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  • Mercoledì 27 maggio 2026

Cos’è questo guaio di Zapatero, che è un guaio anche per Sánchez

L'ex primo ministro spagnolo è accusato di traffico di influenze illecite, in un caso che coinvolge una compagnia aerea e il regime di Maduro in Venezuela

Zapatero e Sánchez al congresso del Partito Socialista spagnolo nel dicembre del 2024 (EPA/JULIO MUNOZ)
Zapatero e Sánchez al congresso del Partito Socialista spagnolo nel dicembre del 2024 (EPA/JULIO MUNOZ)
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Il caso giudiziario che ha coinvolto l’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero sta mettendo in difficoltà il governo del primo ministro Socialista Pedro Sánchez, di cui Zapatero, Socialista anche lui, è un alleato fondamentale. Il caso si accumula ad altri scandali e problemi che il governo sta affrontando: mercoledì tra le altre cose la polizia ha perquisito la sede del Partito Socialista, per un’altra questione giudiziaria.

Zapatero governò la Spagna tra il 2004 e il 2011 ed è stato uno dei leader più importanti della storia recente spagnola. La settimana scorsa è diventato il primo ex primo ministro spagnolo a essere formalmente imputato. È accusato di traffico di influenze illecite e altri reati di corruzione, in un caso complesso che riguarda una compagnia aerea, il regime del Venezuela e molte società, tra cui una a Dubai.

Il più brevemente possibile: Zapatero è accusato di aver fatto pressioni sul governo Sánchez per convincerlo, nel 2021, a salvare con soldi pubblici la piccola compagnia aerea spagnola Plus Ultra, che si trovava in grave crisi a causa del rallentamento del turismo causato dalla pandemia da coronavirus. Plus Ultra non fu l’unica compagnia aerea salvata dal governo: lo furono anche Air Europa, Air Nostrum e Volotea. Ma era di gran lunga la più piccola, che gestiva soltanto poche rotte tra la Spagna e l’America Latina, in particolare verso il Venezuela.

Plus Ultra ha ricevuto 53 milioni di euro per il salvataggio. Secondo l’accusa, Zapatero e le sue figlie, coinvolte tramite la loro agenzia di comunicazione ma non indagate, avrebbero ricevuto da Plus Ultra circa due milioni di euro, ottenuti non direttamente ma tramite un complesso giro di società di consulenza gestite dal mediatore e amico di Zapatero Julio Martínez Martínez. Una di queste società ha sede a Dubai. Zapatero nega tutte le accuse, sebbene ammetta di aver avuto ruoli di consulenza per alcune delle società di Martínez. Si è anche parlato molto di alcuni gioielli trovati nella cassaforte dell’ufficio di Zapatero, di cui non sono ancora stati accertati né il valore né la provenienza.

Questo è il primo livello delle indagini: secondo la procura, Plus Ultra avrebbe pagato illecitamente Zapatero tramite Martínez, per ottenere il salvataggio di stato.

C’è però un secondo livello delle indagini, perché l’accusa sostiene che Plus Ultra avrebbe usato parte dei 53 milioni del salvataggio per attività di riciclaggio di denaro in Venezuela, tramite varie società venezuelane (altri milioni di euro sarebbero finiti in paradisi fiscali come Gibilterra), quando era governato dal regime di Nicolás Maduro. Zapatero ha sempre avuto un certo dialogo con il regime, e si è spesso proposto come interlocutore e mediatore su questioni diplomatiche complesse.

Secondo un’ipotesi della procura – attenzione: è soltanto un’ipotesi – i soldi che Plus Ultra avrebbe riciclato in Venezuela sarebbero potuti servire anche per intenti diplomatici e politici, come per esempio la liberazione di prigionieri politici e il trasferimento in Spagna del capo dell’opposizione venezuelana, Edmundo González Urrutia. Già al tempo della sua fuga, nel 2024, González disse che Zapatero aveva avuto un ruolo importante.

Pedro Sánchez nell'ottobre del 2025 (AP Photo/Manu Fernandez)

Pedro Sánchez nell’ottobre del 2025 (AP Photo/Manu Fernandez)

Lo scandalo legato a Zapatero ha stravolto la politica spagnola. Anzitutto per la gravità: più o meno tutti i primi ministri spagnoli degli ultimi trent’anni sono stati toccati da questioni di corruzione, ma nessuno era mai stato indagato formalmente. Zapatero è poi una specie di simbolo del progressismo spagnolo, ancora influente, molto benvoluto e ricordato per alcune riforme importanti, come quella sul matrimonio per le persone dello stesso sesso.

Soprattutto, Zapatero è un importante alleato di Sánchez. Pur non avendo mai fatto parte del governo, ha spesso usato la sua influenza e autorevolezza per sostenere Sánchez, ha fatto campagna elettorale per lui, e i due hanno sviluppato un rapporto personale caloroso.

Zapatero e Sánchez nel 2024 (Alejandro MartíNez VéLez/Contacto via ZUMA Press)

Sánchez e Zapatero nel 2024 (Alejandro Martínez Vélez/Contacto via ZUMA Press)

Secondo i giornali spagnoli, il governo sarebbe stato colto completamente di sorpresa dall’annuncio dell’indagine su Zapatero. I collaboratori di Sánchez hanno trascorso i primi giorni a cercare informazioni su cosa stesse succedendo. La linea generale dentro al Partito Socialista è di difendere Zapatero, ma è tutto reso complicato dal fatto che al momento è impossibile coordinare la comunicazione tra il governo e l’ex primo ministro.

Zapatero, su consiglio del suo avvocato, ha fatto sapere che non parlerà in pubblico fino alla metà di giugno (giorno in cui dovrà comparire per la prima volta davanti al giudice), e questo significa che ancora per due settimane il governo dovrà subire pressioni mediatiche e politiche incontrollate, senza poter davvero rispondere perché non è chiaro cosa dirà Zapatero in sua difesa.

La questione è diversa per alcuni degli alleati del Partito Socialista in parlamento. I partiti più di sinistra della coalizione che sostiene Sánchez, come Sumar, condividono con il Partito Socialista l’ammirazione per la figura politica di Zapatero, e sono altrettanto interdetti. Ma per esempio il Partito Nazionalista Basco, una formazione autonomista dei Paesi Baschi che sostiene Sánchez ma ha un orientamento meno progressista, ha fatto sapere che la legislatura si è ormai esaurita e che Sánchez dovrebbe indire elezioni entro quest’anno (la legislatura terminerebbe nel 2027).

Per il governo il caso giudiziario attorno a Zapatero è soltanto l’ultimo di una serie di problemi e scandali che hanno tormentato questo mandato di Sánchez, iniziato nel 2023, e che stanno generando un’enorme frustrazione. Parlando con il País, un dirigente del Partito Socialista ha detto: «Prima ci hanno sparato a una gamba, poi a un’altra, poi alle braccia, ora al cuore, che è Zapatero, e rimane soltanto il colpo alla testa, che è Sánchez».

In realtà l’opposizione al momento non sembra avere intenzione di anticipare la fine del governo. Soprattutto il Partito Popolare, il principale partito di centrodestra e storico rivale dei Socialisti, ha sviluppato una strategia di lento logoramento di Sánchez e del governo, approfittando appunto delle inchieste giudiziarie e degli altri problemi del primo ministro. L’idea è di fare arrivare Sánchez al 2027 così indebolito e impopolare da ottenere una vittoria elettorale schiacciante. Potrebbe succedere. Al tempo stesso, Sánchez è noto nella politica spagnola per le sue rimonte eccezionali.