Trump è tornato alla carica contro il programma di Jimmy Kimmel
Una battuta sulla first lady ha provocato l’indignazione dell’amministrazione, che lo aveva già fatto sospendere a settembre

Il talk show di Jimmy Kimmel, uno dei programmi comici più popolari degli Stati Uniti, sta avendo nuovi problemi con l’amministrazione del presidente Donald Trump dopo la sospensione dello scorso settembre. Questa volta però le implicazioni potrebbero essere più serie: martedì la Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia governativa degli Stati Uniti che si occupa di telecomunicazioni, ha ordinato una revisione di tutte le licenze delle emittenti di proprietà di ABC, la rete televisiva su cui va in onda il Jimmy Kimmel Live! e che è controllata da Walt Disney Company.
Le tensioni sono ricominciate a causa di una battuta di Kimmel dello scorso giovedì. Durante il suo consueto monologo serale (il talk show va in onda ogni sera dal lunedì al giovedì), Kimmel ha scherzato sulla cena dei corrispondenti della Casa Bianca che si sarebbe tenuta due giorni dopo. Inscenando un finto discorso dal podio, Kimmel si è rivolto a vari politici e poi alla first lady Melania Trump dicendo: «ovviamente anche la nostra first lady è qui con noi stasera, guardate che bella, Mrs. Trump ha un’aria radiosa, come quella di una vedova in attesa di diventarlo».
La battuta di Kimmel è stata presa male da Trump per via di quello che è successo dopo: sabato sera, alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, un uomo ha sparato fuori dalla sala dove si teneva il ricevimento, nell’hotel Washington Hilton. I coniugi Trump e altri membri dell’amministrazione sono stati evacuati. L’uomo ha ferito un agente del Secret Service, l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza del presidente, che indossava un giubbotto antiproiettile.
Lunedì la first lady Melania Trump ha preso una posizione molto dura nei confronti della battuta: ha scritto su X che «la retorica violenta di Kimmel punta a dividere il nostro Paese» e che «persone come Kimmel non dovrebbero avere la possibilità di entrare nelle nostre case ogni sera per diffondere odio». Ha poi dato del codardo a Kimmel e ha invitato ABC a prendere provvedimenti nei confronti del conduttore.
Poco dopo è arrivato anche uno dei consueti post di Trump su Truth, che ha auspicato l’immediato licenziamento di Kimmel, e durante una conferenza stampa anche la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha condannato la battuta.
Kimmel si è difeso nella puntata di lunedì, dicendo che era ovvio che la battuta fosse riferita alla grande differenza d’età dei coniugi Trump (il presidente a giugno compirà 80 anni, mentre la moglie ne ha compiuti 56 domenica), e che non si era trattato in alcun modo di un invito a sparare al presidente.
Il tono del conduttore però è stato come sempre canzonatorio e accompagnato da nuove battute contro il presidente: tra le altre cose ha fatto notare come lo stesso Trump avesse più volte fatto battute sulla differenza d’età con la moglie. Kimmel si è appellato poi alla libertà di espressione, dicendo che «Donald Trump può dire tutto quello che vuole. E lo stesso vale per te, per me e per tutti noi, perché in virtù del Primo Emendamento, in quanto americani abbiamo diritto alla libertà di parola».
Il giorno dopo la puntata, martedì, la Federal Communications Commission (FCC) ha ordinato la revisione di tutte le licenze delle emittenti di proprietà di ABC.
L’agenzia ha detto che il provvedimento è legato a un’inchiesta sulle politiche di diversità e inclusione di ABC (le cosiddette politiche DEI), quindi teoricamente scollegato dal caso Kimmel. Tuttavia molti giornali e commentatori statunitensi hanno fatto notare che il tempismo dell’azione sembra sospetto, specialmente considerando che Brendan Carr, il presidente della FCC, aveva già criticato Jimmy Kimmel e il suo talk show.
A settembre, quando Trump e altri politici avevano criticato Jimmy Kimmel per una battuta sull’omicidio di Charlie Kirk, Carr aveva minacciato sanzioni contro la ABC e la Walt Disney Company se non avessero cancellato il talk show. Tra le altre cose aveva anche minacciato di togliere a ABC la licenza per le trasmissioni. Sarebbe stato un provvedimento eccezionale: l’ultima volta che la FCC ha revocato una licenza di trasmissione a un’emittente fu nel 1969.
In quell’occasione, il 17 settembre, ABC aveva deciso la sospensione del programma a tempo indefinito. La decisione era stata molto criticata dalla sinistra statunitense e dal mondo dello spettacolo, che aveva contestato le minacce di Trump e Carr come un attacco alla libertà di espressione. Una settimana dopo Disney aveva deciso di far tornare il talk show in onda regolarmente. Kimmel era stato accolto con grande affetto dal pubblico in sala.



