Cosa guardi guardi, c’è Nicole Kidman
Al cinema ma soprattutto nelle serie tv sembra onnipresente, anche perché fa spesso ruoli simili tra loro

C’è stato un momento attorno al 2008 in cui Nicole Kidman pensava di smettere di recitare. Aveva compiuto da poco 40 anni, era appena nata la sua prima figlia con il cantante Keith Urban e per un’attrice di quell’età, seppur assai versatile, sembravano esserci sempre meno ruoli nel cinema di Hollywood. Oggi che ne ha quasi 60 è invece una delle più impegnate. Solo negli ultimi tre anni ha recitato in tre film (Holland, A Family Affair e Babygirl) e pochi giorni fa è uscito il trailer di Amori & incantesimi 2, il sequel del film del 1998 in cui interpretava una strega insieme a Sandra Bullock, che uscirà dopo l’estate.
Ma Kidman si è reinventata soprattutto grazie alle numerose serie tv in cui sta recitando, tanto che la sua onnipresenza è diventata una specie di meme, «un po’ l’equivalente artistico del coriandolo in cucina», ha scritto il giornalista dell’Hollywood Reporter Daniel Fienberg. In Italia si direbbe “come il prezzemolo”. Solo negli ultimi due mesi si è vista nel ruolo della medica legale protagonista di Scarpetta, la serie tratta dai romanzi di Patricia Cornwell, e in quello di un’avvocata ed ex wrestler in Margo ha problemi di soldi.
In un articolo di un paio d’anni fa IndieWire si chiedeva se Nicole Kidman non stesse facendo troppa tv: otto serie in otto anni. Commentando la miniserie di Amazon Expats, il Guardian aveva detto di averne abbastanza di vederla nell’ennesimo ruolo di donna privilegiata e triste, mentre per l’Hollywood Reporter la sua interpretazione in The Perfect Couple, uscita su Netflix, era fatta «con il pilota automatico». Anche Time, parlando della stessa serie, si era chiesto come mai Kidman continuasse a ripetere lo stesso ruolo.
Spesso infatti Kidman interpreta donne ricche al centro di misteri o drammi familiari, che ricordano vagamente il suo ruolo in Big Little Lies, la serie che in un certo senso ha dato inizio a questa sua carriera televisiva, che andò in onda su HBO tra il 2017 e il 2019 e fu molto apprezzata sia dal pubblico che dalla critica. È vero per The Undoing (2020), Nove perfetti sconosciuti (2021) e The Perfect Couple (2024), tre adattamenti di romanzi accomunati da trame avvincenti, ambientazioni suggestive e Nicole Kidman nel ruolo di una matriarca sofisticata, ricca e ambigua.
Sono serie che hanno basato gran parte della loro attrattiva proprio sul fatto di avere un’attrice famosa come Kidman nel cast, ma che sono state poi prese poco sul serio dalla critica. Per questo una delle critiche principali nei suoi confronti è che stia sprecando il suo talento in produzioni mediocri.
Kidman non è una di quelle attrici che si ricordano per un certo film o un certo personaggio, ma ne ha interpretati moltissimi, anche molto diversi, e anche prendendosi dei rischi. Nata il 20 giugno del 1967 alle Hawaii da genitori australiani, si fece conoscere con il thriller del 1989 Ore 10: calma piatta, e poi diventò famosa grazie a film come Batman Forever di Joel Schumacher, Moulin Rouge! di Baz Luhrmann e Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick. Nel 2003 vinse un Oscar per aver interpretato Virginia Woolf in The Hours.
Nel tempo Kidman ha spiegato che per scegliere cosa fare ha sostanzialmente due criteri: predilige personaggi complicati da interpretare o che non la mettono a suo agio, e ha deciso di lavorare con registe anziché con registi almeno ogni anno e mezzo. Sono scelte che si può permettere anche perché dal 2010 gestisce la casa di produzione Blossom Films, con cui ha prodotto o coprodotto tutte le serie tv in cui ha recitato da Big Little Lies in avanti, oltre a Holland e Amori & incantesimi 2.

Nicole Kidman a una festa di Vanity Fair a Los Angeles, 15 marzo 2026 (Cindy Ord/VF26/Getty Images for Vanity Fair)
Quando Kidman decise di recitare in Big Little Lies faceva parte di un piccolissimo gruppo di attrici già affermate che avevano intuito come la tv offrisse una varietà di ruoli e opportunità che al cinema era molto più raro trovare, soprattutto per donne con più di 40 anni. Produsse la serie assieme a Reese Witherspoon, una delle altre protagoniste, e contribuì così a sdoganare la presenza di attrici e attori da Oscar nelle serie su piattaforme come Amazon, HBO e Netflix, una cosa a cui oggi siamo abituati ma che nel 2017 era una novità.
Parlando con il New York Times, ha detto che come produttrice per lei conta molto la possibilità di far approvare dei progetti scritti, ideati o diretti da altre donne, in un settore che è ancora così dipendente dall’influenza degli uomini. Anche le sue due serie più recenti, Margo ha problemi di soldi e Scarpetta, hanno per protagoniste donne, e sono state scritte, girate e prodotte perlopiù da donne. Come attrice invece ha lavorato tra le altre con Sofia Coppola per L’inganno e nella serie Top of The Lake: China Girl di Jane Campion. È una donna anche l’autrice, sceneggiatrice e regista di Babygirl, Halina Reijn.
In un’intervista data nel 2024 a Variety Kidman ha riconosciuto di star lavorando senza sosta, ma ha detto che non le pesava, visto che sia il suo impegno come produttrice che la sua presenza come attrice contribuiscono a creare più lavoro, e quindi più posti di lavoro nel settore. In effetti con sempre più serie da stagioni più corte, le piattaforme di streaming hanno cominciato a dipendere sempre di più da celebrità e nomi importanti per ottenere visibilità e distinguersi. Kidman è stata una delle prime ma oggi non è l’unica attrice famosa a comparire spesso in più serie allo stesso tempo.
Secondo l’Hollywood Reporter bisogna considerare che senza Kidman certe serie non sarebbero nemmeno state fatte, o non sarebbero state notate.
L’autrice Jennifer Weiner ha scritto che a Kidman va riconosciuto non solo di aver continuato a lavorare con un’intensità maggiore rispetto a molti altri attori affermati, ma anche di aver trasformato il proprio ruolo nell’industria, e di aver contribuito almeno in piccola parte a un progressivo cambiamento culturale al suo interno.
Può darsi che alcune delle serie in cui recita Kidman siano commerciali o troppo poco ambiziose, continua Weiner, ma è anche possibile che lei abbia scelto consapevolmente di sfruttare le proprie doti per storie di intrattenimento rivolte al pubblico femminile, per affermarsi in quella fetta del settore, e tutto sommato infischiandosene del parere della critica. Anche se molti suoi personaggi risultano simili, insomma, secondo Slate può permettersi di fare un po’ quello che vuole: dopo quarant’anni di carriera, un Oscar, due Emmy (per Big Little Lies) e i miliardi di dollari che ha fatto incassare al botteghino con tutti i suoi film non deve dimostrare più niente a nessuno.
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