I nuovi registi di horror arrivano da YouTube

È più facile farsi notare con i cortometraggi e trovare qualcuno che metta i soldi, come successo con “Obsession” e “Backrooms”

Una scena di Backrooms (A24)
Una scena di Backrooms (A24)
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In questi giorni nei cinema italiani ci sono due film horror: Obsession di Curry Barker e Backrooms di Kane Parsons. Sono film molto diversi tra loro per tono, budget e ambizioni, ma hanno alcune cose in comune. Entrambi sono l’esordio di registi molto giovani – Barker ha 26 anni, Parsons ne ha 20 – ma, soprattutto, entrambi avevano già un pubblico molto affezionato su YouTube.

Non sono i soli. Negli ultimi anni, YouTube si è aggiunto alle scuole di cinema e ai circuiti dei festival indipendenti tra i contesti in cui i registi emergenti fanno pratica e costruiscono un pubblico senza bisogno di troppi soldi o connessioni. E il genere in cui questo percorso funziona meglio è, quasi sempre, l’horror.

Ci sono varie ragioni. La prima, e forse la più importante dal punto di vista dell’industria, è che l’horror è uno dei pochi generi che continuano ad attirare il pubblico in sala in modo affidabile, indipendentemente da sequel, franchise o grandi budget di marketing. «Dove i romance e le commedie vanno e vengono di moda», ha scritto Alex Barasch sul New Yorker, «l’horror è l’unico genere che porta le persone in sala in modo costante, anche in un periodo di calo generale delle presenze cinematografiche».

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A questo si aggiunge il fatto che i film horror possono essere prodotti con budget molto bassi e generare ritorni altissimi: un esempio storico è Paranormal Activity, girato nel 2007 con quindicimila dollari e arrivato a incassare quasi duecento milioni di dollari, ma oggi succede di continuo, per esempio con la saga Terrifier. Questo li rende particolarmente attraenti per i produttori disposti a scommettere su registi esordienti venuti da internet.

In termini di pubblico, peraltro, anche su YouTube i contenuti horror funzionano meglio degli altri. L’ha spiegato lo stesso Curry Barker in un’intervista al Sydney Morning Herald:«Se dovessi dare consigli a qualcuno che vuole essere notato, gli direi di fare un cortometraggio horror e metterlo su YouTube. Perché gli horror diventano sempre virali online. È più difficile che lo faccia un corto comico. Non ci riuscirebbe mai un corto romantico. L’horror è semplicemente il modo più semplice per farsi notare».

Barker, per esempio, da anni pubblica su YouTube degli sketch comici insieme a Cooper Tomlinson, che considera il proprio partner creativo. I due si sono conosciuti mentre studiavano cinema, e hanno lasciato insieme la scuola per lavorare insieme a progetti personali. Si è fatto notare per la prima volta da un grande pubblico nel 2023, quando ha caricato su YouTube un cortometraggio horror di ventiquattro minuti intitolato The Chair. Oggi il video ha quasi dieci milioni di visualizzazioni.

The Chair attirò l’attenzione del produttore britannico James Harris, che ha contattato Barker proponendogli di svilupparlo in un lungometraggio. Barker propose invece l’idea di Obsession, che stava già sviluppando: è la storia di un giovane che, dopo aver acquistato un bastoncino dei desideri in un negozio di articoli esoterici, esprime il desiderio di far innamorare di sé una collega, con conseguenze inquietanti. Da quando è uscito in Italia, il 14 maggio, è tra i film più visti; a livello mondiale ha già superato gli ottanta milioni di dollari di incassi, a fronte di meno di un milione di dollari di costi di produzione.

Prima ancora che il film arrivasse in sala, il produttore Jason Blum – che negli ultimi quindici anni ha reinventato l’economia del cinema horror con la sua casa di produzione Blumhouse – aveva già firmato per produrre il suo secondo film. E A24, la casa di produzione e distribuzione indipendente americana che negli ultimi anni ha distribuito alcuni degli horror più discussi e premiati, lo ha scelto per dirigere il reboot di The Texas Chainsaw Massacre.

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C’è poi la questione dell’estetica. Molti horror creati da questa generazione di youtuber usano immagini sgranate e imperfette, che simulano l’aspetto di riprese amatoriali o di vecchie videocassette — un linguaggio visivo che assomiglia a quello di YouTube, e che risulta quindi naturale sia per chi lo produce sia per il pubblico che lo consuma su quella piattaforma. Molti film horror recenti e prodotti da Hollywood, invece, sono stati stroncati perché considerati troppo patinati per essere spaventosi. In questo contesto, ha scritto la giornalista Nell Geraets, «gli youtuber dell’horror offrono una ventata di freschezza», oltre che una sensazione di autenticità che il pubblico trova più efficace.

