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  • Domenica 12 aprile 2026

Viktor Orbán ha perso le elezioni

Dopo 16 anni al potere in Ungheria, ha ammesso la schiacciante vittoria del suo oppositore Péter Magyar

Viktor Orbán (AP Photo/Petr David Josek)
Viktor Orbán (AP Photo/Petr David Josek)
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Domenica in Ungheria si è votato per eleggere il parlamento: l’affluenza è stata superiore al 78 per cento e ha vinto nettamente Tisza, il partito di opposizione guidato da Péter Magyar. In serata, il primo ministro Viktor Orbán, capo del partito conservatore e populista Fidesz e uno dei leader più filorussi e autoritari dell’Unione Europea, ha fatto un discorso in cui ha definito i risultati parziali «dolorosi ma chiari» e ha riconosciuto la vittoria di Magyar. È la sua prima sconfitta dopo 16 anni al potere.

Nel parlamento ungherese ci sono 199 seggi: in base ai risultati (e a un conteggio piuttosto complicato) ne verranno assegnati 138 a Tisza, 54 a Fidesz e 7 al partito di estrema destra Movimento Nostra Patria (Mi Hazánk Mozgalom). È una vittoria schiacciante per Tisza, che avrà il sostegno di almeno due terzi del parlamento (133 seggi) necessari per cambiare e approvare le leggi più importanti.

I seggi hanno aperto alle 6 di mattina e chiuso alle 19: l’affluenza è stata molto superiore alle aspettative e la più alta nella storia dell’Ungheria post comunista. Alle ultime elezioni, nel 2022, era stata del 69 per cento. Il precedente record era stato nel 2002 col 73,5 per cento degli aventi diritto.

Peter Magyar, leader di Tisza, durante il suo discorso alla stampa dopo la chiusura dei seggi (AP Photo/Denes Erdos)

Mentre i seggi erano ancora aperti la coalizione di Orbán e quella di opposizione si sono accusate a vicenda di brogli elettorali. Quando la vittoria di Tisza è diventata chiara però Orbán ha ammesso pubblicamente la sconfitta e Magyar ha scritto sui social di aver ricevuto una sua telefonata di congratulazioni.

Da quando era stato eletto per la prima volta primo ministro, nel 2010, Orbán è sempre riuscito a vincere agilmente grazie al controllo che il suo partito, Fidesz, ha imposto sulle istituzioni e sui mezzi di comunicazione ungheresi. Questa volta però le elezioni si sono tenute in un contesto molto diverso: per mesi Magyar ha tenuto comizi in tutta l’Ungheria, e attorno a lui si è creato un clima di grande entusiasmo. Diversi partiti dell’opposizione avevano deciso di ritirarsi invitando i loro elettori a votare per lui.

Viktor Orbán al voto (AP Photo/Petr David Josek)

Magyar non ha idee molto diverse da Orbán: è anche lui un politico conservatore (dopotutto lui, e pure molti altri esponenti di Tisza, provengono da Fidesz). In campagna elettorale ha parlato soprattutto di due temi. Il primo è la corruzione di Orbán e di tanti altri importanti esponenti di Fidesz. Il secondo è il modo in cui Orbán e Fidesz hanno esteso il loro controllo su gran parte delle istituzioni pubbliche in Ungheria.

Uno dei timori che gli oppositori di Orbán avevano rispetto a queste elezioni era che, anche vincendo, Tisza avrebbe fatto molta fatica a governare e a cambiare realmente le cose in Ungheria. Con una riforma del 2011 infatti il governo di Orbán aveva esteso le cosiddette “leggi cardinali” – cioè quelle che possono essere approvate solo con due terzi del parlamento – a praticamente qualsiasi aspetto della magistratura, del sistema elettorale, della gestione dei media e delle finanze pubbliche, ma anche delle politiche familiari e del rapporto fra lo Stato e la Chiesa.

Con più di 133 parlamentari, Magyar avrà sufficiente potere per intervenire anche in questi ambiti, anche se le sue leggi potrebbero comunque essere bloccate dai principali tribunali del paese, guidati in molti casi da alleati di Orbán.

– Leggi anche: Uno dei concerti più grandi della storia ungherese, contro Viktor Orbán

Negli ultimi 16 anni in Ungheria Orbán e Fidesz hanno accentrato molto potere, controllando i mezzi di informazione, il sistema giudiziario, e diversi organi fondamentali dello Stato. Nella sua campagna elettorale Magyar ha parlato con insistenza della necessità di rovesciare il governo, per poi riformare le regole che hanno permesso a Fidesz di acquisire tanto potere.

La sconfitta di Orbán porterà però cambiamenti importanti anche fuori dall’Ungheria, e in particolare nell’Unione Europea. Orbán infatti ha spesso impedito di approvare aiuti e finanziamenti all’Ucraina, e in diverse occasioni ha ostacolato le decisioni dell’Unione. Sia il governo della Russia che quello degli Stati Uniti lo hanno sostenuto, sperando di avere un governo amico nell’Unione Europea. Magyar in generale viene considerato più filoeuropeo e meno vicino alla Russia di Orbán: lui però fino a qui ha preferito non esporsi troppo sui temi di politica estera, ed è molto difficile capire quanto le sue opinioni su questi temi siano diverse.

(AP Photo/Denes Erdos)