La Global Sumud Flotilla è stata bloccata vicino a Creta
Alcune barche sono state circondate da motoscafi militari, che secondo gli organizzatori sono di Israele: al momento c'è molta confusione

Nella tarda serata di mercoledì gli organizzatori della Global Sumud Flotilla hanno detto che alcune imbarcazioni militari che si sono auto-identificate come israeliane hanno circondato alcune barche della nuova missione partita domenica 26 aprile dalla Sicilia verso la Striscia di Gaza. Le informazioni disponibili sono poche e confuse: l’operazione è in corso in acque internazionali vicino alla Grecia, ma non è chiaro esattamente cosa stia succedendo.
Nei video pubblicati sui social vari attivisti a bordo della Flotilla dicono che le barche stanno venendo intercettate da Israele. Nei video si vedono luci di gommoni che si avvicinano alle barche della flotta, e quella che sembra una nave militare. Funzionari delle forze armate israeliane hanno confermato ai quotidiani Times of Israel e Haaretz che la marina israeliana ha iniziato a intercettare le barche degli attivisti diretti verso Gaza. Il ministero degli Esteri italiano ha diffuso una nota in cui dice di aver saputo che «unità militari di Israele» si erano avvicinate alle barche della Flotilla, e di avere chiesto a Israele e alla Grecia informazioni su quello che stava succedendo.
L’organizzazione della Global Sumud Flotilla ha detto che le persone a bordo delle barche che si sono avvicinate alla loro flotta hanno puntato laser e armi contro gli attivisti, ordinando loro di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio. La portavoce della spedizione italiana Maria Elena Delia ha detto al Post che le comunicazioni via radio con alcune imbarcazioni sono state interrotte. Non è chiaro cosa sia successo: non si sa se c’è stato un abbordaggio delle barche avvicinate dai motoscafi.
Poco prima dell’1 di notte la giornalista di Domani, Chiara Sgreccia, che è a bordo di una barca, ha detto che loro stanno proseguendo e che non è chiaro se alcune barche siano state intercettate.
Gli organizzatori della Flotilla hanno pubblicato un filmato di una comunicazione via radio tra le barche in cui si sente qualcuno che esorta gli attivisti a tornare indietro, dicendo che ogni tentativo di violare «il legittimo blocco di sicurezza marittima della Striscia di Gaza costituisce una violazione del diritto internazionale». Nel messaggio viene detto tra le altre cose che proseguire verso Gaza mette a rischio la sicurezza delle persone a bordo delle barche e che le forze di difesa israeliane le fermeranno.
Nel frattempo, il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video in cui si vedono alcune confezioni di preservativi e una bustina di plastica, scrivendo che quelli sarebbero gli aiuti medici essenziali trasportati dalla Flotilla (non c’è alcuna prova che il video sia stato girato su una delle barche della spedizione).
Mercoledì Israel Katz, il ministro israeliano della Difesa, aveva detto che la legge antiterrorismo di Israele «consente il sequestro di beni e imbarcazioni destinati a essere utilizzati per attività terroristiche». Aveva anche emesso un decreto per sanzionare la campagna di raccolta fondi della spedizione affermando che è organizzata direttamente da Hamas, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali.
La precedente missione della Flotilla era stata bloccata lo scorso ottobre dalla marina israeliana, che aveva intercettato le barche a 72 miglia nautiche dalla costa (circa 130 chilometri), ossia in acque internazionali, e quindi dove in teoria Israele non poteva rivendicare alcuna sovranità.
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