Microsoft e Meta vogliono liberarsi di migliaia di dipendenti

I loro piani per ridurre il personale riguardano circa 16mila persone e sono dovuti agli alti costi delle intelligenze artificiali

(Zamek/VIEWpress via Getty Images)
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Microsoft e Meta hanno in programma una massiccia riduzione della loro forza lavoro, che nei prossimi mesi riguarderà migliaia di dipendenti. I tagli al personale potrebbero interessare nel complesso oltre 16mila persone e sono tra i più massicci degli ultimi tempi per entrambe le aziende, impegnate a spendere centinaia di miliardi di dollari per lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale. Le due società hanno motivato le riduzioni con la necessità di ottimizzare i costi, legati soprattutto alla costruzione di nuovi data center per far funzionare i loro modelli.

I piani hanno il medesimo obiettivo, ma funzionano diversamente: Meta prevede di licenziare 8mila dipendenti, mentre Microsoft offrirà una buonuscita ai dipendenti di lunga data che ha negli Stati Uniti. La società ha spiegato che l’iniziativa è su base volontaria e che riguarderà le persone che sommando la loro età agli anni di servizio arriveranno a 70 o più anni. Microsoft ha circa 125mila dipendenti negli Stati Uniti e secondo le stime la proposta potrebbe riguardare quasi 9mila persone.

Oltre ad avere investito miliardi in OpenAI, la società famosa per ChatGPT, Microsoft negli ultimi anni ha intensificato gli investimenti per la costruzione di data center e di sistemi di intelligenza artificiale da integrare nei propri prodotti, come Windows e Office. Nell’estate del 2025, la società aveva annunciato la spesa di almeno 100 miliardi di dollari entro un anno in data center e sistemi legati alle AI. Secondo le stime degli analisti, non è ancora passato un anno e le spese sono già state di quasi 120 miliardi di dollari.

Nell’ultimo periodo Microsoft ha faticato a produrre servizi legati alle AI graditi dai propri clienti, perdendo rilevanza rispetto a OpenAI e Google, che ha recuperato terreno con Gemini e la sua integrazione nei sistemi per l’ufficio. Satya Nadella, il CEO della società, ha piani ambiziosi per diffondere le AI all’interno dei prodotti e in più occasioni ha ricordato che i sistemi di intelligenza artificiale sono diventati centrali anche nel lavoro interno per Microsoft. Lo scorso anno aveva detto che circa un terzo dell’attività di sviluppo di nuovo codice nella società era ormai affidata alle AI.

Meta sta seguendo un approccio più drastico nella riduzione del personale, con un programma di licenziamenti che inizierà il prossimo 20 maggio. La riduzione riguarderà circa il 10 per cento dei dipendenti della società, sempre con la giustificazione di ottimizzare le spese. Meta ha inoltre fermato le nuove assunzioni, sospendendo le circa 6mila posizioni che aveva aperto nei tempi recenti.

Nell’avviso ai dipendenti non ci sono riferimenti espliciti alle AI, ma il CEO Mark Zuckerberg ha detto in più occasioni di voler rivedere la forza lavoro della società – che controlla tra gli altri Instagram, Facebook e WhatsApp – per via delle nuove opportunità offerte dalle intelligenze artificiali, ma anche a causa dei loro enormi costi.

Un data center di Microsoft in costruzione vicino ad Aldie, Virginia, Stati Uniti, 28 ottobre 2025 (Lexi Critchett/Bloomberg via Getty Images)

I data center sono costosi da costruire e da mantenere, ma la loro capacità di calcolo è fondamentale non solo per fare funzionare i modelli di intelligenza artificiale, ma anche per svilupparne e allenarne di nuovi in un settore altamente competitivo. Molte persone che lavorano nel settore temono di essere rimpiazzate dalle AI, anche se molti compiti richiedono ancora gli umani e i progressi non sono sempre così rivoluzionari come sono raccontati dai manager delle aziende del settore.

A inizio anno Zuckerberg aveva sostenuto che le AI renderanno sempre meno necessarie nuove assunzioni. Aveva aggiunto che in alcuni progetti di sviluppo dentro Meta che un tempo richiedevano «gruppi di lavoro di grandi dimensioni ora si possono fare le cose con una singola persona di grande talento». Più di recente Google ha segnalato che ormai il 75 per cento circa del nuovo codice scritto dall’azienda è prodotto da sistemi di intelligenza artificiale.

Al di là delle dichiarazioni, diversi analisti hanno il sospetto che le AI siano spesso usate come pretesto per giustificare i licenziamenti e la riorganizzazione in aziende che negli ultimi anni erano cresciute molto velocemente, a volte disordinatamente e con costi crescenti per il personale.

Lo scorso febbraio Amazon aveva annunciato un piano per il licenziamento di oltre 30mila persone, contestualmente all’annuncio di una spesa in un anno di circa 200 miliardi di dollari per i sistemi di intelligenza artificiale. Altre grandi società hanno rivisto i propri piani di assunzione o annunciato riduzioni del personale per lo stesso motivo, facendo sorgere nuove preoccupazioni sulla solidità del settore e il rischio della formazione di una bolla che potrebbe scoppiare.