A Reggio Emilia aumentano le pressioni per cancellare il concerto di Kanye West

Politici e associazioni stanno mettendo in difficoltà il comune, che si è appellato a sua volta al governo

Kanye West in concerto negli Stati Uniti
Kanye West in concerto negli Stati Uniti (Scott Dudelson/Getty Images)
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Il concerto di Kanye West in programma il 18 luglio all’Hellwatt festival di Reggio Emilia dovrebbe essere uno dei pochi confermati del suo tour internazionale. Dovrebbe, perché nelle ultime settimane si sono intensificate le pressioni nei confronti delle istituzioni pubbliche a cui è stato chiesto di seguire l’esempio di Regno Unito, Francia, Svizzera e Polonia, che hanno cancellato i concerti di West o gli hanno addirittura negato il visto per entrare nel paese. Le ragioni sono legate alle dichiarazioni antisemite e filonaziste espresse da West nell’ultimo anno, che il rapper ha provato poi a rinnegare con alcune scuse tardive e raffazzonate.

Una delle dichiarazioni più nette e autorevoli è arrivata dal presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale, esponente del PD: «La nostra posizione è molto chiara: non ci deve essere nessuno spazio nella nostra regione, né in nessun altro luogo d’Italia e d’Europa, per chi inneggia a dittature sanguinarie come quella nazista, né per chi propugna messaggi di violenza e antisemitismo».

In precedenza si era espresso Emanuele Fiano, deputato del Pd e figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Fiano aveva detto di voler chiamare in causa direttamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi appellandosi alle leggi che puniscono l’apologia di fascismo e la propaganda di idee discriminatorie. A Fiano si è poi aggiunta Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo con delega all’antisemitismo, che ha chiesto al governo italiano un intervento sul modello di quanto fatto dal Regno Unito e dalla Francia. Finora il governo non si è espresso.

A Reggio Emilia però le parole che hanno attirato più attenzioni sono state quelle di Vasco Errani, già presidente dell’Emilia-Romagna per tre mandati e oggi presidente dell’istituto Alcide Cervi, la fondazione che tiene viva la memoria dei sette fratelli Cervi fucilati dai nazifascisti nel 1943. «La presenza di Kanye West, alla luce delle sue posizioni antisemite, razziste e filonaziste, è provocatoria e rappresenta uno schiaffo alla storia e alla cultura profondamente democratica e antifascista di Reggio Emilia», ha detto Errani. Reggio Emilia è una delle città italiane a cui è stata data l’onorificenza di medaglia d’oro della Resistenza.

Anche la Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia, attraverso la presidente Nicoletta Uzzielli, ha chiesto formalmente alla prefettura e al comune di cancellare l’evento, descrivendolo come «altamente divisivo» in un momento segnato da forti tensioni internazionali. Contro il concerto ci sono stati anche altri appelli diffusi – per esempio quelli dell’ANPI e di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli uccisi nel 1943 – e sono state organizzate raccolte firme.

Fin qui la posizione del comune di Reggio Emilia, amministrato dal centrosinistra, è stata più cauta. Il sindaco Marco Massari, che aveva partecipato alla presentazione dell’Hellwatt festival, ha espresso «distanza dai comportamenti e dalle esternazioni» di West, ma ha ripetuto in più occasioni che il ruolo dell’amministrazione è esclusivamente istituzionale e che non ha competenza sulle scelte artistiche di un evento privato, rinviando al governo ogni valutazione su eventuali interdizioni. Ha però invitato gli organizzatori dell’Hellwatt ad aprire un confronto tra West e associazioni antifasciste.

Lunedì 20 aprile in consiglio comunale c’è stato un confronto tra opposizione e maggioranza che hanno affrontato il tema in modo indiretto: sono stati presentati tre documenti per chiedere alla giunta di opporsi a qualsiasi forma di discriminazione antisemita. Nessuno dei tre citava esplicitamente il nome di West, ma era evidente che il riferimento fosse quello.

