Uno dei pochi posti in Italia dove non c’era una piazza
Gli abitanti dello Zen di Palermo la chiedono da anni, ora il comune si sta muovendo per costruirla

Il comune di Palermo ha approvato il bando per costruire una piazza allo Zen, un quartiere della periferia isolato dal resto della città e negli anni diventato simbolo di degrado. Sarà la prima piazza del quartiere: allo Zen non ci sono mai state né piazze né parchi, nonostante da anni associazioni e comitati chiedano alle istituzioni la creazione di uno spazio pubblico, indispensabile per favorire la socialità tra gli abitanti.
Zen sta per Zona Espansione Nord, anche se formalmente il quartiere si chiama San Filippo Neri. Fu costruito tra gli anni Settanta e Ottanta, dopo il cosiddetto “Sacco di Palermo”, come viene chiamata l’espansione edilizia che tra gli anni Cinquanta e Settanta sconvolse l’assetto urbanistico di Palermo e garantì enormi profitti a imprese legate alla mafia. In quello che poi divenne lo Zen furono costruite case senza pensare ai servizi e agli spazi di socialità che dovrebbero caratterizzare qualsiasi quartiere. Oggi ci vivono ufficialmente circa 22mila persone, soprattutto giovani, ma in realtà sono almeno diecimila in più.
Le conseguenze di queste mancanze sono evidenti ancora oggi: gli unici due spazi aperti tra i palazzoni sono di fatto una discarica. L’unico mezzo pubblico che collega lo Zen alla città è la linea di autobus 619 che passa con una frequenza molto bassa, quando va bene ogni ora e mezza. L’isolamento del quartiere isola anche i suoi abitanti dal punto di vista lavorativo, culturale e sociale.
Il bando per la costruzione, ha detto il comune, sarà pubblicato nei prossimi giorni e prevede uno stanziamento di 4 milioni di euro. Le imprese interessate hanno tempo fino all’8 giugno per partecipare. I lavori dovrebbero cominciare alla fine dell’estate e, se i tempi saranno rispettati, finire entro il 2027. Si sa anche come si chiamerà la piazza: sarà intitolata a Primo Carnera, il primo pugile italiano a vincere il titolo mondiale dei pesi massimi, negli anni Trenta.
Il progetto prevede uno spazio di circa 10mila metri quadrati alle spalle della chiesa di San Filippo Neri, che divide in due il quartiere, nella zona Zen 1 e in quella Zen 2 (dove dovrebbe essere realizzata la piazza).
Sarà di fatto una specie di parco. Il progetto prevede uno spazio verde rettangolare con aiuole, alberi, pavimentazione drenante, muretti per sedersi, un chiosco con caffetteria, tettoia e tavolini all’esterno, un campo da bocce, un’area giochi per bambini con pavimento di gomma, un piccolo anfiteatro, una zona per fare ginnastica, un parcheggio e l’illuminazione a led.

Un rendering del progetto della piazza (dalla documentazione del Comune di Palermo)
All’approvazione del bando per la piazza si è arrivati gradualmente e dopo anni di altre iniziative. Le prime richieste di avere una piazza risalgono al 2013, tredici anni fa.
Nel corso di questi anni queste richieste hanno portato ad alcune iniziative minime, ma che localmente sono state vissute come successi, visto quanto è isolato e abbandonato il quartiere: un campetto da calcio, uno dei pochi spazi aggregativi della zona; un piccolo giardino realizzato per la dodicesima edizione di Manifesta, le biennale d’arte europea itinerante, che nel 2018 è stata organizzata proprio a Palermo; una piccola zona alberata realizzata col progetto G124, promosso e finanziato dall’architetto Renzo Piano per riqualificare le periferie; e ora il bando per avere una vera e propria piazza.
I quattro milioni per realizzarla arrivano da fondi regionali e fanno parte di un più esteso investimento da 50 milioni di euro annunciato a fine aprile dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il cosiddetto “Masterplan” per la riqualificazione dell’intero quartiere Zen. Il piano comprende in tutto una ventina di interventi: la realizzazione di spazi pubblici (di cui la piazza è considerata l’opera principale), la manutenzione di strade, marciapiedi ed edifici, il potenziamento dei trasporti pubblici, il miglioramento della viabilità, la riqualificazione di impianti sportivi e di una serie di scuole e asili nido.
Un altro progetto importante è la riqualificazione del cosiddetto Baglio Mercadante, una vecchia residenza del Seicento che dovrebbe essere trasformata in un centro di aggregazione con una biblioteca, spazi per eventi culturali e proiezioni, un bar e un ristorante, alcune stanze per dormire e un orto didattico, tra le altre cose. La riqualificazione del Baglio Mercadante prevede un investimento di oltre 10 milioni di euro e dovrebbe essere realizzata entro il 2027.
Buona parte di questi interventi erano già noti perché avviati dalle giunte precedenti a quella di Lagalla. Anche i fondi regionali per realizzare le varie opere (circa 18 milioni: il resto sono comunali) hanno una storia particolare: provengono dall’ex Gescal, un fondo per la costruzione e assegnazione di case ai lavoratori e alle loro famiglie fondato negli anni Sessanta e soppresso alla fine degli anni Novanta.
Quando fu soppresso il fondo conteneva miliardi di lire che per varie ragioni, sia politiche che burocratiche, restarono bloccati per anni: in Sicilia furono infine sbloccati con l’obiettivo di usarli per riqualificare i quartieri più svantaggiati della città: oltre allo Zen anche lo Sperone e Borgo Nuovo.
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