A Palermo due pronto soccorso si sono bloccati per sovraffollamento
Negli scorsi giorni all'ospedale Civico e al Policlinico, con tre volte il numero dei pazienti che potevano gestire

Tra mercoledì e venerdì i pronto soccorso dei due principali ospedali di Palermo sono rimasti bloccati perché avevano troppi pazienti da gestire, con un indice di sovraffollamento che in entrambi i casi ha toccato il 300 per cento. Le ambulanze sono state dirottate su altri ospedali e molti pazienti sono rimasti in barelle nei corridoi per ore.
Tutto è partito dall’ospedale civico di Palermo, il principale polo ospedaliero della città: mercoledì sera il pronto soccorso ha chiesto di attivare il piano di gestione del sovraffollamento, che prevede la sospensione dei ricoveri programmati, cioè quelli non urgenti e concordati in anticipo tra medici e pazienti per interventi chirurgici o cure di altro tipo.
Il piano serviva a liberare posti letto, visto che nel giro di poche ore il pronto soccorso si è riempito di persone che dovevano essere ricoverate ma non avevano posti a disposizione all’interno dell’ospedale. L’edizione locale di Repubblica scrive che il giorno dopo, giovedì, all’ospedale Civico c’erano oltre 100 pazienti in attesa, con un indice di affollamento del 300 per cento.
Giovedì mattina la situazione si è ulteriormente aggravata: Agostino Geraci, responsabile della medicina d’urgenza del Civico, ha inviato una nota al 118, il servizio di ambulanza in Italia, segnalando quelle che aveva definito «gravissime condizioni di sovraffollamento» e di «massima criticità». Nella nota Geraci aveva segnalato che il sovraffollamento rischiava di compromettere la gestione dei codici rossi, cioè dei casi più urgenti.
A quel punto il 118 ha ordinato alle ambulanze di portare i pazienti in altri pronto soccorso: nel giro di poche ore si è bloccato anche quello del Policlinico, l’ospedale più vicino al Civico. In questo caso l’ospedale ha parlato di un indice di sovraffollamento del 312 per cento (al Civico era del 300), con 51 pazienti in pronto soccorso, di cui 35 in attesa, e di mancanza di spazio per assistere eventuali altre persone.
Al Civico la situazione è gradualmente rientrata solo venerdì, dove nel pomeriggio il sovraffollamento è sceso al 166 per cento: al Policlinico è rimasto superiore al 300 per cento per tutta la giornata.
Il caso di Palermo non è isolato: i pronto soccorso italiani sono ciclicamente sovraffollati da anni. Secondo il 118, citato da Repubblica, gli ultimi picchi si sono registrati nei giorni della festa della Liberazione e del primo maggio. A Palermo, nel caso del Policlinico, ha contribuito anche la progressiva riduzione dei posti letto dell’ospedale, negli ultimi anni, passata da mille a circa 600.
Come in molti altri casi, anche a Palermo il sovraffollamento del pronto soccorso è stato favorito dai molti accessi di persone con codice verde o bianco: sono pazienti con priorità bassa o molto bassa, con problemi di salute ordinari, per esempio con una febbre da influenza particolarmente persistente. Dovrebbero essere visitati da medici di famiglia o guardie mediche, cioè dalla cosiddetta medicina territoriale, che però è sempre più precaria in tutta Italia.
Il risultato sono file lunghissime in moltissimi pronto soccorso, la mancanza di spazi, il sovraccarico di infermieri e medici che lavorano nella medicina d’urgenza, e un sempre maggior ricorso ai medici gettonisti, cioè i medici che lavorano nelle strutture pubbliche a chiamata, pagati a ore, attraverso cooperative o aziende a cui fanno ricorso i molti ospedali pubblici a cui mancano medici e infermieri.
L’aumento significativo del numero di accessi impropri al pronto soccorso avvenne tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, e dall’inizio degli anni Duemila è abbastanza stabile. I dati più recenti di Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sono quelli relativi al 2024. Prendendo in esame i giorni feriali nella fascia oraria dalle 8 alle 20, nel 2024 in tutti gli ospedali italiani sono stati assegnati oltre 3,3 milioni di codici verdi e bianchi, il 64,8 di tutti gli accessi al pronto soccorso. Nelle ore notturne e nei giorni festivi i codici bianchi e verdi sono stati oltre 2,6 milioni, il 51 per cento circa degli accessi complessivi.
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