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  • Lunedì 6 aprile 2026

Il basket giocato dalle donne ha bisogno delle schiacciate?

Sono rare, ma ci sono: c'è chi ne vorrebbe sempre di più e chi pensa che, almeno per ora, va bene così

Dominique Malonga nel febbraio del 2026 (Supriya Limaye/ISI Photos/ISI Photos via Getty Images)
Dominique Malonga nel febbraio del 2026 (Supriya Limaye/ISI Photos/ISI Photos via Getty Images)

Negli ultimi anni il livello di spettacolarità in WNBA, la più importante lega femminile di basket, è molto cresciuto e il gioco si è fatto più estetico, brioso e divertente. C’è però chi, nel confrontare la WNBA con l’NBA (la lega professionistica maschile) fa notare che in WNBA mancano le schiacciate, che in NBA sono invece molto presenti, ormai da decenni.

La schiacciata – in cui si salta e con una o due mani si spinge, o si appoggia, la palla nell’anello del canestro – è un gesto molto amato dal pubblico. In WNBA, e più in generale nel basket giocato dalle donne, ci sono cestiste che schiacciano, ma è ancora un gesto raro, e che proprio per questa sua rarità si fa notare e riesce a far discutere.

Di certo, le schiacciate fecero discutere quando circa un anno fa l’ex giocatore di NBA Shaquille O’Neal – in genere molto schietto nelle sue opinioni, che spesso esprime senza particolari filtri – disse: «Una bella ragazza che schiaccia a canestro? Io me la guarderei tutto il giorno». Soprattutto, per aumentare il numero di schiacciate in WNBA O’Neal, uno assai avvezzo alle schiacciate, propose di abbassare il canestro, che nel basket è alto uguale sia per gli uomini che per le donne.

Comprensibilmente, fu una proposta che non piacque alle giocatrici professioniste. Perché le cestiste vogliono giocare alle stesse condizioni dei maschi, e perché il motivo per cui le schiacciate sono così rare in WNBA (e in generale nel basket giocato dalle donne) ha solo in parte a che fare con l’altezza del canestro e delle cestiste. C’entrano molto anche le ragioni storiche, e il modo con cui le giocatrici di basket si allenavano.

La prima giocatrice a schiacciare in una partita ufficiale di WNBA fu Lisa Leslie. Ci provò, senza riuscirci, già nel 1997, nella prima partita di WNBA. Nel 2002 ci riuscì.

Dopo di lei solo poche altre atlete ci sono riuscite. La più famosa è senza dubbio Brittney Griner, nota anche perché nel 2022 passò quasi dieci mesi in detenzione in Russia per un’accusa (pretestuosa) di traffico di droga. Per Griner le schiacciate non sono un’eccezione: nelle partite ufficiali ne ha finora fatte 27.

Tra le cestiste che schiacciano c’è poi Dominique Malonga, francese di 20 anni che gioca in WNBA dal 2025. Di recente Malonga ha schiacciato – con una mano e con una certa naturalezza – durante una partita della Francia alle qualificazioni per i Mondiali.

Malonga vuole che le sue schiacciate diventino la norma, quantomeno per lei, e intervistata da Sports Illustrated ha detto: «La voglio integrare nel mio gioco, voglio che diventi qualcosa che faccio spesso. Lavorerò anche su questo».

Dai tempi di Leslie sono insomma cambiate molte cose. Ma non l’altezza dei canestri.

Il canestro regolamentare è alto 3 metri e 5 centimetri sia per le donne che per gli uomini. A cambiare è l’altezza media delle donne e degli uomini: in WNBA è di 185 cm, in NBA è 198 cm. Con i suoi 206 centimetri Brittney Griner è a oggi la giocatrice più alta della WNBA, seguita da altre quattro giocatrici alte più di due metri. Il giocatore più alto dell’attuale NBA invece è Victor Wembanyama, 226 centimetri, e schiaccia tantissimo.

Quindi non è solo una questione di altezza, ma è senz’altro anche una questione di altezza. La differenza nella statura si traduce nella necessità, per le atlete, di compensare con una maggiore elevazione i centimetri per arrivare all’anello del canestro. L’elevazione è fondamentale, spesso ben più determinante di qualche centimetro in più o in meno: la cestista più alta ad aver mai giocato in WNBA è stata la polacca Margo Dydek, alta 218 cm e attiva fino al 2008, e non ha mai fatto schiacciate nella lega. Malonga è alta 198 centimetri, un paio in più rispetto a Leslie.

Il caso di Malonga è emblematico: gioca da centro, un ruolo ricoperto da giocatori o giocatrici imponenti, oltre che alte. Lei invece è estremamente longilinea, con gambe lunghissime. Questo le permette di avere un eccellente rapporto tra peso e potenza, che le facilita la spinta verso l’alto.

Ma è pure questione di allenamento. Per molto tempo la preparazione atletica delle giocatrici di basket si era concentrata su aspetti diversi dalla verticalità. Ma da qualche anno sono stati introdotti circuiti di allenamento ed esercizi specifici come il rim-touching (il salto per toccare l’anello, anche senza palla). In questo modo le giocatrici non allenano solo l’esplosività muscolare ma migliorano anche la consapevolezza degli spazi rispetto al canestro e il controllo del corpo durante il salto.

Ha aiutato molto anche l’arrivo, dal 2024, di Unrivaled, un campionato di basket professionistico 3 contro 3 (anziché 5 contro 5) che si gioca però a tutto campo. È insomma un basket meno tattico e più dinamico, con più spazi per andare a schiacciare.

Ma non tutte le giocatrici sono così interessate alle schiacciate. Per molte di loro il punto non è emulare il gioco maschile, ma valorizzare le caratteristiche di quello femminile. Più in generale, molte non sono contente che si continui a mettere a confronto la WNBA con la NBA. O, perlomeno, chiedono un po’ di pazienza, e lasciare al gioco della lega femminile di prendere anno dopo anno le sue forme e le sue direzioni.

A non piacere ad alcune cestiste è proprio l’idea della schiacciata come elemento mancante. «Schiacciare è spettacolare, ma forse non fa semplicemente parte del nostro modo di giocare», ha detto la forte cestista A’ja Wilson: «E vorrei che le persone lo capissero e apprezzassero tutte le altre cose che mettiamo nel nostro gioco e che possono essere altrettanto spettacolari delle schiacciate».

A’ja Wilson ha vinto per due volte il premio di miglior giocatrice delle finali WNBA ed è una delle giocatrici più forti del mondo pur non avendo mai schiacciato a canestro in una partita ufficiale, nonostante i suoi 193 centimetri di altezza. I suoi canestri in fade-away (un tiro effettuato saltando all’indietro per creare separazione dal difensore) sono un gesto tecnico altrettanto complicato ed esaltante per chi segue la WNBA.

– Leggi anche: Le giocatrici di WNBA hanno avuto quel che volevano