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  • Martedì 19 maggio 2026

Il governatore russo che si ispira a Stalin e a Ivan il Terribile

Georgy Filimonov ha limitato l'aborto e la vendita di alcool, gira con la giacca di Stalin e dispensa richiami alla repressione del primo zar di Russia

Georgy Filimonov porge gli onori a una statua di Iosif Stalin durante il Giorno della Vittoria, 9 maggio 2026 (dal canale Telegram di Filimonov)
Georgy Filimonov porge gli onori a una statua di Iosif Stalin durante il Giorno della Vittoria, 9 maggio 2026 (dal canale Telegram di Filimonov)
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Da quando è diventato governatore dell’oblast di Vologda, regione russa a nordest di Mosca, Georgy Filimonov ha attirato parecchia attenzione. Propone un’ideologia ultranazionalista e illiberale impregnata di riferimenti a personaggi autoritari del passato russo e durante il suo mandato ha approvato una serie di misure proibizioniste dure e contestate.

Filimonov ha 45 anni ed è stato nominato governatore di Vologda dal presidente russo Vladimir Putin nel 2023, in seguito alle dimissioni del precedente, e poi confermato nel 2024 con il 62 per cento dei voti (un risultato scarso per un politico di Russia Unita, il partito egemone della politica russa).

Teoricamente in Russia i governatori sono eletti in modo diretto, ma il Cremlino riesce a influenzare l’esito delle elezioni in vari modi: uno di questi è spingere alle dimissioni il governatore in carica per sostituirlo con uno di propria nomina, che sarà così avvantaggiato alle elezioni successive (comunque non libere). È anche il caso di Filimonov.

Georgy Filimonov, durante una festa di Natale al Cremlino, 25 dicembre 2024 (Photo by Contributor/Getty Images)

Tra le prime scelte da governatore di Filimonov c’è stata una legge regionale che ha reso illegale la promozione dell’aborto, in linea con le politiche del presidente Putin. L’aborto in Russia è legale, ma la natalità è in calo e Putin ha identificato nella libertà di scelta una delle cause del fenomeno. Filimonov ha inoltre limitato l’accesso alla pratica facendo pressione sui medici che operano nelle cliniche pubbliche e private.

Da quando è governatore secondo Novaja Gazeta, uno dei pochi giornali indipendenti in Russia, abortire nella regione di Vologda è diventato di fatto impossibile, e le donne che vogliono interrompere una gravidanza sono costrette a spostarsi altrove. Per accrescere il tasso di natalità regionale ha inoltre promosso il turismo ostetrico, offrendo alle donne di altre regioni che vanno nell’oblast di Vologda a partorire un sostegno di 50mila rubli, circa 600 euro, che comunque sono appena sufficienti per il viaggio e l’alloggio.

Nel gennaio del 2025 ha inoltre limitato la vendita di alcool a sole due ore al giorno e fatto chiudere più di 600 negozi specializzati. Ha sostenuto che serva a ridurre gli incidenti stradali e le morti legate all’abuso, ma l’effetto della misura è dubbio: secondo le testimonianze raccolte dal New York Times nella regione sono aumentate le vendite sottobanco e le restrizioni hanno generato una crisi occupazionale.

Vologda, la capitale dell’oblast omonimo, nel 2021 (AP Photo/Dmitri Lovetsky)

Queste politiche proibizioniste hanno permesso a Filimonov di ingraziarsi la potente Chiesa ortodossa russa, che in passato lo aveva criticato per aver promosso il paganesimo dopo che in un parco nazionale della regione era stata installata una statua a Veles, una divinità slava associata agli inferi.

L’apparente contrasto tra le sue credenze pagane e l’adesione agli ideali cristiano-ortodossi che influenzano anche le politiche di Putin non è così strano nell’estrema destra russa. La stessa retorica di Filimonov è un miscuglio di posizioni anti-occidentali, ultranazionaliste, imperialiste e conservatrici che inglobano simboli della Russia zarista e di quella sovietica.

Una delle figure a cui dice di ispirarsi è Ivan IV detto il Terribile, il primo zar di Russia, a cui ha fatto dedicare una statua, murales e l’intero restyling dei mezzi pubblici nell’omonima capitale regionale.

A inizio 2025 ha promosso la creazione di un’organizzazione politica giovanile finanziata con fondi istituzionali che si sarebbe dovuta chiamare oprichniki e avrebbe dovuto promuovere l’identità russa e fornire una «guida morale» alle nuove generazioni. Gli oprichniki erano le guardie personali dello zar Ivan il Terribile, responsabili della repressione: il nome aveva generato delle critiche e Filimonov aveva fatto marcia indietro.

Ivan il Terribile sui trasporti pubblici di Vologda (dal profilo Telegram di Filimonov)

Un’altra figura di ispirazione per Filimonov è il dittatore sovietico Iosip Stalin: veste spesso giacche nel suo stile e anche a lui ha fatto dedicare una statua a Vologda, a cui ha prestato omaggio lo scorso 9 maggio durante il Giorno della Vittoria, che celebra la vittoria dell’esercito russo su quello nazista durante la Seconda guerra mondiale, e che è un elemento molto importante nella propaganda patriottica del Cremlino.

– Leggi anche: La parata per il Giorno della Vittoria a Mosca è stata un problema per Putin

Negli ultimi anni sia il regime russo sia politici minori come Filimonov stanno riabilitando la figura di Stalin, come un simbolo della forza militare e del patriottismo russi.

Filimonov omaggia la statua di Stalin durante il Giorno della Vittoria, 9 maggio 2026 (dal suo profilo Telegram)

Nonostante il sostegno delle più importanti istituzioni russe, le sue idee e le sue politiche da governatore hanno generato critiche anche tra i sostenitori del partito di Putin. A febbraio del 2025 i critici hanno promosso una petizione per chiedere le sue dimissioni che ha raccolto decine di migliaia di firme, una forma di dissenso dichiarato rara in Russia (la petizione è stata in seguito rimossa dal sito e Filimonov è ancora in carica).

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