Su Instagram ci sono nuove restrizioni per gli utenti minorenni

(Anna Barclay/Getty Images)
(Anna Barclay/Getty Images)

Meta – la società che controlla vari social network tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp – ha annunciato che ha attivato ulteriori restrizioni su Instagram per gli account degli utenti minorenni (l’età minima per creare un account è di 13 anni). I contenuti visibili da questi utenti saranno filtrati con un criterio simile a quello che si usa per vietare i film sotto una certa età, e che Meta chiama «13+»: saranno limitati post, storie e reel con un «linguaggio esplicito» o dal «contenuto impressionante».

Le restrizioni già in essere in teoria nascondevano già contenuti espliciti e disturbanti e Meta ha detto di aver deciso di nascondere anche quelli con «linguaggio volgare, determinate acrobazie rischiose e altri contenuti che potrebbero incoraggiare comportamenti potenzialmente dannosi». Gli utenti con meno di 18 anni avranno in automatico l’impostazione «13+» e non potranno disattivarla senza il permesso di un genitore. Meta ha introdotto anche la possibilità per i genitori di attivare ulteriori limitazioni agli account dei figli: nella sezione “Contenuti limitati” si potrà impedire di visualizzare, lasciare o ricevere commenti sotto i post. L’impostazione «13+» è già attiva da ottobre nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia e in Canada. Da giovedì è attiva anche nel resto del mondo.

Della questione dell’impatto dei social sulle persone più giovani si dibatte da anni, con conclusioni ancora poco definite, ma già diversi paesi ne hanno del tutto vietato l’uso sotto una certa età. Il primo paese ad aver introdotto un divieto di questo tipo è stata l’Australia, a dicembre, quando li ha resi proibiti per chi ha meno di 16 anni. L’ha seguita l’Indonesia e altri paesi hanno detto di volerlo fare: stanno discutendo proposte di legge simili la Danimarca, la Francia, l’Austria, la Spagna, la Malaysia, la Turchia e la Grecia. In tutti questi casi la proposta del divieto è stata motivata con il rischio di dipendenza, di calo della capacità di concentrazione e di altri effetti sulla salute mentale che i social network causerebbero ai minorenni.