• Mondo
  • Martedì 28 aprile 2026

Il discorso di Carlo III al Congresso è stato molto conciliante

Ha celebrato l'intesa storica tra Regno Unito e Stati Uniti, e rimarcato la necessità di continuare a cooperare nonostante le divergenze

Re Carlo III al Congresso degli Stati Uniti a Washington, 28 aprile 2026. Dietro a lui ci sono il vicepresidente statunitense JD Vance e lo speaker della Camera, Mike Johnson (AP Photo/Matt Rourke)
Re Carlo III al Congresso degli Stati Uniti a Washington, 28 aprile 2026. Dietro a lui ci sono il vicepresidente statunitense JD Vance e lo speaker della Camera, Mike Johnson (AP Photo/Matt Rourke)
Caricamento player

Martedì, quando in Italia erano da poco passate le 21, il sovrano del Regno Unito Carlo III ha parlato al Congresso degli Stati Uniti a Washington, durante la sua visita di quattro giorni assieme alla regina Camilla. Come previsto il suo è stato un discorso orientato soprattutto a ricordare, esaltare e incoraggiare la collaborazione tra i due paesi: non solo perché la visita è stata organizzata per celebrare il 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti proprio dal Regno Unito, ma anche perché aveva il chiaro obiettivo politico di migliorare i rapporti tra i due paesi, che al momento sono un po’ tesi.

Quello di Carlo è stato il primo discorso di un sovrano britannico ai deputati e ai senatori statunitensi dal 1991, quando a tenerlo fu Elisabetta II, la sovrana più longeva della storia del Regno Unito, nonché sua madre. Carlo e Camilla sono stati accolti con un applauso di alcuni minuti, dopodiché il re ha cominciato a parlare delle diversità tra Regno Unito e Stati Uniti, ma anche di ciò che li accomuna. «Forse possiamo essere d’accordo sul fatto che non sempre siamo d’accordo», almeno per quanto riguarda i fatti del 1776, ha scherzato: poi ha detto che «il legame di parentela e identità tra l’America e il Regno Unito è impagabile ed eterno; insostituibile e indistruttibile», una frase accolta con una standing ovation.

Carlo ha ricordato che i due paesi si sono sostenuti durante due guerre mondiali, la Guerra fredda, quella in Afghanistan e momenti che hanno messo a rischio la sicurezza globale, come gli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Ha però detto che questo è un periodo «più instabile e pericoloso», con sfide troppo grandi perché un paese possa riuscire ad affrontarle da solo, ed è per questo che secondo lui l’alleanza tra i due paesi «non può basarsi sugli esiti del passato, né si può dare per scontato che i suoi principi fondativi restino semplicemente immutati».

Ha anche citato il primo ministro britannico Keir Starmer, secondo cui la collaborazione con gli Stati Uniti è indispensabile, ricevendo di nuovo un grande applauso. Citarlo davanti al Congresso è stato significativo anche perché Trump aveva sminuito Starmer e il suo governo per non aver assecondato le sue richieste militari nella guerra in corso in Medio Oriente.

Tra le altre cose Carlo ha condannato l’attacco di sabato sera alla cena dei corrispondenti, ha ribadito il sostegno britannico all’Ucraina e ha ricevuto un’altra standing ovation quando ha detto che il potere esecutivo è soggetto a «controlli e bilanciamenti»: una probabile allusione al fatto che nel suo secondo mandato Trump abbia ampliato sempre di più i propri poteri e la propria influenza rispetto a quelli del Congresso. In generale il discorso di Carlo è durato poco meno di mezz’ora ed è stato piuttosto disteso: ha fatto anche qualche battuta, accolta con varie risate.

La regina Camilla con re Carlo III del Regno Unito assieme a Donald e Melania Trump mentre salutano i presenti da un balcone della Casa Bianca a Washington, 28 aprile 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Martedì è stato il secondo giorno della visita di stato di Carlo e Camilla negli Stati Uniti, che ha appunto lo scopo di ricucire la cosiddetta “relazione speciale” tra i due paesi. Il Regno Unito è il paese europeo più coinvolto nella guerra in Medio Oriente per via degli attacchi iraniani alle sue basi militari, ma anche in virtù del forte legame con gli Stati Uniti, che risale alla Seconda guerra mondiale. L’alleanza però ha risentito dell’ostilità di Trump verso le scelte del governo britannico, e l’idea della visita è che Carlo riesca a esercitare una certa influenza su di lui.

Sulla visita comunque ci sono moltissime attenzioni anche perché Trump è un politico molto imprevedibile, e in passato aveva trattato con sufficienza o molto poco riguardo i leader stranieri che erano andati negli Stati Uniti per parlare con lui.

Prima del discorso di Carlo al Congresso i due avevano partecipato a un incontro a porte chiuse alla Casa Bianca, che Trump invece ha descritto come molto positivo, e in mattinata Trump aveva tenuto a sua volta un discorso pubblico per celebrare i legami tra i due paesi dai toni estremamente moderati. Aveva elogiato la corona britannica, aveva sostenuto che gli Stati Uniti non abbiano amici più stretti dei britannici, e aveva anche detto che sua madre aveva una cotta per Carlo, quando era ragazzo.

Trump che, a giudicare dall’espressione di re Carlo III, sta dicendo qualcosa di frivolo nel suo discorso di benvenuto durante la visita di stato dei sovrani britannici a Washington, 28 aprile 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

– Leggi anche: Re Carlo è andato da Trump per provare a salvare un rapporto