Jonas Vingegaard ha staccato tutti al Giro d’Italia
Ha vinto la prima tappa con arrivo sulle Alpi, prendendosi la maglia rosa e confermando di essere il grande favorito per la vittoria finale

Il ciclista danese Jonas Vingegaard ha vinto la quattordicesima tappa del Giro d’Italia, che andava da Aosta a Pila ed era la prima di quest’anno a corrersi sulle Alpi. Con questa vittoria ha superato Afonso Eulalio al primo posto della classifica generale, e da domani indosserà quindi la maglia rosa, simbolo del primato.
Vingegaard ha controllato l’andamento della tappa senza troppi problemi, anche grazie all’ottimo lavoro della sua squadra, la Visma-Lease a Bike, e in particolare del suo compagno Davide Piganzoli, l’ultimo a restare con lui sull’ultima salita. A circa 5 chilometri dall’arrivo, dopo aver ripreso il gruppetto di ciclisti in fuga, Vingegaard ha accelerato e staccato tutti, dimostrando di non avere rivali in questo Giro nelle tappe di montagna.
L’austriaco Felix Gall è arrivato secondo con 49 secondi di svantaggio, l’australiano Jai Hindley terzo a 58 secondi; gli italiani Piganzoli e Giulio Pellizzari hanno chiuso a 1 minuto e 3 secondi di ritardo. Ora in classifica generale Vingegaard ha 2 minuti e 26 secondi di vantaggio su Eulalio e 2 minuti e 50 secondi su Felix Gall. Il primo italiano nella classifica generale è Pellizzari, sesto a 4 minuti e 22 secondi di ritardo.

Vingegaard con davanti i suoi compagni di squadra (Tim de Waele/Getty Images)
Vingegaard aveva vinto anche le prime due tappe con arrivo in salita, quella del 15 maggio sul Blockhaus e quella del 17 che finiva sul Corno alle Scale, entrambe corse sugli Appennini. Quella di oggi era la prima tappa alpina, più dura per via di un’altimetria maggiore (4.400 metri di dislivello); ce ne saranno altre tre di questo tipo, martedì, venerdì e sabato prossimo.
Vingegaard ha 29 anni ed è uno dei più forti ciclisti al mondo, il migliore nelle corse a tappe assieme al suo grande rivale, lo sloveno Tadej Pogacar. Sta cercando di fare una cosa riuscita finora a soli sette ciclisti (tra i quali ancora non c’è Pogacar): vincere almeno una volta le tre principali corse ciclistiche a tappe, cioè il Tour de France, il Giro d’Italia e la Vuelta a España. Finora ha vinto due volte il Tour, nel 2022 e nel 2023, e una volta la Vuelta, lo scorso anno. Le altre tre volte in cui ha partecipato al Tour è arrivato secondo, sempre dietro a Pogacar.
In questa stagione Vingegaard gareggerà sia al Giro che al Tour, che si tengono a meno di due mesi di distanza e sono molto faticosi da affrontare assieme. Il suo obiettivo è vincerli entrambi, cosa in questo secolo riuscita solo a Pogacar (nel 2024). Rispetto allo sloveno, Vingegaard gareggia in modo meno spettacolare, non cercando di vincere tutte le tappe e di attaccare gli avversari a ogni buona occasione; è però altrettanto forte e difficile da contrastare sia in salita sia a cronometro. Per questo, e per la necessità di preservarsi per il Tour, in questo Giro d’Italia sta gestendo le energie, accelerando solo nei momenti necessari: sta funzionando.



