• Mondo
  • Domenica 19 aprile 2026

Mappe utili per capire come va davvero nello stretto di Hormuz

Prima era chiuso, poi aperto e poi di nuovo chiuso: una breve guida per orientarsi da soli in mezzo a tanta confusione

Due dipendenti della società di spedizioni Hapag-Lloyd mentre guardano una mappa dello stretto di Hormuz, il 15 aprile 2026 (AP Photo/Ebrahim Noroozi)
Due dipendenti della società di spedizioni Hapag-Lloyd mentre guardano una mappa dello stretto di Hormuz, il 15 aprile 2026 (AP Photo/Ebrahim Noroozi)
Caricamento player

Quando le informazioni iniziano a farsi confuse intorno all’apertura o alla chiusura dello stretto di Hormuz – l’importante snodo commerciale il cui blocco a causa della guerra in Medio Oriente sta generando una crisi energetica molto seria – la cosa migliore per vedere se le navi stanno passando o meno è aprire le mappe di MarineTraffic, sito che monitora il traffico marittimo con una buona approssimazione e che è di proprietà della società di analisi dati Kpler.

Per esempio, il video qui sotto è stato girato registrando il traffico tra venerdì e sabato, tra l’annuncio della riapertura, fatto dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, e quello della sua chiusura da parte dei Guardiani della rivoluzione, poco più di 24 ore dopo: il passaggio è rimasto nei fatti chiuso, tranne che per qualche ora in cui qualche nave è riuscita a passare.

Molte funzionalità sono solo per chi ha un abbonamento, ma anche senza averne uno si possono fare molte cose. Innanzitutto vedere la situazione del traffico marittimo in tempo quasi reale, in qualsiasi parte del mondo.

Si può fare zoom sulla mappa per vedere più nel dettaglio alcuni punti, usando il simbolo + in basso a destra o tramite il proprio mouse. L’immagine qui sotto è uno zoom che mostra il golfo Persico e lo stretto di Hormuz, alle 12 di domenica 19 aprile. Si vede che a quell’ora dallo stretto non stava passando nessuna nave.

Le frecce indicano navi in movimento e i pallini quelle ferme. I colori servono a distinguere i diversi tipi di nave: in rosso sono quelle che trasportano prodotti energetici – petroliere o metaniere, per esempio –, in verde le navi per il trasporto merci, in blu le navi passeggeri, e via così. Si possono impostare filtri per controllare solo il traffico di alcune navi, cliccando in alto a destra sull’icona a tre cerchi.

Nella mappa qui sotto è stato impostato il filtro che mostra solo le navi che trasportano prodotti energetici, e cliccando la freccia che punta verso il basso si può scegliere anche di mostrare le navi a seconda del tipo di carico, quindi solo quelle che trasportano petrolio, quelle che trasportano gas naturale liquefatto, prodotti chimici, e via così. È possibile anche filtrare per navi ferme o in movimento, per la loro grandezza, per il porto di destinazione, tra le altre cose.

Passando col mouse sopra le icone il sito apre un riquadro con il nome della nave, e cliccandoci si può arrivare a una pagina con i dettagli dell’imbarcazione e della sua rotta. Per esempio, qui sotto è indicata la Grande Torino, quella che sappiamo essere l’unica nave battente bandiera italiana ancora bloccata nel golfo Persico: è un puntino verde perché è una nave che trasporta merci – nello specifico auto – ed è ferma.

Cliccando su “Vessel details” si arriva a una pagina in cui sono dati alcuni dettagli tecnici sulla nave: che bandiera batte, la destinazione, la posizione, la velocità di navigazione, e via così.

Si possono anche vedere gli ultimi movimenti delle navi, se si clicca su “Past track”. Qui sotto c’è un’immagine che mostra la rotta della Euribia, nave da crociera della grande compagnia Msc che per settimane era rimasta bloccata nel porto di Dubai e di cui si era parlato molto all’inizio della guerra perché c’erano quasi 600 persone italiane a bordo (poi rientrate in aereo).

La Euribia è una delle poche navi che sono riuscite ad approfittare della breve riapertura dello stretto di Hormuz tra venerdì e sabato: come si vede dalla sua rotta, è partita sabato intorno alle 9 ora italiana ed è riuscita a svoltare l’angolo dello stretto intorno alle 13:15. Si può vedere il tragitto scorrendo il mouse sul player che si apre in basso. L’orario indicato è UTC, cioè il fuso orario di riferimento globale: per avere l’ora italiana basta aggiungere un’ora quando è in vigore l’ora solare e due quando c’è quella legale.

Usare questo strumento consente di vedere per esempio che la Euribia ha percorso la rotta più breve senza allungarsi intorno all’isola di Larak, dove le navi venivano costrette a passare per pagare il pedaggio all’Iran.

Se si vuole localizzare una nave nello specifico si può inserire il suo nome nella barra di ricerca in alto al centro.

In queste settimane di guerra MarineTraffic è stato spesso citato dai giornalisti e dagli analisti per i dati marittimi e le sue mappe. Ci sono anche altri siti come questo, ad esempio VesselFinder, che pur avendo un livello di dettaglio minore sul traffico mostra più nitidamente le infrastrutture marittime, come i porti e i fari.

Questi siti usano il sistema satellitare AIS (Automatic Identification System), che mostra i dati aggiornati sulla posizione delle navi e che arriva a tracciarle anche quando sono in alto mare e fuori dalla portata degli strumenti terrestri. I siti di solito combinano i dati di AIS con quelli provenienti dai sistemi portuali. Per quanto generalmente affidabili, capita che mostrino anche posizioni delle navi non aggiornate quando non riescono a reperire dati recenti.