È sicuramente il caso di Kane Parsons, che ha aperto il suo canale YouTube nel 2015, quando aveva dieci anni, e ha cominciato a pubblicare video nel 2017. Per anni pubblicò animazioni e contenuti sperimentali che avevano un pubblico limitato. Nel 2021 cominciò a pubblicare una serie di video animati ispirati da L’attacco dei giganti, popolare manga e anime giapponese, e raggiunse centomila iscritti in pochi mesi. A farlo diventare veramente famoso – almeno per gli standard di YouTube – è stata la sua serie di video sulle “backrooms”.

Nel 2019 un utente anonimo pubblicò sulla bacheca online 4chan la foto di una grande stanza dalle pareti giallognole, simile a un ufficio svuotato. La foto era accompagnata da un testo criptico e inquietante, che descriveva quello spazio come una dimensione parallela accessibile per errore, in cui chi vi finisce rimane intrappolato per sempre in un labirinto infinito di stanze vuote: le “backrooms”, appunto. La foto e il testo cominciarono a circolare su Reddit, Twitter e poi TikTok, attirando l’attenzione di una vasta comunità di appassionati di storie horror, e diedero rapidamente vita a videogiochi, podcast e comunità online da decine di migliaia di persone.

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Parsons incappò in questo immaginario e decise di cominciare a girare dei cortometraggi ambientati nelle backrooms. Il primo uscì nel gennaio 2022, quando aveva sedici anni: Parsons usava un software di grafica 3D per ricreare quegli ambienti e poi li filmava con una telecamera virtuale che simulava l’aspetto sgranato e imperfetto di una vecchia videocassetta, come se le immagini fossero state registrate davvero in quel posto da qualcuno che ci era finito per sbaglio. Il primo video “ambientato” nelle backrooms accumulò decine di milioni di visualizzazioni in due settimane, e quindi Parsons continuò la serie, arrivando a pubblicare in totale ventidue video che sviluppavano una trama sempre più articolata, con personaggi ricorrenti e una mitologia interna sempre più complessa.

Questi cortometraggi, che hanno tuttora molti fan su YouTube, attirarono l’attenzione di James Wan — regista e produttore noto per la saga horror The Conjuring — e del produttore Shawn Levy. I due decisero di presentare l’idea ad A24 con Parsons stesso come regista. Oggi, a vent’anni, è diventato il regista più giovane nella storia di A24. I due protagonisti del film sono peraltro due attori molto richiesti: Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve, entrambi candidati all’Oscar in passato.

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Ma vengono da YouTube anche i registi di vari altri horror che hanno ottenuto molto successo commerciale e di critica negli ultimi anni. È il caso di Danny e Michael Philippou, i due fratelli gemelli australiani che, sempre per A24, hanno girato Talk to me – che incassò oltre 92 milioni di dollari – e il recente Bring Her Back, accolto con altrettanto entusiasmo dalla critica. O il canadese Kyle Edward Ball, che gestiva un canale dove ricreava i sogni dei suoi follower in forma di cortometraggi, e da cui ha tratto Skinamarink, un horror sperimentale girato con quindicimila dollari uscito nel 2022 e già diventato un film di culto. O lo svedese David F. Sandberg, che nel 2013 pubblicò su YouTube un cortometraggio di due minuti intitolato Lights Out, che diventò così virale da essere adattato in un lungometraggio nel 2016, aprendo a Sandberg la strada verso produzioni più grandi.

In altri casi, però, il pubblico costruito su YouTube è stato così grande da rendere possibile saltare del tutto il sistema di produzione e distribuzione tradizionale. Mark Fischbach, noto online come Markiplier, ha per esempio autoprodotto e autofinanziato Iron Lung, un film tratto da un videogioco indipendente, con tre milioni di dollari propri. Quando ha cercato di distribuirlo è stato rifiutato da tutti i principali distributori americani, e ha quindi annunciato ai suoi follower che avrebbero potuto richiedere proiezioni nei cinema della loro città. Iron Lung venne proiettato in quattromila sale e incassò oltre quaranta milioni di dollari.

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Chris Stuckmann, che su YouTube pubblica recensioni cinematografiche dal 2009, cominciò a produrre il suo primo film, l’horror Shelby Oaks, nel 2019. Nel 2021 aveva però esaurito il budget, e decise quindi di chiedere aiuto ai suoi fan con una raccolta fondi su Kickstarter. La campagna raccolse quasi un milione e quattrocentomila dollari — il record assoluto per un film horror sulla piattaforma — e il film fu poi acquisito dalla società di distribuzione Neon con Mike Flanagan, uno dei nomi più importanti dell’horror contemporaneo, nel ruolo di produttore esecutivo.