L’Italia ha impedito agli Stati Uniti di usare la base di Sigonella
Dovevano fermarsi lì alcuni bombardieri prima di proseguire verso il Medio Oriente, ma il governo italiano non era stato consultato

Il governo italiano ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base militare di Sigonella, vicino a Catania, per far atterrare e poi ripartire i suoi aerei verso il Medio Oriente, dove l’esercito statunitense sta combattendo una guerra contro l’Iran insieme a Israele. È successo venerdì 27 marzo, ma lo ha reso noto oggi il Corriere della Sera.
Il Corriere scrive che alcuni aerei bombardieri statunitensi erano già in volo verso la Sicilia quando era stato comunicato il piano di volo all’Aeronautica italiana. Il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano era stato quindi informato dall’Aeronautica del loro arrivo alla base di Sigonella, e aveva a sua volta informato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Visto che non c’erano state richieste di autorizzazioni preventive da parte degli Stati Uniti, né consultazioni col governo italiano, Crosetto ha negato l’atterraggio.
Martedì il governo ha diffuso una nota in cui si dice che per quanto riguarda l’uso delle basi militari l’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali e in modo coerente rispetto a una posizione già condivisa con il parlamento. Nella nota viene anche specificato che non ci sono problemi o criticità con gli alleati e che «ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato».
Sigonella è una delle tante basi militari americane che ci sono in Italia, il cui utilizzo è regolato da due accordi bilaterali firmati dal governo italiano e da quello statunitense nel 1954. Sono però trattati coperti da segreto di Stato, quindi non se ne conoscono nel dettaglio i contenuti.
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Da quando è iniziata la guerra in Iran, la possibilità che gli Stati Uniti usino le basi che hanno in Italia per portarla avanti è stata fin da subito oggetto di discussioni e preoccupazioni, tant’è che Crosetto già il 5 marzo aveva detto che, qualora fosse arrivata una richiesta dagli Stati Uniti in questo senso, avrebbe coinvolto il parlamento per decidere. È un passaggio non obbligatorio, ma che il governo può decidere di adottare in questi casi.
Quel giorno Crosetto aveva anche detto che le basi italiane potrebbero essere usate solo per operazioni non cinetiche, cioè non di combattimento ma di addestramento o logistiche. L’agenzia Ansa scrive che i voli di quei bombardieri a cui è stato negato l’atterraggio non erano «voli normali o logistici».
Secondo fonti del governo italiano citate da Repubblica, gli Stati Uniti non avrebbero reagito o protestato dopo il rifiuto italiano, perciò per il momento sembra sia stata evitata una crisi diplomatica. L’episodio sta comunque suscitando molte polemiche politiche: i capigruppo del Movimento 5 Stelle delle commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti, hanno chiesto a Crosetto di riferire in parlamento su quanto accaduto precisamente venerdì, mentre la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha esortato il governo a negare anche in futuro l’autorizzazione ad accedere alle basi militari in Italia.
Non sarebbe comunque la prima della storia in cui viene coinvolta Sigonella. La base infatti è molto nota per un episodio avvenuto il 10 ottobre 1985, dopo che quattro militanti radicali palestinesi dirottarono una nave da crociera italiana, la “Achille Lauro”.
Nel dirottamento fu ucciso e gettato in mare un turista americano disabile, e per questo motivo il presidente di allora Ronald Reagan decise di intervenire. Mentre i quattro militanti venivano trasportati su un Boeing egiziano, due aerei militari americani si affiancarono al Boeing e chiesero al governo italiano, presieduto da Bettino Craxi, il permesso di atterrare a Sigonella. Subito dopo l’atterraggio ci fu un momento di tensione in cui le forze speciali americane si confrontarono con i carabinieri.
Reagan chiese a Craxi l’estradizione dei dirottatori. Craxi si rifiutò, spiegando che i reati erano stati commessi in acque internazionali e su una nave italiana, e perciò dovevano essere perseguiti dall’Italia. Reagan cedette, e alla fine la crisi, che passò alla storia come la “crisi di Sigonella”, rientrò.
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