• Sport
  • Lunedì 20 aprile 2026

La peggior squadra contro cui giocare in primavera

L'Arsenal sta di nuovo subendo la rimonta del Manchester City, che in questo momento della stagione diventa spesso infallibile

L'attaccante del Manchester City Erling Haaland subito dopo aver tirato in porta la palla del decisivo 2 a 1 nella partita contro l'Arsenal, 19 aprile 2026 (Alex Livesey - Danehouse/Getty Images)
L'attaccante del Manchester City Erling Haaland subito dopo aver tirato in porta la palla del decisivo 2 a 1 nella partita contro l'Arsenal, 19 aprile 2026 (Alex Livesey - Danehouse/Getty Images)
Caricamento player

Domenica il Manchester City ha battuto l’Arsenal 2-1 in una fondamentale partita della Premier League, il campionato inglese di calcio. A cinque giornate dalla fine, l’Arsenal è primo a 70 punti ma il City, secondo con 67 punti, deve giocare una partita in più. Se il City dovesse vincere tutte le partite che gli rimangono, arriverebbe nel peggiore dei casi a pari punti con l’Arsenal. A quel punto il vincitore del campionato sarebbe deciso dalla differenza reti, dove l’Arsenal è avanti di un solo gol. Un mese fa l’Arsenal aveva dieci punti di vantaggio.

È una situazione molto equilibrata, eppure la maggior parte dei giornalisti e degli appassionati ritiene che la prossima vincitrice della Premier League sarà il Manchester City. Nei finali di stagione il City dimostra in genere una continuità e una solidità difficili da eguagliare, spesso approfittando proprio dei passi falsi dell’Arsenal. Dal 2023 il City ha vinto due volte la Premier League e l’anno scorso è arrivato terzo, mentre l’Arsenal è sempre finito secondo, spesso a pochi punti dal primo posto, e spesso subendo rimonte nell’ultima parte di stagione.

A guardare gli ultimi quattro anni, cioè da quando City e Arsenal se la giocano quasi alla pari, la differenza di rendimento a fine stagione è piuttosto impressionante. Considerando tutte le competizioni, ad aprile l’Arsenal ha vinto in media 3 partite, il City 5,25; a maggio l’Arsenal 2,67, il City 4,33.

L’Arsenal è insomma una squadra che tende a iniziare forte e finire in calando. Non è nulla di così insolito: la stagione inizia ad agosto e, quando si arriva ad aprile, la stanchezza si fa sentire e le partite di coppa diventano sempre più impegnative.

Il problema, però, è che l’Arsenal si è trovata davanti all’avversario peggiore possibile. Il Manchester City è una squadra altrettanto ricca (probabilmente di più), altrettanto forte e – soprattutto – allenata dall’esperto e vincente Pep Guardiola, uno che in carriera ha vinto 12 campionati con tre squadre diverse. Ne ha vinti 3 in Germania con il Bayern Monaco, 3 in Spagna con il Barcellona e 6 (su 8) in Inghilterra con il Manchester City; senza contare quelli vinti da giocatore.

Guardiola è insomma uno abituato a gestire momenti decisivi e di alta pressione come questo, e il suo Manchester City ha fatto un’arrembante seconda metà di stagione, dopo una prima parte di campionato un po’ sottotono. Mentre Mikel Arteta – allenatore dell’Arsenal dal 2019 – vince poco più della metà delle partite di campionato tra aprile e maggio, Guardiola ne vince circa l’80 per cento.

Guardiola sembra fare la differenza soprattutto in aprile. È una tendenza per la quale non c’è una spiegazione chiara e univoca, ma secondo lui è merito del sole, che dopo molti mesi uggiosi migliora l’umore e la mentalità dei suoi giocatori.

La squadra di Guardiola è competitiva da molto più tempo dell’Arsenal di Arteta, ma anche negli ultimi anni il City è stata la squadra migliore nei finali di stagione. Dal 2023 il Manchester City ha giocato 17 partite di campionato ad aprile e le ha vinte tutte, tranne uno 0-0 dell’anno scorso contro il Manchester United; nello stesso lasso di tempo l’Arsenal di Arteta ha fatto 18 partite, vincendone 8, pareggiandone 6 e perdendone 4.

Che questa tendenza si sarebbe ripetuta anche quest’anno, però, non era affatto scontato. Il City aveva iniziato male la stagione, con parecchia confusione. A gennaio si parlava ancora di «crisi», perché giocava peggio del solito e i suoi due difensori migliori (Ruben Dias e Josko Gvardiol) si erano infortunati. A marzo, dopo che era stato eliminato in Champions League dal poco brillante Real Madrid, la Gazzetta dello Sport si chiedeva persino se fosse davvero finita «l’era Guardiola» al City. In questa seconda metà di stagione, in effetti, il City stava facendo meno punti, creando meno occasioni, segnano meno gol e subendone di più del solito.

E invece, complice anche un Arsenal che ha smesso di vincere, il City è tornato alla grande. Nello scontro diretto di domenica ha fatto vedere di poter contare su giocatori eccezionali e in grande forma – come gli attaccanti Rayan Cherki, preso quest’estate dal Lione, e Erling Haaland – e su un gioco nettamente più propositivo di quello dell’Arsenal. Arteta, per capirci, ha fatto entrare Viktor Gyökeres (uno dei suoi migliori attaccanti, seppur non in un grande momento) solo all’83esimo minuto. L’Arsenal ha dimostrato di essere una squadra altrettanto competitiva e pericolosa (ha comunque preso due pali), ma un po’ meno cinica e, come si dice in questi casi, abituata a vincere.

A differenza di Arteta, poi, Guardiola sembra aver messo in discussione il suo eccessivo controllo sul gioco. Nell’ultimo periodo ha dato più spazio all’improvvisazione dei suoi calciatori, e con giocatori così talentuosi le cose non gli vanno affatto male.

Ora ad entrambe le squadre restano partite di campionato abbastanza abbordabili, sulla carta. A far la differenza, semmai, saranno le coppe: tra fine aprile e inizio maggio l’Arsenal dovrà giocare anche le semifinali di Champions League contro un agguerrito Atlético Madrid. Il Manchester City, invece, farà le semifinali di FA Cup (la coppa nazionale) contro il Southampton, una squadra di Serie B.