Michele Emiliano non ha trovato un nuovo lavoro in politica

L'ex presidente della Puglia non potrà essere il “consigliere giuridico” di quello attuale, e quindi tornerà in magistratura

Emiliano al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 12 agosto 2025 (ANSA/FABIO FRUSTACI)
Emiliano al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 12 agosto 2025 (ANSA/FABIO FRUSTACI)
Caricamento player

Dopo l’elezione di Antonio Decaro come nuovo presidente della Puglia, il suo predecessore Michele Emiliano non è riuscito a trovare un nuovo incarico nella politica e quindi tornerà a fare quello che faceva prima, cioè il magistrato. Entro il 25 aprile dovrà indicare una sede in cui preferirebbe lavorare, ma non potrà farlo ovunque, a causa dell’incompatibilità con i ruoli politici avuti in passato.

È piuttosto frequente che i magistrati passino con disinvoltura dalla magistratura alla politica e viceversa, un’abitudine spesso criticata a cui ci si riferisce con l’espressione “porte girevoli”. Una riforma della giustizia promossa dall’ex ministra Marta Cartabia e approvata nel 2022 aveva introdotto restrizioni significative a questa pratica, limitando il ritorno in magistratura dei magistrati che avevano assunto ruoli dirigenziali nei ministeri. Un emendamento del governo di Giorgia Meloni, però, ha di fatto sospeso retroattivamente questa norma, limitandola agli incarichi assunti dopo il 31 agosto del 2026.

Alle elezioni regionali dello scorso novembre era stato lo stesso Decaro a non volere una ricandidatura di Emiliano nel consiglio regionale. Il presidente uscente aveva avuto un ruolo fondamentale nella carriera di Decaro, indicandolo come suo successore a sindaco di Bari nel 2014, ma Decaro temeva che Emiliano sarebbe stato una presenza troppo ingombrante e che, una volta eletto, avrebbe continuato a esercitare la sua influenza sulla politica pugliese.

Alla fine Emiliano si era fatto da parte e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, lo aveva ringraziato prospettando per lui incarichi «ben oltre i confini della regione», probabilmente alludendo alle prossime elezioni politiche.

Le elezioni però si svolgeranno nel 2027, e nel frattempo dunque Emiliano aveva cercato di ottenere un altro ruolo politico: quello di consulente giuridico di Decaro. Per permettergli di avere questa carica, la giunta regionale pugliese aveva dovuto chiedere una sorta di autorizzazione al Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei magistrati, che però aveva rifiutato la richiesta per alcune ragioni tecniche.

Il CSM ha quindi invitato Emiliano a indicare, entro il 25 aprile, una sede per il suo rientro nel ruolo di giudice o di pubblico ministero. Ha specificato però che, per evitare conflitti di interesse con la sua precedente esperienza in politica, la sede scelta non potrà trovarsi in Puglia o nel distretto di Potenza (perché competente per i processi che riguardano parte dei magistrati pugliesi).

Emiliano ha 66 anni e prima di entrare in politica lavorava a Bari come procuratore aggiunto nella Direzione distrettuale antimafia. Nel 2003 si mise in aspettativa per candidarsi a sindaco di Bari, ruolo che ebbe per due mandati dal 2004 al 2014. Tra il 2014 e il 2015 fu assessore nel comune di San Severo e dal 2015 al 2026 presidente della Puglia.

Un altro caso di “porte girevoli” cui si è parlato di recente è quello di Giusi Bartolozzi, che si è dimessa a fine marzo dal ruolo di capa di gabinetto del ministero della Giustizia. Il suo rientro in magistratura ha suscitato diverse polemiche, perché pur essendo indagata per il caso di Almasri dalla procura di Roma, andrebbe a fare la magistrata proprio a Roma, in Corte d’appello, dunque un organo responsabile del suo caso.