Una mozione è stata presentata dal centrodestra, che strategicamente ha copiato in parte il testo del disegno di legge contro l’antisemitismo presentato in parlamento da Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia e del PD, per mettere così in difficoltà la maggioranza di centrosinistra e spingerla a prendere una posizione. La seconda mozione è stata presentata da una lista civica. Entrambe sono state respinte. È stato approvato invece un ordine del giorno del PD, più generico, che si limita a esprimere «profonda preoccupazione» per l’aumento degli episodi antisemiti in Italia e in Europa.

Gli organizzatori del festival hanno per ora difeso la scelta di ospitare West. Victor Yari Milani, direttore artistico di Hellwatt, ha detto di aver chiesto al rapper di scusarsi anche in Italia, ribadendo che il festival si fonda sui valori di inclusione e rispetto. «Hellwatt Festival è uno spazio di libera espressione artistica, aperto alle grandi personalità della musica globale», si legge in un comunicato degli organizzatori. «Con la musica vogliamo unire le persone da tutto il mondo e di tutte le generazioni, non creare divisioni».

Le pressioni politiche a proposito del concerto di West non sono le uniche cose che preoccupano le amministrazioni locali riguardo alla riuscita dell’Hellwatt festival, un enorme festival in programma in tre weekend di luglio nell’area di Campovolo. Sull’evento c’è stato un enorme investimento economico e di immagine, che però secondo molti è stato azzardato: a capo dell’organizzazione c’è una persona sconosciuta agli addetti ai lavori e apparentemente senza esperienza a questi livelli. I sindacati hanno chiesto chiarimenti anche sulla provenienza dei finanziamenti del festival, che costerà decine di milioni di euro e non pare avere grandi sponsor, una cosa insolita per un evento del genere.

– Leggi anche: L’enorme festival dove dovrebbe suonare Kanye West è molto misterioso

Vari elementi, tra cui la caotica gestione della vendita dei biglietti e le modalità dilettantesche della comunicazione col pubblico, hanno alimentato i timori che l’organizzazione dell’Hellwatt festival possa rivelarsi inadeguata a gestire un evento di queste dimensioni. In particolare ci sono preoccupazioni sulla gestione della sicurezza di un evento a cui parteciperanno decine di migliaia di persone, e che sarà complicato specialmente nella sera in cui canterà Travis Scott, i cui concerti sono notoriamente concitati e caotici.

L’anno scorso West aveva pubblicato delle canzoni esplicitamente antisemite, che contenevano campionamenti di veri discorsi di Adolf Hitler e diffuse apologie di nazismo, e aveva addirittura messo in vendita delle magliette con la svastica. A gennaio aveva comprato un’intera pagina pubblicitaria sul Wall Street Journal per diffondere una lettera di scuse in cui diceva di aver «perso il contatto con la realtà» e attribuiva i propri comportamenti a un disturbo bipolare conseguente a un incidente. Le scuse però non hanno impedito le cancellazioni, né tanto meno le polemiche.

Nelle ultime settimane sono stati cancellati tre concerti di West in programma al Wireless Festival nel Regno Unito; il concerto di Marsiglia previsto l’11 giugno è stato rinviato dallo stesso West dopo una presa di posizione del ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez; quello di Chorzów in Polonia è stato annullato per «ragioni formali e legali» dopo che la ministra della Cultura polacca Marta Cienkowska lo aveva definito «inaccettabile» in un paese segnato dalla storia dell’Olocausto; anche la data svizzera di Basilea, prevista al Sankt Jakob-Park, è stata cancellata dagli stessi proprietari dello stadio «per coerenza con i nostri valori». Altri rifiuti erano arrivati già prima, dall’Australia e dal Brasile.

Oltre a Reggio Emilia, restano confermate le tappe in Turchia, nei Paesi Bassi, in Spagna e in Portogallo, anche se pure in questi paesi non mancano polemiche. Secondo alcune indiscrezioni diffuse nei giorni scorsi, l’agenzia che rappresenta West starebbe chiedendo di aggiungere un concerto in Repubblica Ceca per compensare le cancellazioni. Oltre a essere un problema economico per i mancati incassi, la cancellazione di così tante date è un problema logistico non da poco, perché la produzione di un tour internazionale di West è complessa e costosa, e necessita di un certo numero di date per renderlo sostenibile economicamente.