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  • Lunedì 20 aprile 2026

Gli Stati Uniti hanno attaccato e sequestrato una nave iraniana

La portacontainer Touska ha provato a superare il blocco navale statunitense nello stretto di Hormuz: poi sono intervenuti i marines

L'arrivo dei marines statunitensi sulla Touska (CENTCOM)
L'arrivo dei marines statunitensi sulla Touska (CENTCOM)
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Nella notte tra domenica e lunedì la marina militare degli Stati Uniti ha attaccato e poi sequestrato la Touska, una nave portacontainer iraniana, per non avere rispettato il blocco navale statunitense imposto a est dello stretto di Hormuz. È la prima volta che succede da quando è in vigore il blocco iniziato una settimana fa. La nave era diretta verso il porto iraniano di Bandar Abbas e in precedenza era stata sanzionata dagli Stati Uniti per sospetti traffici commerciali illeciti.

Le informazioni sull’operazione militare sono ancora scarse e basate per lo più su quanto è stato comunicato dal Comando centrale delle forze armate statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM). Il cacciatorpediniere statunitense Spruance ha intercettato la Touska nel golfo di Oman, a est dello stretto di Hormuz, e per circa sei ore ha intimato al suo equipaggio di invertire la rotta perché stava violando il blocco navale imposto dagli Stati Uniti, che impedisce a qualsiasi nave proveniente o diretta verso porti iraniani di avvicinarsi allo stretto o di lasciarlo.


Il video dell’attacco alla Touska, dopo gli avvertimenti all’equipaggio (CENTCOM)

Sempre secondo CENTCOM, nonostante i ripetuti avvisi la Touska non ha invertito la rotta ed è quindi intervenuto il cacciatorpediniere Spruance.

In una prima fase, la nave statunitense ha chiesto all’equipaggio della portacointainer di allontanarsi dalla sala macchine, poi ha usato il proprio cannone navale (Mk 45) per sparare alcuni colpi in quella sezione della nave per fermarne i sistemi di propulsione. In seguito alcuni marines trasportati con gli elicotteri sono saliti a bordo della Touska e, senza incontrare resistenze da parte dell’equipaggio, hanno sequestrato la nave.

In una settimana di blocco navale imposto dagli Stati Uniti, in risposta a quello deciso dal regime iraniano nello stretto di Hormuz dall’inizio della guerra in Medio Oriente, 24 navi commerciali riconducibili all’Iran hanno cambiato rotta senza la necessità di operazioni militari. Quello della Touska è il primo caso in cui la marina militare statunitense ha ritenuto di usare la forza per fermare una nave che voleva raggiungere un porto iraniano. L’Iran ha minacciato ritorsioni, ma al momento il cessate il fuoco con gli Stati Uniti sembra reggere.

La Touska è una portacontainer lunga quasi 300 metri e segue di frequente le rotte commerciali tra la Cina e l’Iran. Era diretta verso il porto di Bandar Abbas di ritorno dai porti cinesi, ma non sono state ancora diffuse informazioni sul suo carico.

In passato la nave era stata notata per attività sospette, legate per lo più a modifiche del proprio carico in alto mare con altre imbarcazioni, per eludere i controlli doganali nei porti. La sua presenza era stata notata in più occasioni in alcune zone in mare aperto note per essere il punto in cui avviene quel tipo di scambi. Anche per questo motivo gli Stati Uniti avevano sanzionato la Touska.

Dopo essere saliti a bordo, i marines statunitensi hanno iniziato a controllare il carico della nave. Il sospetto è che a bordo possano esserci componenti e materiali che l’Iran usa per la costruzione delle proprie armi. Nelle ultime settimane il presidente statunitense Donald Trump aveva chiesto al presidente cinese Xi Jinping di non inviare armi all’Iran, ricevendo rassicurazioni sul fatto che non fossero previste forniture cinesi per il regime iraniano.

Sul suo social Truth, Trump ha confermato che gli Stati Uniti hanno il «pieno controllo» della Touska e che sono in corso le verifiche sul suo carico. In altri post, Trump ha accusato il regime iraniano di non rispettare pienamente il cessate il fuoco e ha usato toni molto minacciosi, nonostante poche ore prima avesse annunciato la disponibilità della delegazione statunitense di tornare in Pakistan per una nuova sessione di negoziati con l’Iran per risolvere la guerra in Medio Oriente. L’Iran per ora non ha confermato la propria partecipazione.