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  • Giovedì 16 aprile 2026

L’ICE ha arrestato una vedova francese 86enne

Era andata negli Stati Uniti per sposare un uomo che aveva conosciuto negli anni Cinquanta: la Francia sta facendo pressioni per farla liberare

Agenti dell'ICE durante un'operazione a Minneapolis, nel Minnesota, 5 febbraio 2026 (AP Photo/Ryan Murphy)
Agenti dell'ICE durante un'operazione a Minneapolis, nel Minnesota, 5 febbraio 2026 (AP Photo/Ryan Murphy)

Il governo francese sta facendo pressioni sul dipartimento della Difesa degli Stati Uniti affinché liberi Marie‑Thérèse Helene Ross, una donna francese di 86 anni arrestata dall’ICE, la contestata agenzia federale statunitense che si occupa del controllo dell’immigrazione. L’anno scorso Ross si era trasferita in Alabama, dove aveva sposato William Ross, un ex capitano dell’esercito statunitense, morto a gennaio. Il primo aprile la donna è stata arrestata a casa sua, ad Anniston, per aver superato il periodo di tempo concesso dal suo visto. Al momento è detenuta in una struttura in Louisiana.

Ross è una delle migliaia di persone prese di mira nelle discusse operazioni anti immigrazione ordinate dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump con l’obiettivo di individuare, arrestare ed espellere chiunque si trovi negli Stati Uniti in maniera illegale. In questi mesi l’ICE è stata ampiamente contestata per i metodi aggressivi, violenti e indiscriminati con cui conduce le proprie operazioni, che hanno coinvolto tra gli altri minori e persone nei tribunali, ma anche coniugi di soldati e veterani che in precedenza avevano beneficiato di maggiore flessibilità.

Nelle proteste contro l’ICE a Minneapolis, la città in cui a gennaio c’era stata la più estesa operazione anti immigrazione dell’agenzia, sono state uccise due persone, Renee Nicole Good e Alex Pretti.

La famiglia di Marie‑Thérèse Helene Ross ha raccontato che nel 2022 la donna era andata in Alabama per vedere di nuovo un ex soldato statunitense che aveva incontrato negli anni Cinquanta, quando lei lavorava come segretaria in una base della NATO vicino a Nantes, nel nord-ovest della Francia. I due si erano rimessi in contatto grazie ai social nel 2010, poi entrambi erano rimasti vedovi, e nell’aprile dell’anno scorso avevano annunciato che si sarebbero sposati: a giugno lei si era trasferita negli Stati Uniti, ma nonostante il matrimonio non aveva ancora ottenuto il permesso permanente.

Uno dei figli della donna ha spiegato al giornale francese Ouest-France che l’ICE non aveva notificato alla famiglia il suo arresto, ma che lo avevano scoperto dopo che un diplomatico francese era andato a trovarla. Sempre secondo l’uomo, che non è stato identificato, la madre era stata ammanettata a mani e piedi «come una pericolosa criminale».

In un’email inviata al quotidiano USA Today, il dipartimento della Difesa statunitense ha detto che Ross era entrata negli Stati Uniti nel giugno del 2025 con un visto che le permetteva di rimanere nel paese per 90 giorni e che, sette mesi dopo la scadenza, si trovava ancora nel paese in maniera illegale.

Rodolphe Sambou, il console francese a New Orleans, ha fatto sapere di averla incontrata due volte, e che il governo francese si è mobilitato per ottenere la sua liberazione il prima possibile. Data l’età e le sue condizioni di salute, secondo il figlio non potrà resistere a lungo in detenzione.

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