Le prime foto della Terra vista da Artemis II
La missione che porterà quattro astronauti attorno alla Luna ha superato la metà del suo lungo viaggio

La NASA ha pubblicato le prime due foto della Terra scattate dagli astronauti della missione Artemis II, che sabato mattina (ora italiana) hanno superato metà della distanza che li separa dalla Luna, attorno alla quale è previsto che compiano un giro lunedì sera. Le ha scattate il comandante Reid Wiseman, e quella più spettacolare mostra la Terra rovesciata rispetto a come siamo abituati a immaginarla, con l’oceano Atlantico al centro, il Sahara Occidentale e la penisola iberica sulla sinistra, e un pezzo di Sudamerica sulla destra. Il pianeta che si vede in basso a destra è Venere.
La capsula Orion, che ospita i quattro astronauti della missione, aveva lasciato l’orbita terrestre venerdì. In serata la NASA ha annunciato che una prima manovra per correggere la traiettoria della capsula è stata cancellata perché per il momento non ce n’è bisogno. Altre due possibili correzioni sono previste nella seconda parte del viaggio di andata di circa 500mila chilometri, cominciato con il lancio di giovedì 2 aprile.

Una foto della Terra scattata dall’astronauta Reid Wiseman dalla missione Artemis II. (NASA)
Non è stato così semplice scattare le foto: Wiseman ha dovuto chiedere al centro di comando della missione a Houston aiuto per impostare la messa a fuoco e pulire i finestrini di Orion. Nella giornata di sabato è previsto che gli astronauti – oltre a Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen – svolgano un’esercitazione per verificare la possibilità di svolgere la rianimazione cardiopolmonare, e un test per verificare le capacità di comunicazione con il Deep Space Network (DSN), la rete globale di enormi antenne che la NASA e le altre agenzie spaziali usano per comunicare con le missioni spaziali oltre l’orbita terrestre
Nessun essere umano si spingeva così lontano dalla Terra dal 1972, l’anno dell’ultima missione lunare dell’Apollo 17. Orion ora sta viaggiando verso la Luna per inerzia, quindi con il motore spento. La gravità della Terra continua a influenzarne il moto e a far rallentare la capsula (un po’ come avviene quando si lancia una palla verso l’alto), ma senza il rischio di fermarsi.
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La Terra vista dalla capsula Orion della missione Artemis II. (NASA)
All’inizio della prossima settimana entrerà nella sfera d’influenza della Luna e tornerà ad accelerare, grazie all’attrazione lunare. Per girarle intorno gli astronauti non dovranno intervenire più di tanto su Orion, perché sarà la stessa gravità lunare a curvare la traiettoria, evitando che la capsula prosegua il proprio viaggio nelle profondità dello Spazio dopo che l’avrà superata. Orion passerà quindi dietro alla Luna e sarà poi “lanciata” di nuovo verso la Terra, fino a quando la gravità terrestre sarà tale da farla tornare sul nostro pianeta.

La Terra vista dalla capsula Orion della missione Artemis II. (NASA)



