
– Leggi anche: Gli sport equestri andrebbero aboliti?















