Si cercano ancora quattro dei cinque italiani morti alle Maldive

Ma è complicato: il vento e il mare mosso rendono rischioso entrare nella grotta dove forse si trovano i corpi

Una motovedetta della Guardia costiera alle Maldive, 24 ottobre 2015 (AP Photo/Sinan Hussain).
Una motovedetta della Guardia costiera alle Maldive, 24 ottobre 2015 (AP Photo/Sinan Hussain).
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I corpi di quattro dei cinque italiani morti alle Maldive mentre stavano facendo un’immersione subacquea non sono stati ancora recuperati. Venerdì le operazioni di ricerca portate avanti dalla Guardia costiera locale erano state sospese per le cattive condizioni meteorologiche, con venti forti e pioggia che avevano alimentato le correnti e reso molto complicata l’immersione dei soccorritori. Sono riprese sabato, ha fatto sapere il ministero degli Esteri. Per seguire le operazioni venerdì è arrivato nella capitale Malé Damiano Francovigh, l’ambasciatore italiano in Sri Lanka responsabile anche dell’area delle Maldive.

La zona dell’incidente è l’isola di Alimathà, nell’atollo (cioè un complesso di isole coralline) di Vaavu, a circa un’ora di distanza da Malé: è un posto molto popolare per le immersioni subacquee per via della sua ricca fauna marina. La grotta che i sommozzatori stanno esplorando per le ricerche si trova a 60 metri di profondità: l’unico corpo recuperato finora, quello dell’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti, è stato trovato in quella zona. Poi è stato portato a Malé.

Non si sa ancora cosa abbia causato la morte dei cinque, né cosa sia andato storto durante l’immersione. L’unico elemento certo al momento è che la bombola di Benedetti è stata trovata vuota: tra le ipotesi fatte finora c’è anche quella che i cinque abbiano finito l’ossigeno dopo essere rimasti bloccati nella grotta, per il maltempo o per altri motivi. Al momento non ci sono elementi per dirlo.

Sulle imbarcazioni della Guardia costiera ci sono sommozzatori esperti, tra cui anche un italiano. Francovigh ha detto a Sky Tg24 che venerdì sono riusciti a entrare in due dei tre «segmenti» in cui è divisa la grotta ma sono poi dovuti risalire per poter avere il tempo necessario alla decompressione: non hanno visto i corpi degli altri italiani. La procura di Roma ha aperto un’indagine sulla morte dei cinque italiani (è competente anche per eventuali reati commessi o subiti da cittadini italiani all’estero).

Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e Benedetti si erano immersi giovedì mattina in una grotta sottomarina il cui ingresso si trova a circa 50 metri sotto il livello del mare. Nelle Maldive vengono consentite le immersioni ricreative solo fino a 30 metri di profondità.

Montefalcone era professoressa associata dell’università di Genova, studiosa di ambienti marini e subacquea esperta. Muriel Oddenino era assegnista di ricerca, sempre a Genova. Federico Gualtieri si era laureato da poco con Montefalcone. E l’istruttore subacqueo Benedetti lavorava per la Albatros Top Boat, un tour operator italiano che gestiva la barca con cui era uscito il gruppo, la Duke of York, uno yacht di 36 metri.

Stefano Vanin, professore dell’università di Genova che era a bordo della Duke of York e che non ha partecipato all’immersione, ha detto che quando i cinque sono entrati in acqua il mare era calmo e le condizioni meteorologiche adeguate.

L’università di Genova ha spiegato che Montefalcone era alle Maldive per una missione scientifica, autorizzata solo per lei e per «un assegnista di ricerca» (non fa il nome, ma probabilmente è Oddenino). La direttrice del dipartimento di Scienze della terra, dell’ambiente e della vita, Elisabetta Rampone, ha detto che la missione prevedeva «esclusivamente attività di ricerca in superficie o al massimo mediante snorkeling. Non c’era alcuna autorizzazione per immersioni subacquee». Rampone ha aggiunto che «l’immersione subacquea è estrema, ad altissimo rischio: non l’avremmo mai autorizzata».

Il gruppo si era immerso in mattinata. Non vedendoli riemergere un’ora e 45 minuti dopo, il comandante della Duke of York aveva chiamato i soccorsi. La polizia locale ha detto di aver ricevuto una segnalazione della loro scomparsa alle 13:45 (ora locale). La Farnesina ha fatto sapere venerdì che sulla Duke of York c’erano anche altri venti italiani, che stanno bene. La barca tornerà nella capitale Malé appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno.

– Leggi anche: Che posto è Alimathà alle Maldive

Tag: Maldive