Le microserie verticali stanno attirando investimenti

Si guardano sullo smartphone e sono brutte e dozzinali, ma il mercato è in crescita e anche Hollywood se ne sta accorgendo

Lo scorso mese Amazon e Google hanno annunciato degli investimenti nel campo dei “microdrama”, serie brevi pensate per essere viste in formato verticale dallo smartphone, i cui episodi possono durare anche un solo minuto. Questo genere di contenuti è nato in Cina, che ancora oggi rappresenta l’83 per cento del mercato globale, ma negli ultimi anni, grazie al successo di app specializzate come ReelShort, si è diffuso in tutto il mondo, attirando investimenti non solo dalle grandi aziende tecnologiche ma anche da alcuni produttori storici di Hollywood.

Amazon MX Player, una piattaforma di streaming indiana di proprietà di Amazon, ha recentemente presentato Fatafat, un servizio che punterà su prodotti brevi e verticali, perlopiù su generi di moda tra gli adolescenti, come il thriller e il romance. Negli stessi giorni anche 100 ZEROS, società nata da un accordo tra Google e la casa di produzione cinematografica Range Media Partners, ha annunciato di stare lavorando a microserie con produttori di serie di successo. Mike Fleiss, già creatore del reality show The Bachelor, produrrà un formato simile intitolato Dateable, mentre Simon Fuller, creatore del talent show American Idol, sta lavorando a un non meglio precisato programma sulla musica e sulla cultura giovanile.

Negli ultimi mesi anche altri dirigenti di case di produzione tradizionali, che storicamente hanno lavorato per il cinema o la televisione, hanno presentato iniziative simili. Secondo l’Hollywood Reporter, Bill Block e Lloyd Braun, che rispettivamente sono stati CEO di Miramax e capo di ABC Entertainment, stanno lavorando ad aziende specializzate in microdrama, mentre Fox Entertainment ha annunciato un investimento in Holywater, società del settore. Per quanto riguarda l’Italia, la scorsa settimana Witty TV, la piattaforma streaming di proprietà della Fascino PGT, la società di produzione di Maria De Filippi, ha presentato Tutto in una notte, il suo primo microdrama.

L’interesse da parte dell’industria tradizionale per le microserie si deve alla continua crescita nel consumo di questi contenuti. Secondo la società di analisi di mercato Omdia, gli utenti di questi servizi sono ancora pochi in confronto ai principali servizi di streaming, ma tendono a passarci più tempo: nell’ultimo trimestre del 2025, gli utenti statunitensi di ReelShort l’hanno usata in media per oltre 35 minuti al giorno, contro i 25 minuti di Netflix e i 23 minuti di Disney Plus. Anche gli utenti di DramaBox, un’altra app specializzata in contenuti verticali, passano più tempo su quest’app rispetto a servizi di streaming tradizionali come Peacock o HBO Max.

Sempre secondo i dati di Omdia, nel 2025 il giro d’affari globale legato alle microserie è stato di 11 miliardi di dollari, il doppio di quello dei canali televisivi FAST (Free Ad-Supported Streaming TV), come per esempio Pluto TV, che sono gratuiti ma basati su una forte presenza della pubblicità. Nonostante la crescita registrata, il fenomeno delle microserie rimane ancora concentrato principalmente in Cina, seguita da Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.

Alcune delle microserie statunitensi di maggiore successo hanno titoli allusivi come Loving My Brother’s Best Friend o My Secret Lover Is His Brother (rispettivamente Amare il migliore amico di mio fratello e Il mio amante segreto è suo fratello), e raccontano storie di amori proibiti e tradimenti, con dialoghi ridotti al minimo e trame molto semplici, che spesso è possibile seguire anche senza audio (grazie alla presenza dei sottotitoli).

Un altro esempio recente è The Heiress and Her Bodyguard (L’ereditiera e la sua guardia del corpo), una microserie che racconta la storia di Emma, giovane ereditiera cieca che indaga sulla morte misteriosa e sospetta di suo padre. Anche in questo caso, la trama è molto dozzinale e il livello di alcuni dialoghi può ricordare prodotti come The Lady, la serie prodotta nel 2014 da Lory Del Santo che si diffuse molto online proprio per via della sua bruttezza.

Ciò nonostante, il pubblico delle microserie non sembra guardarle in modo “ironico”, cioè per prenderle in giro con gli amici, ma al contrario sembra piuttosto coinvolto da questo genere di trame, in particolare l’esito finale delle relazioni amorose. Anche per questo, i brevissimi episodi si concludono spesso con un cliffhanger o un colpo di scena, che spingono lo spettatore a continuare la visione.

Questo meccanismo è fondamentale anche dal punto di vista del business, che si basa su un modello ibrido, per cui è possibile vedere gratuitamente solo alcuni episodi. Chi vuole proseguire con la visione di una serie di ReelShort, per esempio, deve guardare molte pubblicità o spendere dei “gettoni” interni all’app, che possono costare da pochi centesimi ad alcuni dollari per episodio.

Sono anche i costi di produzione molto bassi ad attirare l’attenzione dei produttori. Secondo il sito Business Insider, infatti, produrre una serie di questo tipo può costare tra i 100 e i 300mila dollari, contro i diversi milioni di dollari necessari per una serie o un film tradizionale. A rendere le microserie più economiche è innanzitutto la brevità dei contenuti, che permette riprese molto veloci; queste produzioni tendono inoltre a impiegare attori e attrici giovani e poco noti, utilizzano location semplici e richiedono troupe ridotte. Infine si tratta spesso di prodotti di qualità non particolarmente alta, il che riduce ulteriormente tempi e costi.

La produzione di microserie negli Stati Uniti, inoltre, avviene in larga parte al di fuori delle tutele sindacali tipiche del settore. Lo scorso ottobre SAG-AFTRA, il principale sindacato statunitense di attori e professionisti dello spettacolo, ha introdotto un contratto specifico (il “Verticals Agreement”) per le produzioni di questo tipo con un budget inferiore ai 300mila dollari. L’accordo prevede compensi orari inferiori agli standard del settore, ma ha comunque segnato un primo riconoscimento formale del formato.

Secondo Variety, la produzione di microserie ha beneficiato anche dell’alto numero di giovani attori che negli ultimi anni hanno faticato a trovare lavoro, a causa dei cambiamenti nel settore televisivo e cinematografico, ma anche della pandemia e dello sciopero di attori e sceneggiatori del 2023. I budget ridotti dei microdrama, tuttavia, escludono queste produzioni dai crediti fiscali, di solito riservati a produzioni che costano almeno un milione di dollari. Per ovviare al problema, a inizio anno il Consiglio comunale di Los Angeles ha istituito un fondo da cinque milioni di dollari a sostegno di questo settore.