In Mali i jihadisti vogliono bloccare totalmente gli accessi a Bamako
Lo ha annunciato il JNIM, uno dei due gruppi armati che sabato avevano attaccato il paese e ucciso il ministro della Difesa

Il JNIM, il gruppo armato jihadista affiliato ad al Qaida che da sabato sta attaccando il Mali, ha annunciato che vuole bloccare tutti i passaggi in entrata e in uscita dalla capitale Bamako. Da sabato il gruppo si sta coordinando con un gruppo armato indipendentista nel nord del Mali e ci sono stati scontri in molte aree del paese: sono considerati gli attacchi contro l’esercito maliano più gravi da un decennio. È stato anche ucciso il ministro della Difesa della giunta militare al governo, a cui è stata fatta esplodere la casa.
Non è la prima volta che il JNIM prova a imporre un embargo su Bamako: fra settembre e novembre del 2025 ne aveva imposto uno sul carburante, fermando o distruggendo quasi tutte le autocisterne dirette in città. Aveva causato una gravissima carenza di carburante e lunghe code ai distributori, e la giunta era arrivata vicino al collasso. In quell’occasione si era iniziato a parlare della possibilità che il Mali diventasse il primo paese al mondo governato da un gruppo affiliato ad al Qaida.
Il portavoce del JNIM (sigla che sta per Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin, cioè Fronte di sostegno all’islam e ai musulmani) ha detto che l’embargo attorno a Bamako è una forma di rappresaglia contro i civili che hanno aiutato i soldati delle forze regolari maliane a respingere i combattenti jihadisti sabato.
Intanto il capo della giunta militare Assimi Goïta, al potere dal 2021, nel suo primo discorso pubblico dopo gli attacchi ha detto che la situazione è stata messa sotto controllo. A Bamako l’atmosfera è molto tesa e incerta: martedì si sono sentite alcune esplosioni vicino a una base militare e alcune scuole sono state chiuse temporaneamente per il timore, poi rientrato, che ci fossero dei combattenti jihadisti nella zona. Nel nord del paese intanto sono continuati gli scontri fra esercito e separatisti, ed entrambi hanno dichiarato di aver conquistato dall’altro nuovi territori.

Una strada di Bamako il 27 aprile (EPA/HADAMA DIAKITE)
Il gruppo separatista che combatte con il JNIM è il Fronte per la liberazione dell’Azawad (FLA), un’organizzazione separatista legata alla minoranza etnica dei tuareg. Esiste dal 2024 e in poco tempo è passato dall’essere un piccolo focolaio di insurrezione nelle zone rurali del paese a una forza armata ben organizzata, che sta diventando un problema per la giunta. L’Azawad, da cui prende il nome, è la vasta regione in gran parte desertica nel nord del paese, abitata da persone tuareg. In quella zona sono in corso da anni conflitti tra lo stato maliano e i gruppi locali, che chiedono la formazione di uno stato indipendente.



