La mozione di sfiducia che ha messo d’accordo il centrosinistra e l’estrema destra, in Romania
È quella contro il governo europeista guidato da Ilie Bolojan, e potrebbe portare a elezioni anticipate

La crisi di governo in Romania iniziata una settimana fa ha avuto un nuovo sviluppo. Il Partito Social Democratico (PSD), che aveva innescato la crisi uscendo dalla coalizione di governo e togliendo il suo appoggio al primo ministro Ilie Bolojan, ha detto che presenterà una mozione di sfiducia insieme al principale partito di estrema destra, l’Alleanza per l’unità dei romeni (AUR). Il PSD è un partito di centrosinistra ma ha posizioni conservatrici su molte questioni. La mozione potrebbe essere votata nei prossimi giorni e ha buone possibilità di essere approvata.
È una notizia importante perché la coalizione guidata da Bolojan, europeista, si era formata proprio per contrastare AUR e altri partiti di estrema destra ed euroscettici, che da anni sono in crescita. AUR oggi è il principale partito di opposizione ed è primo nei sondaggi. Alle ultime elezioni presidenziali il suo leader, George Simion, era riuscito ad andare al ballottaggio, che poi aveva perso contro il candidato europeista, Nicușor Dan.
Non si sa ancora se ci sarà una collaborazione ulteriore tra PSD e AUR, oltre alla mozione di sfiducia contro il governo. Il presidente del PSD, Sorin Grindeanu, ha escluso questa possibilità, ma altri membri del suo partito sono stati meno netti e più possibilisti. Marian Neacșu, parlamentare del PSD ed ex vice primo ministro, ha parlato per esempio della mozione dicendo che «ogni viaggio inizia con un singolo passo».
Tra i partiti che formavano la coalizione di governo, il PSD era quello più euroscettico. Ha deciso di uscire dal governo perché era in disaccordo con le misure di austerità proposte da Bolojan, che sono necessarie per riportare un po’ di ordine nelle finanze pubbliche.
Dal COVID in poi, infatti, il debito pubblico romeno è cresciuto molto, passando dal 40,6 al 63 per cento del PIL. Il deficit di bilancio è dell’8,4 per cento del PIL, uno dei più alti dell’Unione Europea e molto al di sopra del limite del 3 per cento previsto dai trattati europei. Bolojan per ora ha rifiutato di dimettersi proprio perché vorrebbe approvare le misure di austerità necessarie per sbloccare 11 miliardi di euro di fondi europei.
È molto probabile che PSD e AUR riusciranno a far approvare la mozione di sfiducia, con l’aiuto di altri partiti minori dell’opposizione. Il PSD ha detto che il suo obiettivo è quello di far dimettere Bolojan, e che poi sosterrà un nuovo governo filoeuropeo. Se non ci dovesse essere alcun accordo tra i partiti, però, è anche possibile che si vada a elezioni anticipate, per la prima volta nella storia del paese.



