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  • Lunedì 13 aprile 2026

Lo scontro tra Donald Trump e il papa

C'è stato un botta e risposta molto duro, un'immagine di Trump con le fattezze di Gesù e persino una critica a Trump da parte di Giorgia Meloni

(AP Photo/Gregorio Borgia)
(AP Photo/Gregorio Borgia)
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Domenica il presidente statunitense Donald Trump ha criticato in modo molto duro papa Leone XIV definendolo in un post sul suo social Truth «debole sul crimine e terribile per la politica estera». Il papa ha risposto lunedì dicendo di non avere paura dell’amministrazione Trump, e che continuerà a esprimersi contro la guerra. Lo scontro tra i due ha suscitato molte reazioni, data la rilevanza dei loro ruoli, e in Italia politici di entrambi gli schieramenti hanno criticato le parole di Trump, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (che di Trump è una stretta alleata).

Non è insolito che Leone XIV e Trump siano in disaccordo o abbiano idee diverse, ma commenti così critici e diretti finora non c’erano stati. Com’è stato notato da molti, la guerra in Medio Oriente iniziata dagli Stati Uniti e da Israele ha ulteriormente dimostrato la distanza delle loro posizioni e aumentato le tensioni tra i due.

Su Truth Trump ha scritto di non volere un papa «che crede sia OK per l’Iran avere armi atomiche», e che «Leone dovrebbe usare il buonsenso, smettere di fare gli interessi della sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande papa e non un politico». Rientrando a Washington dalla Florida, Trump ha anche detto ai giornalisti: «Non credo stia facendo un buon lavoro. Non sono un fan di papa Leone».

Leone XIV ha commentato le parole del presidente statunitense lunedì, mentre era sull’aereo diretto in Algeria. «Non ho paura dell’amministrazione Trump né di annunciare apertamente il messaggio del Vangelo, che è ciò che credo di dover fare», ha detto ai giornalisti. «Non siamo politici, non vogliamo occuparci di politica estera, come la chiama lui, con lo stesso modo di vedere con cui può concepirla lui». Lo scontro tra i due non si è fermato qui, perché durante la giornata Trump ha pubblicato, e poi cancellato dopo le molte critiche ricevute, un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo mostrava con fattezze simili a Gesù, intento a fare una specie di miracolo.

Leone XIV (Robert Francis Prevost) è stato eletto a maggio del 2025, dopo la morte di papa Francesco. Ha 70 anni ed è il primo papa statunitense: su Truth Trump ha sostenuto che sia stato «messo lì» solo per quello, aggiungendo: «Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano».

Da quando è stato eletto ha criticato alcune decisioni dell’amministrazione Trump, per esempio sull’immigrazione e sull’operazione militare con cui a gennaio gli Stati Uniti hanno rimosso il dittatore venezuelano Nicolás Maduro.

Il giornalista italiano Mattia Ferraresi ha scritto sul sito statunitense The Free Press che già a gennaio, poco dopo l’intervento in Venezuela, il Pentagono (il ministero della Difesa statunitense) aveva convocato un importante diplomatico del Vaticano sostanzialmente per chiedere che la Chiesa sostenesse le operazioni militari degli Stati Uniti. Il Pentagono ha confermato l’incontro, ma ha descritto come «esagerati e distorti» i resoconti che ne sono stati fatti sui giornali.

Per ora il papa non ha fatto viaggi ufficiali negli Stati Uniti, e il Vaticano ha anche rifiutato di partecipare al Consiglio di pace creato da Trump per occuparsi della guerra nella Striscia di Gaza e potenzialmente di altri conflitti.

– Leggi anche: Trump ha grandi progetti per il suo Consiglio di pace, forse un po’ troppo

Nelle ultime settimane, e specialmente dall’inizio della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, le critiche di Leone XIV a Trump sono diventate più frequenti e più dirette. È un problema anche politico per Trump, dato che alle ultime elezioni presidenziali il 55 per cento degli elettori cattolici aveva votato per lui (e il 62 per cento dei cattolici bianchi). Molti membri della sua amministrazione sono cattolici, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, mentre quello alla Difesa Pete Hegseth nei suoi discorsi usa spesso una visione fondamentalista della religione per giustificare l’uso della forza.

L’11 aprile, durante una veglia alla basilica di San Pietro, Leone XIV ha detto: «Basta con l’idolatria di se stessi e del denaro! Basta con l’ostentazione del potere! Basta con la guerra!». Pochi giorni prima aveva definito «veramente non accettabile» la minaccia di Trump di distruggere «l’intera civiltà» iraniana, e pochi giorni dopo ha detto: «Torniamo al dialogo, cerchiamo di risolvere i problemi senza arrivare a questo punto». In altre occasioni aveva detto che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra».

Nel post Trump ha criticato anche un incontro tra Leone XIV e David Axelrod, amico personale dell’ex presidente statunitense Barack Obama e suo consigliere ancora molto influente. L’incontro è avvenuto lo scorso 9 aprile in Vaticano, e ha dato luogo a molte speculazioni su un possibile futuro incontro tra Obama e Leone XIV e sulla vicinanza del papa all’ambiente Democratico, che ha indispettito Trump. Molti hanno notato un punto in comune tra i tre (Obama, Axelrod e il papa): sono tutti originari di Chicago.

Lo scontro fra Trump e Leone XIV è stato molto commentato a livello internazionale, e in Italia le dichiarazioni del presidente statunitense hanno attirato le critiche di molti politici, sia dell’opposizione che del governo. Le seconde confermano come da settimane Meloni stia provando ad allontanarsi da Trump per ragioni di opportunità politica, dopo aver rivendicato per anni di avere un rapporto privilegiato con lui.

Lunedì mattina Meloni aveva augurato al papa che il suo viaggio apostolico potesse avere successo: il comunicato faceva riferimento genericamente alla pace, senza menzionare Trump. Solo verso sera, dopo molte sollecitazioni e critiche da parte dei politici dell’opposizione, la presidenza del Consiglio ha pubblicato un secondo comunicato, in cui si diceva che Meloni trova «inaccettabili» le parole di Trump sul papa, e che in quanto capo della Chiesa cattolica «è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra».