La Corte dei conti sta indagando su possibili danni erariali legati alla pista da bob di Cortina

La pista da bob di Cortina d'Ampezzo durante i Giochi di Milano Cortina 2026, a febbraio (Robert Michael/dpa via ANSA)
La pista da bob di Cortina d'Ampezzo durante i Giochi di Milano Cortina 2026, a febbraio (Robert Michael/dpa via ANSA)

La procura regionale della Corte dei conti in Veneto sta indagando su possibili irregolarità legate alla pista da bob di Cortina d’Ampezzo, quella usata per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. La Corte dei conti controlla tra le altre cose la corretta gestione delle finanze della pubblica amministrazione: i quotidiani del gruppo NEM, che includono i principali giornali locali di Veneto e Friuli e che hanno dato la notizia per primi, scrivono che le indagini servono a determinare chi sia responsabile di alcuni danni riscontrati lungo il percorso della pista dopo le Olimpiadi, ad accertare che i costi per ripararli siano proporzionati e chi debba pagarli.

Simico, cioè l’azienda pubblica che si è occupata delle infrastrutture olimpiche, e l’impresa Pizzarotti, che ha ristrutturato la pista con un progetto molto discusso, hanno sostenuto di aver realizzato e consegnato i lavori «a regola d’arte», e che quindi i danni e le spese siano imputabili all’organizzazione delle Olimpiadi. La Corte dei conti vuole capire se i danni sono imputabili all’organizzazione dei Giochi, e quindi se se ne deve far carico la fondazione che li organizzati, o al comune, a cui l’impianto è stato restituito dopo essere stato preso in affitto per quel periodo.

Solo martedì era emersa la notizia che la Corte dei conti sta indagando anche su possibili irregolarità nell’uso di fondi pubblici per la costruzione dell’Arena Santa Giulia, il palazzetto costruito per ospitare eventi dal vivo a Milano e usato per le partite di hockey delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. L’ipotesi della Corte è che il modo in cui sono state gestite le spese per la sua costruzione possa aver causato un danno alle casse dello Stato.